Luce tecnica o d’arredo?

Illuminare bene una casa è importante almeno quanto arredarla con stile e personalità. La giusta combinazione di luce naturale e luce artificiale può consentire di valorizzare l’arredo stesso ed anche gli spazi, facendo sembrare più grandi gli ambienti e creando le atmosfere più adatte a seconda dei contesti. 

Certo, perché le luci non possono e non devono essere tutte uguali, dal momento che non tutte hanno le stesse funzioni. In alcuni casi conta soprattutto l’aspetto pratico, e quindi si può optare in particolare per una luce tecnica(senza troppi fronzoli ma molta “tecnologia”); altre volte, invece, non solo si ha la necessità di illuminare, ma si desidera anche inserire qualcosa di bello, un elemento d’arredo che sappia stupire e catturare l’attenzione. 

Scegliere una luce tecnica significa necessariamente rinunciare ad una luce d’arredo? In realtà no, oggi esistono centinaia di soluzioni che sono in grado di soddisfare qualsiasi tipo di clientela, sia dal punto di vista dell’innovazione tecnologica, e quindi anche delle prestazioni, sia dal punto di vista puramente estetico e di design. 

Vediamo di approfondire insieme alcuni aspetti, soffermandoci soprattutto su certi ambienti della casa.

Ribassamenti in cartongesso con tagli di luce e velette

Un perfetto connubio tra luce tecnica e luce d’arredo può essere, ad esempio, la controsoffittatura da sfruttare come elemento in cui inserire luci moderne e funzionali, in grado però di dare anche un tocco glamour all’ambiente. 

Quando le altezze lo consentono, si possono realizzare dei ribassamenti in cartongesso, senza necessità dunque di dover effettuare importanti lavori di muratura, ed installare i cosiddetti tagli di luce: una soluzione versatile e modulare che ben si adatta a diverse situazioni, semplicemente optando per intensità di luce o colorazioni differenti. 

Con molta discrezione e semplicità, i tagli di luce inseriti nella controsoffittatura sono in grado di creare un design contemporaneo, anche grazie all’utilizzo dei led, ed efficace al tempo stesso, semplificando peraltro la vita a chi si troverebbe in difficoltà dovendo scegliere tra piantane, lampade a sospensione, appliques e così via. 

Senza entrare troppo nello specifico, possiamo dire che, quando si realizza un taglio di luce nel cartongesso, di solito si hanno tre possibilità: si possono, infatti, realizzare tagli di luce ad emissione diretta, oppure laterale, oppure ancora indiretta. Sono tre tipi di lavorazione differenti tra loro, proprio per poter garantire risultati diversi a seconda del tipo di luce che si desidera (per fare un esempio, l’emissione indiretta è quella più adatta a corridoi o disimpegni, comunque a zone solo di passaggio). 

La tipologia di striscia a led prescelta, ed il suo posizionamento, sono determinanti per il risultato finale. 

Un’altra soluzione cui si ricorre spesso, sia per motivi estetici ma anche per praticità, è quella costituita dalle cosiddette velette. 

Anche in questo caso si tratta di opere edili realizzate in cartongesso, le quali servono per creare dei ribassamenti del soffitto in modo da ottenere soluzioni molto particolari, spesso estrose ed originali: velette lineari, curve, inclinate, su più livelli… sono tantissime le realizzazioni possibili grazie all’uso delcartongesso. Ed anche queste velette, oltre a donare già di per sé stile e personalità all’ambiente, possono essere sfruttate per inserire vari sistemi di illuminazione, tipo strisce a led, faretti, ecc. 

Luce calda, fredda o naturale?

Molto importante, quando si sceglie l’illuminazione domestica, è la “temperatura” della stessa, quel parametro che sta ad indicarne la tonalità e che si misura in Kelvin. 

Valutare correttamente la temperatura dei sistemi di illuminazione è basilare, perché tra una luce “calda” ed una “fredda” c’è un’enorme differenza, e fare una scelta sbagliata può stravolgere completamente il risultato desiderato. 

Tanto per intenderci, le esigenze di illuminazione che possono esserci in un soggiorno living, fatto per la convivialità e per i momenti di relax, sono ben diverse rispetto a quelle di un bagno dove magari ci si deve anche truccare, radere, ecc. 

Una temperatura bassa, compresa tra i 3000 e i 3500 gradi Kelvin, determina una luce calda, con tonalità che possono virare verso il rossiccio, l’arancione, il giallo o, semplicemente, il bianco caldo. Le luci calde sono quelle da prediligere in ambienti in cui si vuole un’atmosfera rilassante e familiare e, in generale, sono le più adatte nelle case in cui prevalgono il legno, la pietra, ecc. 

Ci sono, poi, le luci cosiddette naturali: si tratta di quelle che hanno una temperatura che va dai 3500 ai 4000 gradi Kelvin e sono le luci che si avvicinano maggiormente all’illuminazione che, naturalmente, ritroviamo durante la giornata. Una tonalità piuttosto neutra, insomma, un bianco né troppo caldo né troppo freddo. Sono le più adatte negli ambienti moderni, dal design più minimalista, perché riescono ad esaltare al massimo le linee “pulite” dell’arredamento.

Infine, quando si superano i 5000 gradi Kelvin, si ha una luce che viene comunemente definita fredda. Di solito, parliamo di un bianco piuttosto intenso e che tende lievemente verso l’azzurro e il blu. Ottime luci se si ha bisogno di vedere molto bene (ad esempio, per individuare piccole imperfezioni, tipo nelle fabbriche o nelle carrozzerie), ma in un contesto casalingo non sempre sono la scelta più idonea. 

Illuminare la zona tavolo nel living

Nella zona living, di solito è bene prevedere diverse fonti di illuminazione. 

Ci deve essere, innanzitutto, un sistema che illumini diffusamente l’ambiente, magari attraverso un impianto incorporato nella controsoffittatura, oppure attraverso apposite appliques, ecc. 

In più, è sempre necessario pensare a luci più specifiche che vadano ad illuminare certe zone in particolare. Una di queste è, ad esempio, l’eventuale tavolo da pranzo. 

Prevedere una fonte di illuminazione dedicata in modo specifico alla zona del tavolo è molto importante, perché in quella parte del soggiorno è necessario avere una luce più diretta, diversa da quella che occorre, ad esempio, se ci si accomoda sul divano. 

Di solito, si opta per una lampada da sospensione, o anche più di una se il tavolo ha una certa imponenza e se l’ambiente è sufficientemente ampio. L’importante è che questa lampada si raccordi perfettamente al resto del sistema di illuminazione: tanto per intenderci, se vogliamo scegliere una lampada sospesa di grande impatto (magari un bel pezzo di design, o comunque qualcosa che non passi inosservato), allora è meglio che tutto il resto sia meno vistoso, di classe ma con sobrietà. 

Diversamente, si possono anche progettare dei bei sistemi di illuminazione alternativi, magari con l’uso dei faretti, che tengano conto delle diverse esigenze tra una zona e l’altra del living, quindi avendo comunque cura di poter illuminare, quando necessario, in modo diretto e specifico anche la zona del tavolo. 

Piantane nella zona salotto

Come già accennato, nella zona living è importante differenziare le fonti di illuminazione. 

Ci deve essere qualcosa di generico, qualcosa di specifico per la zona tavolo e poi, indubbiamente, anche una luce adatta per l’angolino dedicato al salotto vero e proprio: la zona del divano o della poltrona, quella dove magari amiamo ricevere qualche amico oppure rifugiarci per leggere un libro o rilassarci. 

In questa parte di casa, così intima e d’atmosfera, una delle soluzioni più adatte è senz’altro la piantana. Ne esistono tantissimi tipi, estremamente diversi per stile e dimensioni: a seconda dell’utilizzo che si presume di farne, può essere utile pensare a luci la cui intensità possa essere regolata e magari che possano anche essere direzionabili (molto comode per leggere, ad esempio). 

Le piantane, anche dette lampade da terra, possono essere molto minimaliste, e quindi quasi mimetizzarsi nel contesto circostante, o possono invece diventare vere e proprie protagoniste dell’arredamento: è una questione di gusti e di scelte, l’importante è che ci sia sempre armonia rispetto all’ambiente visto nella sua totalità, e che la visione d’insieme risulti equilibrata e mai eccessiva. 

Appliques in camera da letto

Anche la camera da letto può essere illuminata in vari modi, ed anche in questo caso bisogna sempre prevedere la possibilità di differenziare le fonti di illuminazione a seconda delle singole zone e delle diverse necessità. 

Accanto al letto, ad esempio, ci vanno sempre delle abat-jour appoggiate sui comodini oppure bisogna trovare altre soluzioni, anche più alternative, che consentano di fare luce soltanto nella zona specifica. 

E per illuminare l’intera stanza, invece? In questo caso, non di rado si ricorre alle appliques, tanto più che oggi ne esistono di tantissimi modelli e anche gli amanti del design e della tecnologia possono tranquillamente trovare ciò che fa per loro. Sbaglia chi pensa che le appliques siano un sistema ormai superato, un po’ troppo tradizionale. 

Basti pensare che esistono anche dei modelli che possono essere utilizzati in sostituzione delle tradizionali lampade poste sui comodini. Intanto, perché non sempre ci sono i comodini, dal momento che sempre più frequentemente si opta per soluzioni alternative (ne avevamo anche parlato in un nostro approfondimento). E poi, in ogni caso, anche qualora il comodino accanto al letto fosse presente, può essere utile ed originale pensare ad un sistema di illuminazione che provenga dalla parete. 

Esistono, a tale scopo, anche delle interessanti appliques con braccio estensibile che possono essere sistemate accanto al letto ed utilizzate proprio come se fossero delle abat-jour: potendo dirigere il fascio di luce come meglio si crede, si rivelano ottime lampade da lettura e, allo stesso tempo, conferiscono all’ambiente un bel tocco di originalità.

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