Bonus mobili 2025
La Legge di Bilancio 207/2024 ha prorogato il bonus previsto per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici, stabilendo che se ne potrà usufruire fino al 31 dicembre 2025.
Tale agevolazione prevede, nello specifico, una detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e/o grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione (recupero patrimonio edilizio).
Qualche novità, invece, per quanto concerne le ristrutturazioni edilizie. La suddetta Legge di Bilancio, infatti, ha stabilito alcune nuove regole. Permangono le agevolazioni, che esistono ormai da diversi anni, ma con percentuali di detrazione un po’ modificate.
Vediamo qui di seguito, in sintesi, quali sono le normative aggiornate al 2025 per entrambi i bonus.
Bonus mobili e grandi elettrodomestici: a chi spetta e come ottenerlo?
Come già detto, il bonus in questione riguarda l’acquisto di mobili e anche l’acquisto di grandi elettrodomestici, a condizione che questi ultimi siano di classe non inferiore alla A per i forni, alla E per le lavatrici, le lavastoviglie e le asciugatrici, e non inferiori alla classe F per i frigoriferi e i congelatori.
Per ottenere la detrazione occorre indicare nella dichiarazione dei redditi le spese sostenute, tenendo conto che la suddetta detrazione spetta unicamente al contribuente che usufruisce anche di quella per le spese di intervento di recupero del patrimonio edilizio.
Tanto per intenderci, se le spese per la ristrutturazione risultano a carico del marito, mentre quelle per l’acquisto dei mobili sono a nome della moglie, nessuno dei due potrà godere del bonus mobili ed elettrodomestici. Attenzione, quindi!
Il bonus può essere sfruttato anche quando il contribuente opta per la cessione del credito oppure sceglie di esercitare lo sconto in fattura (anziché fruire in via diretta delle detrazioni).
Quando si può usufruire del bonus mobili/elettrodomestici?
Requisito indispensabile per poter usufruire del bonus mobili 2025 è la realizzazione di un intervento di recupero del patrimonio edilizio, con ovviamente alcune precise indicazioni/restrizioni in tal senso.
L’intervento può riguardare singole unità immobiliari residenziali oppure parti comuni di edifici, sempre di tipo residenziale. Se un contribuente esegue lavori di ristrutturazione su più immobili, può godere del beneficio più volte (una per ogni unità immobiliare).
Inoltre, è importante che l’intervento sia iniziato a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente rispetto a quello dell’acquisto dei mobili o degli elettrodomestici.
La data di inizio lavori dev’essere precedente rispetto a quella nella quale si acquistano i beni per i quali si vuole usufruire del bonus. Non è necessario che anche le spese di recupero del patrimonio edilizio vengano sostenute per forza prima di quelle riguardanti l’arredo. Ma, come dicevamo, ufficialmente i lavori devono iniziare prima (tutto dev’essere adeguatamente documentato).
Quanto si può detrarre con il bonus mobili/elettrodomestici 2025?
La detrazione Irpef va calcolata su un importo massimo di 5.000 euro per l’anno 2025, cifra che comprende anche eventuali spese di trasporto e montaggio. La suddetta detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo.
Nel 2024 il tetto massimo su cui effettuare il calcolo della detrazione era già stato di 5.000 euro, mentre nel 2023 era stato di 8.000 euro.
Per poter usufruire dell’agevolazione, il pagamento dei mobili o degli elettrodomestici non può assolutamente essere effettuato in contanti o assegno bancario. Le uniche forme di pagamento consentite sono il bonifico bancario, la carta di credito e la carta di debito.
Per conoscere ancora più a fondo tutti i dettagli che riguardano il bonus mobili ed elettrodomestici 2025, e per chiarire ogni eventuale dubbio, è possibile consultare direttamente il sito dell’Agenzia delle Entrate.
Bonus ristrutturazioni 2025, cosa è cambiato e come funziona?
La recente Manovra ha sancito che il bonus ristrutturazioni 2025 preveda una detrazione del 50%, ma soltanto per le spese di riqualificazione energetica sostenute per le prime case.
Per le altre tipologie di immobile, invece, la percentuale è stata portata al 36%.
Inoltre, è già stato stabilito che nel 2026 e nel 2027 le aliquote scenderanno ulteriormente. Ciò che adesso è 50% diventerà 36% (prime case), e per gli altri immobili si passerà dal 36% al 30%.
La detrazione riguarda le ristrutturazioni edilizie, anche le manutenzioni straordinarie, ed i risanamenti o i restauri conservativi. Stop, invece, alle agevolazioni per le caldaie alimentate esclusivamente da combustibili fossili (ad esempio, le caldaie a condensazione che prima, invece, rientravano nel bonus).
Il tetto massimo di spesa è di 96.000 euro e la detrazione può essere sempre “spalmata” su 10 anni, come avveniva già in passato.
Occhio agli interventi edilizi che davvero danno diritto al bonus! La cosiddetta manutenzione ordinaria, come può essere ad esempio la ritinteggiatura delle pareti o qualche altro lavoretto di rifinitura/riparazione, non viene contemplata a tal fine.
Gli interventi edilizi che rientrano nel discorso “bonus ristrutturazioni 2025” sono, per citarne alcuni:
- Sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia
- Realizzazione di una mansarda o trasformazione di una soffitta in mansarda
- Apertura di porte o finestre
- Rifacimento di scale o rampe
- Installazione di ascensori, ecc.
È utile ricordare che, anche per quanto concerne il bonus ristrutturazioni 2025, così come negli anni passati, i pagamenti devono essere effettuati per forza tramite un apposito bonifico bancario (detto “parlante”), riportando con precisione tutti i dati richiesti.
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