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Come progettare un bagno di grandi dimensioni.

Come progettare un bagno di grandi dimensioni.

Uno dei problemi più diffusi, all’interno delle nostre case, è quello di avere bagni troppo piccoli. Molto spesso ci si ritrova a dover fare i conti con pochissimi metri quadri a disposizione, da sfruttare tassativamente nel miglior modo possibile Ottimizzare, in questi casi, è la parola d’ordine. Nulla può essere lasciato al caso, per cui ogni centimetro dev’essere utilizzato nella maniera più razionale e funzionale possibile. Quindi, verrebbe da pensare, se si ha la fortuna di disporre di un bagno grande… che problema potrà mai esserci? Progettare un bagno di grandi dimensioni sarà semplicissimo!

In effetti, non è proprio così. Nel senso che, se è vero che poter avere più metri quadri a disposizione è certamente un buon punto di partenza, resta il fatto che l’ambiente debba essere comunque valorizzato sotto ogni punto di vista.

Cerchiamo di scoprire, punto per punto, quali sono gli aspetti fondamentali da tenere in considerazione quando si vuole arredare al meglio un bagno di grandi dimensioni.

Calibrare in maniera corretta tutti gli ingombri

Quando il bagno ha dimensioni generose, uno dei principali rischi cui si può andare incontro è quello di non organizzare al meglio gli spazi.

Cosa significa questo? Che magari si finisce col “riempirlo” troppo oppure, al contrario, si rischia di lasciarlo troppo “vuoto”.

Ecco perché è molto importante avere un progetto ben chiaro che definisca con precisione tutti gli ingombri (sanitari, doccia, vasca, ecc.)

Prendiamo in considerazione, per esempio, proprio i sanitari: ne esistono diverse tipologie, da appoggio oppure sospesi.

Questi ultimi sono, generalmente, molto adatti ai bagni piuttosto piccoli. Grazie alla loro conformazione più ridotta e al fatto di non appoggiare sul pavimento, donano sicuramente una sensazione di maggiore ampiezza all’ambiente che, di per sé, non è molto grande.

Nel progettare un bagno di grandi dimensioni, forse è meglio scegliere dei sanitari a filo muro, ad esempio. Avendo un aspetto più imponente rispetto ai sanitari sospesi, possono risultare più adatti all’interno di un bagno grande.

I sanitari sospesi, infatti, rischierebbero di apparire troppo piccoli rispetto a tutto il resto del contesto, mentre quelli a filo muro avrebbero dimensioni più adeguate.

Ci riferiamo ai modelli a filo muro, e non a quelli più tradizionali, soprattutto per una questione di igiene e praticità. Infatti, con questi sanitari si evitano accumuli di polvere e sporcizia in corrispondenza del tubo di scarico.

Un’altra considerazione la si può fare in merito alla scelta del lavabo. Se lo spazio lo consente, senza dubbio può essere preferibile optare per uno doppio. Se poi sia da appoggio oppure da incasso, questa è una scelta più soggettiva legata ai gusti personali, però averne due è sicuramente una gran bella comodità (ed anche un ottimo effetto, dal punto di vista estetico).

Usare tutte le pareti

Sembra una cosa banale da dire, ma riteniamo che sia importante sottolineare il fatto che tutte le pareti del bagno dovrebbero essere utilizzate nel miglior modo possibile.

Quando il bagno è di grandi dimensioni, ad esempio, si può pensare di inserire anche un bel mobile contenitivo, abbinato al resto dell’arredo. Potrebbe essere molto utile per riporre asciugamani, accappatoi, prodotti per la cura della persona, ecc.

Se lo spazio è davvero generoso, e il budget a disposizione lo è altrettanto, si può anche ipotizzare di ricreare una sorta di piccola spa domestica, dotata magari di sauna o bagno turco. In alcuni casi, si può persino azzardare una mini-piscina da interno!

Avere a disposizione un’ampia metratura, consente indubbiamente di dare libero sfogo alla propria immaginazione. Detto questo, ci va sempre una bella dose di buon senso, di buon gusto e di attenzione alle proprie possibilità economiche.

Separare la zona wc o la zona doccia?

Negli ultimi anni è diventato di gran moda il cosiddetto “open space”, e questa tendenza la ritroviamo anche nei bagni.

Tuttavia, molti preferiscono l’idea di avere degli spazi separati ben definiti. Questo può valere nella zona giorno, ad esempio, ma anche nell’ambiente destinato al bagno.

Non dei muri veri e propri che chiudano completamente, ma delle soluzioni alternative che sappiano comunque separare, pur senza creare una sensazione di eccessiva chiusura.

Nel progettare un bagno di grandi dimensioni, ad esempio, può essere utilizzata una parete divisoria per tenere la zona wc separata dal resto. Di solito si opta per un qualcosa di poco ingombrante ma, in ogni caso, funzionale. Una soluzione che dia privacy, ma al contempo lasci intatto il senso di continuità spaziale all’interno del bagno. Anzi, ne esalti addirittura la linea estetica.

La scelta può ricadere su una semplice parete creata in cartongesso, oppure ci si può sbizzarrire nella scelta tra le diverse soluzioni di pareti di design che si trovano in commercio. Legno, vetro satinato, ecc: sono tantissime le finiture possibili.

Lo stesso discorso può essere fatto anche per quanto concerne la zona doccia. Anziché separare il wc, c’è chi preferisce, invece, ricreare una zona a parte per quanto concerne, per l’appunto, la doccia. Sempre facendo ricorso a soluzioni che creino un minimo di separazione, ma senza risultare troppo impattanti e claustrofobiche.

Progettare un bagno di grandi dimensioni: Doccia o vasca o tutte e due?

Proprio a proposito di docce, sorge spontaneo il quesito che sta sempre alla base di ogni ristrutturazione bagno che si rispetti: “Mettiamo la doccia, la vasca o entrambe?”

Quando il bagno è molto piccolo, va da sé che si tratti di una scelta quasi obbligata. La doccia la fa quasi sempre da padrona, per motivi chiaramente legati al poco spazio a disposizione.

Se il bagno è grande abbastanza da poter pensare di metterci una vasca, subentra allora una questione soprattutto di gusti e abitudini personali.

Ci sono, per esempio, gli estimatori della doccia a prescindere: anche avendo la possibilità di inserire una vasca, non ne sentono l’esigenza perché trovano molto più veloce e pratico fare la doccia.

E ci sono, al contrario, molte persone che amano, invece, l’idea di potersi immergere in una vasca piena d’acqua e schiuma profumata.

In realtà, la presenza della vasca può essere vista anche come elemento utile nel caso in cui si abbiano bambini piccoli o altre esigenze particolari.

Per gli amanti delle vasche da bagno, oltre a quelle più tradizionali, ne esistono moltissimi tipi “freestanding”, capaci di coniugare al tempo stesso comodità e design.

Se la vasca, invece, proprio non interessa, ma si desidera sfruttare al meglio lo spazio generoso a disposizione, si può anche valutare la possibilità di far installare una cabina doccia molto grande, con doppio soffione. In questo caso, le opzioni sono diverse, sempre in grado di soddisfare anche i clienti più esigenti.

Per finire, va detto che una cosa non deve per forza escludere l’altra. Vale a dire che, optare per una doccia, non significa necessariamente rinunciare alla vasca, o viceversa. Nulla vieta, anzi è una soluzione piuttosto comune nei bagni grandi, che possano essere presenti entrambe le cose.

Quali rivestimenti scegliere?

Ultimo aspetto cui prestare attenzione, quando si tratta di dover progettare un bagno di grandi dimensioni, è la scelta dei rivestimenti più adatti.

Le soluzioni sono molteplici, da quelle più tradizionali fino ad arrivare ad idee nuove piuttosto innovative.

Se parliamo di piastrelle, è vero che può sembrare una soluzione un pochino scontata e magari troppo tradizionalista, ma in realtà anche in questo ambito ci sono tantissime proposte moderne ed interessanti.

Ciò che ci sentiamo di consigliare, in un bagno piuttosto ampio, è la possibilità di prendere in considerazione anche piastrelle grandi. In un bagnetto piccolo, è chiaro, questa scelta non sarebbe consigliabile, ma in uno spazio ampio la resa può essere, invece, ottimale.

E poi ci sono le carte da parati, che sicuramente meritano un discorso a parte.

Le carte da parati in fibra di vetro, in particolare, si prestano tranquillamente ad essere utilizzate anche in bagno, per quanto sia un ambiente di solito umido.

Al giorno d’oggi ne esistono davvero tantissimi tipi, di qualità decisamente elevata, per cui c’è l’imbarazzo della scelta. La cosa importante è saper scegliere le fantasie più azzeccate e, soprattutto, saper calibrare bene l’uso che se ne fa.

Rivestire tutto il bagno con la stessa carta da parati – magari anche con una fantasia piuttosto “importante” – può essere un po’ eccessivo, si corre il rischio di creare un ambiente soffocante e poco elegante.

Al contrario, abbinare fantasie diverse o, meglio ancora, utilizzare la carta da parati soltanto su una parete o una zona del bagno, può rivelarsi una scelta vincente. Una delle soluzioni più frequenti, ad esempio, è quella di rivestire con la carta da parati soltanto l’area in cui sono posizionate la vasca da bagno o la doccia: un modo per esaltare ancora di più la valenza estetica di questi elementi

Perchè comprare il forno a vapore?

Perchè comprare il forno a vapore?

Il forno è uno di quegli elettrodomestici che non può mancare in cucina. Nel corso degli anni, così come è accaduto anche per altre apparecchiature domestiche, il forno si è molto evoluto. Un tempo esistevano soltanto quelli di tipo tradizionale, con una cottura di tipo statico, poi si è passati a quelli che hanno anche la possibilità di cuocere in modalità ventilata.

Ma non è tutto. Alcuni decenni fa è stato inventato anche il microonde, ed oggi esistono forni, anche da incasso, che offrono – in un unico apparecchio – tutte queste differenti opzioni di cottura. In tempi ancor più recenti, oltre alla cottura tradizionale (statica e ventilata) e a quella che utilizza le microonde, si è aggiunta la modalità a vapore. Si tratta, senza dubbio, di una novità importante per chi ama una cucina sana e leggera. Un’alternativa versatile e di facile utilizzo, con cui eseguire anche ricette abbastanza complesse. Scopriamo insieme perchè comprare il forno a vapore nella vostra nuova cucina

Una panoramica sui forni a vapore

A dire il vero, quando si parla di cottura a vapore, dire che si tratta di una novità non è propriamente corretto.

Questa tecnica di cottura, infatti, ha origini piuttosto antiche e lontane: proviene dall’Oriente (in particolare, da Cina e Tibet), ed è molto radicata anche in Africa.  

Cuocere a vapore rappresenta un’alternativa, rispetto agli altri metodi, che permette di risparmiare in termini economici, energetici e di tempo. Inoltre, e questo è forse l’aspetto più apprezzato, questo tipo di cottura consente di preservare sapori e componenti nutrizionali. Il top per tutti i salutisti!

La cottura a vapore sfrutta la capacità del vapore acqueo, sprigionato appunto dall’acqua che bolle, di trasmettere calore ai cibi senza che ci sia contatto con l’acqua stessa e senza dover aggiungere grassi.

Il metodo più semplice e tradizionale per cuocere a vapore consiste nel mettere dell’acqua in una pentola, portandola ad ebollizione. Sopra si posiziona un cestello forato, senza che tocchi l’acqua, e si mettono all’interno degli alimenti (verdure o altro) per farli cuocere.

Il forno a vapore, in pratica, sfrutta al massimo questo principio, ottimizzandone i risultati.

Il calore del vapore che viene sprigionato da un apposito forno risulta meno “aggressivo” rispetto ad altre forme di calore.

Esistono, tra l’altro, dei forni in grado di funzionare in modalità termoventilata, e questo significa che il vapore generato dalla caldaia viene poi nebulizzato tramite una ventola. L’effetto di cottura che se ne ricava, all’interno del forno stesso, è estremamente delicato ma, al contempo, efficace.  

Le tipologie di forni a vapore che si trovano in commercio e i vantaggi della cottura a vapore

Sul mercato possiamo trovare, sostanzialmente, due categorie di forni a vapore:

  • Forni ad impulsi di vapore, nei quali la cottura a vapore va ad aggiungersi rispetto alle cotture più tradizionali (statiche e/o ventilate)
  • Forni che funzionano esclusivamente a vapore

Molto spesso è presente un sistema pensato appositamente per decalcificare l’acqua, evitando così spiacevoli depositi di calcare.  

I programmi di cottura sono generalmente differenziati, così da offrire i migliori risultati a seconda del tipo di cibo da cuocere. In pratica, la modalità di riscaldamento, la temperatura, i tempi di cottura, ecc. vengono scelti dal forno stesso, utilizzando le impostazioni di cui è dotato.

Ma perché la cottura a vapore è ritenuta così ricca di vantaggi? Per quale motivo viene sempre più spesso scelta da coloro che desiderano seguire una dieta sana?

Innanzitutto, con questo tipo di cottura non occorre utilizzare molti condimenti. Questo va a tutto vantaggio della leggerezza, della digeribilità e della riduzione di calorie.

Inoltre, i cibi (pensiamo alle verdure, ad esempio) conservano meglio la loro consistenza ed anche le loro proprietà nutritive (tipo le vitamine, i sali minerali, ecc.)

Carne e pesce rimangono solitamente più morbidi e succosi rispetto alle altre modalità di cottura cui siamo più abituati, pur mantenendo una certa croccantezza nella parte più esterna.

Che dire, poi, degli alimenti che prevedono un processo di lievitazione? Sicuramente lievitano meglio, restando molto soffici internamente ma croccanti quanto basta esternamente.

Il forno a vapore risulta ottimo anche per sformati, soufflé, lasagne… Insomma, davvero risultati eccellenti per qualsiasi tipo di preparazione.

Sono anche molto indicati per scongelare i cibi o riscaldare pietanze già preparate in precedenza, preservando peraltro una consistenza impeccabile.

La vaporiera, cos’è esattamente e quali sono le differenze rispetto al forno a vapore?

Come abbiamo detto prima, esistono forni a vapore che funzionano soltanto in questa modalità ed altri, invece, che prevedono le classiche funzioni di un forno e, in aggiunta, anche l’opzione di cottura a vapore.

Nel primo caso, a voler essere precisi, è più corretto parlare di vaporiera.

Questa consente di preparare esclusivamente cibi tramite l’effetto del vapore acqueo, che viene portato ad una temperatura compresa tra i 30 e i 100 gradi (talvolta anche 120).   

La vaporiera non consente, dunque, altri tipi di cottura se non quella a vapore. Questo può anche essere un vantaggio, nel senso che si possono preparare contemporaneamente pietanze diverse, con cotture differenti, usando allo stesso tempo la vaporiera ed un forno tradizionale.

Bisogna avere, però, anche lo spazio sufficiente per poter inserire all’interno della cucina un ulteriore elettrodomestico. E questo non è sempre possibile, purtroppo.

Il forno a vapore, che consente di abbinare la cottura a vapore a quella più tradizionale, sicuramente rappresenta un vantaggio in termini di spazio. Non consente, però, preparazioni in parallelo ma con modalità di cottura differenti.

Per chi cucina molto, e magari lo fa per un discreto numero di persone, avere due elettrodomestici distinti può risultare probabilmente più comodo e funzionale.

Diversamente, può essere forse più pratico disporre di un elemento combinato.

Differenze con il microonde

Tutti siamo sempre alla ricerca di soluzioni che ci consentano di cucinare in modo veloce, facile ed efficace.

Tra le tante possibilità, abbiamo visto che anche i forni a vapore, o le vaporiere, possono dire la loro.

E poi ci sono i forni a microonde, che hanno la peculiarità di cuocere i cibi dall’interno verso l’esterno (tramite molecole d’acqua rilasciate all’interno del cibo stesso).

La sostanziale differenza rispetto ad un forno che cuoce a vapore è che, in questo caso, il calore arriva dall’esterno e non dall’interno. I forni a microonde sono ormai molto diffusi, sono tantissime le cucine italiane che ne sono provviste. Meno noti sono i forni a vapore (o le semplici vaporiere), ma ora li conosciamo sicuramente meglio e siamo certi che presto saranno molto più utilizzati ed apprezzati.

Lapitec Chef. Il piano cottura invisibile

Lapitec Chef. Il piano cottura invisibile

La cucina è, quasi certamente, l’ambiente della casa che meglio di qualunque altro si presta all’introduzione di nuovi elettrodomestici moderni, soluzioni tecnologiche e complementi innovativi. Ma cosa può esserci di più sorprendente e sensazionale di un piano cottura che c’è… ma non si vede? Hai letto bene. La novità del 2023 è il piano cottura a induzione che diventa invisibile.

Pertanto, se ami restare sempre aggiornato sulle ultime tendenze, se ti piacciono le cucine moderne e lineari e se sei patito di ordine e pulizia, questo articolo è decisamente per te!

Una panoramica sul piano cottura invisibile e come funziona.

Chi possiede un piano cottura a induzione lo sa bene: si tratta di una soluzione decisamente moderna e in grado di soddisfare le esigenze estetiche e quelle pratiche in maniera più che soddisfacente.

Tuttavia, anche con i piani cottura a induzione, un minimo di dislivello tra il piano stesso e il top viene a crearsi. E questo determina, inevitabilmente, qualche piccolo problema in più quando si deve pulire. Nulla di troppo grave, sia chiaro, ma non è sempre sufficiente dare una semplice passata veloce di panno e via!

Da questo punto di vista – possiamo dire di tipo igienico e pratico – ecco che l’aver inventato un piano cottura perfettamente integrato nel top della cucina è un qualcosa di davvero straordinario.

Parliamo di un piano cottura a induzione completamente invisibile, nascosto al di sotto del top della cucina.

In pratica, sembra di avere un normalissimo piano di lavoro, perfettamente liscio e quindi facilissimo da tenere in ordine e da pulire. E invece… sotto si cela un piccolo mondo tecnologico che forse non ti saresti mai aspettato. 

Ma come funziona il piano cottura nascosto?

Il suo funzionamento è del tutto analogo rispetto a quello degli altri piani a induzione. Ciò che lo fa funzionare è la reazione tra la superficie del piano (anzi, del top, in questo caso) e il fondo delle pentole.

A tale proposito, vale la pena ricordare che le suddette pentole devono necessariamente essere modelli realizzati apposta per poter essere utilizzati con piani cottura a induzione.

Detto questo, la cottura realizzata in questo modo risulta molto rapida ed efficiente. Con un piano invisibile, diventa quasi “magica”.

I top utilizzati per questo tipo di realizzazioni sono delle lastre sinterizzate in diverse varianti materiche.

Le caratteristiche estetiche e i pregi del Lapitec Chef.

Quando il piano cottura non è acceso, non si vede praticamente nulla. Soltanto il piccolo display e i comandi touch. Per il resto, ci si ritrova in presenza di un piano di lavoro completamente piatto e libero da ogni possibile ingombro.

Alcune aziende, per rendere ancora più sicuro ed efficace questo sistema, hanno previsto che il sistema si attivi soltanto posizionando sul top degli appositi “tappetini” di silicone. Grazie ad alcuni sensori magnetici, i comandi si attivano e si può iniziare a cucinare.

Se vuoi scoprire qualcosa di più su questo affascinante mondo nascosto, ti consigliamo di dare un’occhiata a questo sito: https://www.lapitec.com/it/applicazioni/kitchen/piano-a-induzione-lapitec-chef

Scoprirai un mondo inaspettato nel quale la tecnologia ha incontrato il design più essenziale, dando origine ad un qualcosa di assolutamente unico.

Abbiamo già detto che uno dei vantaggi principali del piano a induzione nascosto è quello di poter pulire in modo agevole ed accurato, dal momento che si ha a che fare con una superficie completamente liscia.

Ma non dimentichiamoci di un altro aspetto importante, soprattutto per chi dispone di una cucina non troppo grande e quindi ha costantemente bisogno di spazio. Considerando che il piano cottura viene attivato solo quando necessario, significa poterne disporre come se fosse un normalissimo piano di lavoro per tutto il resto del tempo. Se non si hanno molti altri ripiani disponibili per tutte le varie lavorazioni (cibi da tagliare, da impiattare, ecc.), non è un dettaglio di poco conto. Tra l’altro, i top sono solitamente realizzati in materiali molto resistenti. Pertanto, sono perfettamente in grado di sopportare le comuni operazioni che si svolgono in cucina quando si preparano le varie pietanze.

Quali accessori per la cucina?

Che la cucina fosse, senza dubbio, il “cuore pulsante” di ogni casa, lo si sapeva da tempo. Quello che forse gli italiani hanno scoperto più recentemente, soprattutto dopo il periodo di lockdown causato dalla pandemia, è l’importanza di valorizzare al massimo ogni ambiente domestico. In primis, proprio la cucina, così da goderne appieno tutte le potenzialità e renderla estremamente vivibile e confortevole. Al giorno d’oggi, le aziende che si occupano di complementi d’arredo offrono un panorama ricchissima di soluzioni originali ed innovative. Complementi pensati per rendere ancora più bella e funzionale la casa, in particolar modo proprio la cucina. Ecco, quindi, una nostra piccola guida alla scelta di alcuni accessori che potrebbero rendere davvero unica la tua cucina. Quali accessori per la cucina? Scopriamoli insieme!

Accessori sottopensile.

In una cucina è importantissimo che tutto sia molto ben organizzato, anche perché spesso gli spazi non sono troppo ampi ed è necessario ottimizzare. Ecco perchè è importante scegliere i giusti accessori per la cucina.

Basta andare sul sito https://www.magnetolab.it/accessori/ per rendersi conto di quante soluzioni interessanti esistano per organizzare al meglio tutta la cosiddetta zona “sottopensile”.

Proposte belle da vedere, con il loro design semplice, moderno e raffinato, ma anche utilissime per sfruttare al meglio ogni centimetro a disposizione.

Si tratta, per lo più, di accessori realizzati in acciaio inox che possono essere attaccati, sfruttando il fenomeno fisico del magnetismo, ad un apposito schienale. Questo pannello estetico viene realizzato in diverse versioni, con effetti davvero originali che possono adattarsi ad ogni stile di arredo: vetro (luminoso e non), vetro lavagna, gres porcellanato, ecc.

Con pochi, semplici accorgimenti, è possibile creare una zona perfettamente attrezzata, dove poter avere tutto ciò che occorre a portata di mano.

Piccole mensole multiuso, porta spezie, porta mestoli, supporti per tablet o smartphone, porta rotolo di carta, porta bottiglia, barra per appendere i mestoli, e così via.

La comodità sta anche nella possibilità di spostare i vari elementi come e quando lo si desidera, cambiando quindi configurazione in un attimo… fino a quando non si trova la disposizione più adatta alle proprie esigenze!

Mensole per piante officinali.

Le piante officinali sono conosciute, fin dall’antichità, per le loro proprietà benefiche e curative.

Parliamo di piante come la camomilla, la calendula, la malva, la lavanda, la melissa, l’aloe e molte altre ancora.

Perché, quindi, non pensare di coltivarne qualcuna direttamente a casa propria, magari creando un bello spazio dedicato all’interno della cucina? Un modo per dare un tocco di originalità, profumo e colore all’ambiente, avendo a cuore anche il benessere e la salute.

Lo stesso dicasi per ciò che riguarda le cosiddette piante aromatiche, come possono essere il basilico, la salvia, il timo, ecc.

Si tratta di piantine che possono tranquillamente crescere su balconi e terrazzi, ma che possono regalare grandi risultati e soddisfazioni anche collocandole direttamente in cucina.  

La prima cosa da valutare, se si decide di posizionare qualche pianta officinale (o aromatica) in cucina, è la posizione rispetto alle fonti di luce e di calore. Di solito, è meglio evitare la luce diretta del sole ed anche la vicinanza con eventuali termosifoni o altre fonti di calore (il forno, ad esempio).

Se possibile, il posto più comodo dove posizionare delle mensole che possano ospitare le nostre piantine è accanto al lavello. Questo rende sicuramente più comodo prendere, all’occorrenza, le foglioline che servono, lavarle ed utilizzarle per cucinare. 

Si possono utilizzare delle piccole mensole da sistemare sotto i pensili, oppure anche delle soluzioni un po’ più grandi da appendere su qualche muro della cucina. Esistono, a questo proposito, dei sistemi a più “piani” che consentono di creare delle vere e proprie pareti di verde verticale, molto coreografiche (oltre che interessanti ed utili sul piano culinario).

I vasetti che contengono le piante possono anche essere scelti di colori differenti, magari vivaci, conferendo una nota di allegria all’intero ambiente.    

Canali attrezzati come accessori per la cucina.

Per migliorare la qualità della vita in cucina, sempre ragionando in un’ottica di design e funzionalità, si può pensare di inserire un canale attrezzato nella zona lavaggio, nella zona cottura oppure in corrispondenza del piano di lavoro.

Si tratta di elementi realizzati in acciaio inox che possono fungere da scolapiatti, scolabicchieri, portabottiglie, portataglieri, portaprese elettriche, supporto per tablet e così via. Elementi che vengono inseriti, in modo rialzato oppure a filo top, direttamente sul piano della cucina.

Sul sito https://www.barazzasrl.it/gamma/canali-attrezzati/ è possibile trovare molte soluzioni interessanti, perfette per rendere più pratiche le diverse zone di lavoro della cucina.

All’interno di questi canali attrezzati si possono persino inserire una cassa Bluetooth o un caricabatterie a induzione, per ottenere un piano di lavoro multifunzionale.

Qualche altra idea…

Non hai ancora trovato l’idea che fa per te?

Quando si tratta di cucina, sono davvero tanti gli elementi che possono contribuire a cambiarle volto, rendendola più moderna, fresca, nuova, ma anche comoda, pratica e confortevole.

Anche senza ricorrere agli ultimi ritrovati tecnologici e senza dover necessariamente spendere molto denaro, bastano piccoli accorgimenti per ottenere grandi risultati.

Ad esempio, inserire degli elementi in plexiglass, adatti soprattutto ai contesti più moderni e minimalisti: portabottiglie, vassoi, ecc.

Oppure, se si ama uno stile più caldo e tradizionale (e questo non significa “vecchio”, sia chiaro!), ci sono bellissimi elementi in legno che possono essere valorizzati in cucina. Taglieri, mensole, utensili vari, carrelli, ecc.

Proprio a proposito dei carrelli, non bisogna pensare che siano necessariamente qualcosa di un pochino datato, poco attuali. Ne esistono di molto belli ed originali, magari in metallo colorato, che possono risultare estremamente funzionali e, al tempo stesso, anche di forte impatto visivo.

Insomma, con un po’ di fantasia e seguendo i consigli degli esperti, è certamente possibile personalizzare la propria cucina con qualche bel complemento d’arredo che la renda unica!

Cos’è l’abbattitore di temperatura e perché non potrai più farne a meno.

Cos’è l’abbattitore di temperatura e perché non potrai più farne a meno.

Negli ultimi anni, come abbiamo raccontato in un altro articolo, tanti piccoli elettrodomestici si sono poco per volta “affacciati” nelle cucine degli italiani. Parliamo di quegli elettrodomestici non proprio tradizionali, quelli che fino a qualche anno fa quasi nessuno conosceva e che, al massimo, si potevano trovare solo all’interno delle cucine professionali.  Uno di questi è, senza dubbio, l’abbattitore di temperatura. Non più di 10 anni fa lo utilizzavano soltanto i cuochi nelle cucine più attrezzate oppure i pasticceri e i gelatai. Oggi, invece, forse anche grazie alle trasmissioni televisive dedicate al mondo della cucina, che lo hanno spesso reso protagonista, l’abbattitore di temperatura è sempre più conosciuto e diffuso. Impossibile, quindi, non dedicargli un approfondimento specifico, così da poterne scoprire tutte le caratteristiche, i vantaggi e i segreti per utilizzarlo al meglio. Vediamo quindi insieme cos’è l’abbattitore di temperatura.

Come funziona un abbattitore di temperatura?

Nato come attrezzo destinato ad un uso professionale/industriale, l’abbattitore sta diventando sempre più apprezzato tra le pareti domestiche. Ma come funziona? E cos’è l’abbattitore di temperatura esattamente?

Funziona come un surgelatore che sfrutta aria forzata a -40°C, e questo permette ai cibi di raffreddarsi in tempi brevissimi. 

Con il cosiddetto “abbattimento positivo” si può far scendere la temperatura interna di un cibo caldo, appena cotto, fino a 3°C. Per farlo, bastano 90 minuti. 

Con l’“abbattimento negativo”, invece, si può surgelare completamente il cibo, anche nella sua parte centrale, portandolo alla temperatura di -18°C in 240 minuti. 

Un nuovo concetto di cucina, insomma, che porta con sé molteplici vantaggi. Scopriamoli insieme!

I vantaggi dell’abbattitore di temperatura

Grazie alla sua particolare tecnologia, l’abbattitore consente di raffreddare molto rapidamente i cibi e le salse, evitando tra l’altro la formazione di cristalli di ghiaccio che ne altererebbero la consistenza ed il sapore. 

Poter passare attraverso le varie fasce di temperatura, in maniera così rapida e uniforme, permette di poter apprezzare molti altri vantaggi.

Uno dei principali è sicuramente legato ad un discorso di sicurezza e salute: i batteri nocivi come salmonella, stafilococchi ed altri, con l’abbattitore di temperatura non possono formarsi. 

Inoltre, i cibi riescono a conservare molto meglio le loro proprietà organolettiche, nonché la fragranza e la freschezza. Persino la resa ne risulta migliorata: c’è un minore calo di peso delle porzioni, infatti. 

Un altro aspetto positivo è che i cibi si conservano molto più a lungo, evitando così sprechi ed altri disagi. 

Infine, dal momento che la vita frenetica ci porta spesso a fare i conti con il poco tempo a disposizione, è bene sapere che un abbattitore di temperatura può essere un ottimo alleato per chi ha sempre fretta. Un cibo appena cucinato può essere messo direttamente nell’abbattitore, senza doversi prima raffreddare. Parola d’ordine: ottimizzare!

Grazie all’abbattitore, oggi è possibile anche scongelare in tempi brevi e in modo controllato, non soltanto surgelare. Inoltre, si possono cuocere a bassa temperatura carne e pesce ed anche far lievitare pane e pizza. Si riescono a tenere in caldo i cibi quando capita che non si possano servire nell’immediato e si possono rinfrescare rapidamente e perfettamente vini e bevande.

Per tutti questi motivi, oggi ha sicuramente senso vedere l’abbattitore come un ottimo investimento. Grazie a tutti i suoi pregi, primo tra tutti quello di poter conservare più a lungo i cibi, nel giro di poco tempo ci si può tranquillamente ripagare della spesa sostenuta per l’acquisto. 

Una volta che si impara ad utilizzarlo e si familiarizza con lo strumento, è uno di quei classici elettrodomestici “alternativi” di cui si scopre di non poter più fare a meno. 

Abbattitore non solo utile, ma anche di design!

Abbiamo detto che l’abbattitore consente di valorizzare una cucina sana, gustosa, nutriente, priva di sprechi… insomma, di ottimizzare ed esaltare tantissimi aspetti positivi. 

Tutto questo, però, va a discapito dell’estetica? Niente affatto!

Molte aziende che realizzano abbattitori si sono concentrate anche sul loro aspetto esteriore, offrendo prodotti caratterizzati da linee decise, pulite ed eleganti. In una parola sola, di design. 

Per meglio comprendere a cosa ci riferiamo, basta cliccare suhttps://www.irinox.com/ita/divisioni/irinox-home per scoprire un mondo meraviglioso che, probabilmente, non pensavi ancora che esistesse. 

Ci sono modelli da incasso, perfetti per inserirsi all’interno di qualsiasi tipologia di cucina. 

E poi ci sono quelli “a libera installazione”, grandi più o meno come un fornetto a microonde, da tenere in bella mostra sul top della cucina, oppure su una mensola, sull’isola centrale, ecc.

Al giorno d’oggi, riuscire a portare in tavola cibi cucinati anche diversi giorni prima, assaporandoli come fossero stati appena sfornati, è davvero possibile. E lo è proprio grazie all’abbattitore di temperatura e a tutte le sue incredibili funzioni! 

Quali elettrodomestici nella cucina del 2023?

Quali elettrodomestici nella cucina del 2023?

Non esiste cucina, al giorno d’oggi, che non sia in qualche modo dotata di elettrodomestici vari. In alcuni casi si tratta di elementi talmente imprescindibili, e che davvero possiamo trovare all’interno di ogni cucina, da non farci quasi più caso. Prendiamo il frigorifero, ad esempio: è praticamente impossibile trovare una casa che non ne abbia uno. Tuttavia, negli ultimi anni la tecnologia ha fatto incredibili passi in avanti e questo trend ha fortemente influenzato l’assetto delle moderne cucine. La cucina è, da sempre, il fulcro della casa. L’ambiente dove si trascorre la maggior parte del tempo, soprattutto quello condiviso con la propria famiglia. E’ il luogo destinato alla preparazione e al consumo dei pasti, ma anche quello dove ci si ritrova spesso per fare due chiacchiere con gli amici, per fare i compiti con i bambini, e così via. Soprattutto durante il periodo della pandemia, spesso la cucina si è anche trasformata in postazione di lavoro. Insomma, si tratta di un ambiente polifunzionale nel quale gli elettrodomestici cucina, anche quelli più particolari ed innovativi, possono facilmente trovare collocazione. Vediamone insieme alcuni. Se ancora non li possiedi… vedrai che presto non potrai più farne a meno!

Forno a microonde

Tra tutti gli elettrodomestici non proprio tradizionali che si possono trovare in cucina, di sicuro il forno a microonde è quello ormai più diffuso. Alcuni ritengono che ci siano, in Italia, addirittura più forni microonde che lavastoviglie.

C’è chi lo utilizza soltanto per riscaldare e scongelare e chi, invece, ci cucina praticamente di tutto.

Soprattutto i primi tempi, quando rappresentava ancora un’assoluta novità, il forno microonde destava qualche preoccupazione tra i consumatori. Molti temevano che l’emissione di campi elettromagnetici potesse essere dannosa per le persone.

Oggi sappiamo che si tratta di un elettrodomestico sicuro al 100%, perché comunque viene realizzato con apposite schermature. Nella maggior parte dei casi, inoltre, è progettato in maniera tale che, se lo sportello viene aperto durante il funzionamento, automaticamente il fornetto si spegne. 

Esistono forni microonde di vario genere, da quelli più semplici a quelli combinati o dotati di funzioni più avanzate (grill, crisp, vapore, ecc.) Ce n’è per tutti i gusti e tutte le tasche, ecco perché è diventato un elemento così comune nelle cucine degli italiani.

Forno a vapore

Un po’ meno conosciuto, forse, è il forno a vapore.

Si tratta di un forno particolare che utilizza, per l’appunto, la cottura a vapore. Con tutti i benefici che, indubbiamente, ne possono derivare: colori molto vivi dei cibi e, soprattutto, proprietà organolettiche meglio conservate e valorizzate.

Per fare un esempio, che tanto potrebbe piacere a chi è sempre rigorosamente a dieta e a tutti i salutisti, possiamo dire che le verdure riescono a preservare il proprio contenuto di vitamine e sali minerali. Questo significa, tra l’altro, non dover aggiungere sale, o comunque doverne utilizzare molto meno del solito.

I forni a vapore sono ottimi non solo per cucinare, ma anche per scongelare o riscaldare in modo delicato.

Altro fattore non trascurabile è quello legato ai consumi. La temperatura del vapore non è mai troppo elevata, e questo può incidere positivamente sulla bolletta.

Va detto, infine, che si tratta di forni molto sicuri: sono sempre dotati, infatti, di appositi vetri ipotermici e termoriflettenti.

Cassetto scaldavivande

A chi non è mai capitato di dover riscaldare qualche pietanza da servire, ad esempio, ad un familiare arrivato a casa in ritardo rispetto alla consueta ora di pranzo o cena?

Oppure, quante volte succede che si abbia necessità di tenere in caldo delle portate che sono già pronte, ma che dovranno essere servite dopo altre?

Il cassetto scaldavivande è stato pensato proprio per far fronte a queste necessità, che comunque sono piuttosto comuni.

Si tratta, in pratica, di un apposito piano riscaldato che tiene calde le pietanze, o che risulta utile anche solo per riscaldare piatti, tazze, ecc.

Alcuni utilizzano lo scaldavivande anche per far lievitare gli impasti o, addirittura, per cuocere con delicatezza alcuni cibi.

E’ perfetto anche per scongelare, per far sciogliere il cioccolato, ecc.

Non è un elettrodomestico ingombrante, proprio perché ha le caratteristiche di un vero e proprio cassetto. Risulta facilmente inseribile in qualsiasi cucina componibile: una delle collocazioni più frequenti è sotto il forno. Il design, di solito, risulta adattabile ad ogni stile di arredo, moderno o classico che sia.

La temperatura che viene raggiunta all’interno va dai 40° agli 80°, ecco perché può essere utilizzato per far fronte a molteplici necessità.

Ovviamente, lo sportello è sempre realizzato in vetro temperato per far sì che rimanga freddo e non ci si possa scottare.

Un altro bell’elettrodomestico, no?

Abbattitore di temperatura

Passiamo ora al cosiddetto abbattitore di temperatura, di cui spesso si sente parlare durante le tante trasmissioni dedicate alla cucina che si vedono in tv.

Solo alcuni cenni, per la verità, perché l’argomento è talmente vasto ed interessante che gli dedicheremo presto un intero articolo.

Se, fino a qualche tempo fa, gli abbattitori di temperatura si potevano trovare esclusivamente nelle cucine professionali dei ristoranti e delle pasticcerie, oggi si stanno diffondendo anche nelle case.

Per spiegare in pochissime parole di cosa si tratta, possiamo dire che l’abbattitore di temperatura è una sorta di surgelatore che, grazie all’aria forzata a -40°, riesce a raffreddare i cibi in maniera estremamente rapida.

Per fare un esempio, un cibo appena cotto a 90° può essere portato a soli 3° (anche nella parte centrale) in un’ora e mezza circa. Nel giro di 4 ore circa, può essere surgelato a -18° senza alcuna formazione di cristalli di ghiaccio.

Ma a cosa serve raffreddare i cibi così rapidamente?

I vantaggi sono tantissimi, ed hanno a che fare con il colore dei cibi, con il loro sapore, con le proprietà organolettiche, con la loro consistenza, ecc. Tanti ottimi motivi per approfondire l’argomento in un prossimo articolo!

Frigorifero No Frost

Lo abbiamo detto all’inizio, praticamente non esiste una cucina in cui non sia presente un frigorifero.

Ma sono tutti uguali i frigoriferi? La risposta è no, sicuramente ne esistono diverse tipologie, con caratteristiche tecniche differenti.

I modelli No Frost sono quelli che, di fatto, risolvono l’inconveniente di dover di tanto in tanto sbrinare il frigorifero. Ma non solo, perché i vantaggi sono anche altri: qui di seguito andremo a scoprirli.

All’interno di un frigorifero no frost, lo dice la parola stessa, non si forma la brina che di solito, invece, tende ad esserci in altri elettrodomestici più tradizionali.

Esistono modelli da libera installazione e modelli da incasso, quindi chiunque può trovare esattamente ciò che meglio si adatta alle proprie necessità.

Ciò che distingue i modelli No Frost dagli altri è la presenza di un impianto dotato di ventole ed evaporatori. Questo fa sì che all’interno del frigo l’aria circoli continuamente: parliamo di un’aria fredda e secca, che non genera umidità e quindi impedisce la formazione di brina.

Esistono modelli “total no frost”, che quindi utilizzano questa tecnologia sia nella parte frigo sia nel vano congelatore. E poi esistono quelli che, invece, sono “partial no frost” o “frost free”: in questi casi, è soltanto la parte del congelatore ad essere dotata di questo sistema. Il frigorifero vero e proprio magari può essere comunque ventilato, ma non necessariamente no frost.

Oltre al vantaggio di non dover sbrinare frequentemente il frigorifero, ci sono altri aspetti positivi da non sottovalutare.

  • La temperatura interna rimane costante, e questo favorisce una migliore conservazione dei cibi.
  • Non si formano muffe o cattivi odori
  • La manutenzione, in generale, risulta molto più semplice.

Se pensi di dover sostituire il tuo vecchio frigorifero, perché non sceglierne uno no frost?

Tritarifiuti

Per finire, ecco un altro piccolo elettrodomestico che si sta diffondendo nelle case degli italiani.

Parliamo del tritarifiuti, anche conosciuto come dissipatore alimentare o dissipatore di rifiuti: magari non ci hai mai pensato prima, ma potresti scoprire di averne davvero bisogno!

Si tratta di una specie di cilindro che viene posizionato sotto al lavello della cucina e la cui funzione è quella di sminuzzare tutti (o quasi) i resti di cibo.

Quali sono i vantaggi che possono derivarne? Intanto, si evita la formazione di marciume nello scarico e, di conseguenza, di cattivi odori.

Inoltre, si evita che lo scarico stesso si otturi, cosa purtroppo assai frequente (con tutti i disagi che ne scaturiscono, anche in termini di costi).

Un altro vantaggio è quello di ridurre in maniera drastica l’accumulo di rifiuti organici in casa.

Non ultimo, può essere considerato un elettrodomestico all’avanguardia anche dal punto di vista ambientale. Ogni anno finiscono in discarica tonnellate e tonnellate di rifiuti organici, che purtroppo generano gas nocivi per la nostra salute e la salvaguardia del Pianeta.

Grazie ai dissipatori, i rifiuti alimentari possono produrre biogas preziosi ed alte sostanze utili: sostanze che possono essere recuperate all’impianto di trattamento delle acque di scarico.

Per saperne di più, prova a guardare qui: https://insinkerator.emerson.com/it-it/food-waste-disposers

Prima di utilizzare un tritarifiuti è sicuramente meglio farsi consigliare da un esperto, anche per farsi spiegare esattamente cosa può essere gettato dentro e cosa no. Frutta secca, piccole ossa e materiale fibroso (tipo certe bucce della frutta) di solito non sono adatti a questo tipo di smaltimento. Si rischierebbe di rovinare presto l’elettrodomestico, mentre invece è importante utilizzarlo al meglio per preservarlo più a lungo possibile.

Quanto costa la Progettazione di Interni?

Quanto costa la Progettazione di Interni?

Arredare casa è una delle esperienze più coinvolgenti che una coppia possa affrontare. Ci si ritrova a dover scegliere centinaia di particolari, dovendo tener conto di abbinamenti, misure, impianti e finiture. E la maggior parte del tempo lo si trascorre spostandosi di rivenditore in rivenditore. Ognuno dei quali con molta difficoltà avrà una visione d’insieme della vostra idea di casa e di cosa veramente desiderate. Se analizziamo attentamente la situazione, ci accorgiamo che non sono i particolari di per se che fanno si che un progetto di interni abbia un risultato piacevole e confortevole.

La vera differenza la creano quegli ambienti dove ogni colore, ogni texture e finitura trova una sua giusta collocazione all’interno dell’ambiente stesso. A far la differenza tra un buon e un cattivo progetto non sono i materiali di per se, bensì il loro connubio. Solo un occhio attento è in grado di miscelare alla perfezione tutti gli elementi. Saprà scaldare con una particolare essenza un ambiente freddo o cercare un richiamo di colore in un particolare di seconda importanza. Solo un negozio che si occupa di progettazione di interni potrà soddisfare veramente le vostre esigenze.

L’importanza del sopralluogo

Sono piccoli accorgimenti che fanno si che la “ cucina laccata bianca con gola”, diventi la vostra cucina. Contestualizzata, impreziosita e facente parte di un’idea. Quell’idea che prende il nome di progettazione di interni. 

Progettare un interno è semplicemente saper prendere in considerazione tutti gli elementi che compongono l’ambiente. Se parliamo di una ristrutturazione o di un relook , si potrà eventualmente partire da una tabula rasa. Se invece l’intervento prenderà in considerazione esclusivamente gli arredi, il primo passo che un arredatore dovrà compiere sarà cercare di ottenere quante più informazioni possibili sull’ambiente nel quale dovrà lavorare. Uno degli aspetti che curiamo maggiormente, in particolar modo nella prima fase conoscitiva, è il sopralluogo: durante questo importantissimo incontro, è fondamentale che il cliente racconti quali siano i suoi gusti e i suoi desideri. Fatto tesoro di queste importanti informazioni, durante la fase di progettazione sarà più semplice proporre i giusti abbinamenti e quindi riuscire a proporre non un arredo, ma un’idea di casa totalmente personalizzata. 

Quanto costa la progettazione di interni?

Sfatiamo un mito: i negozi di arredamento che propongono progettazione di interni non sono obbligatoriamente costosi. La progettazione è un servizio aggiuntivo, un valore aggiunto per il punto vendita è una grande opportunità per chi ristruttura o si accinge ad acquistare degli arredi. Come ogni servizio offerto, anche questo ha il suo valore. In linea di massima in costo della progettazione di interni si calcola sulla base dell’entità dei lavori da eseguire. E’ quindi necessario effettuare un sopralluogo, fare una stima delle opere e delle forniture. Sulla base di queste informazioni verrà redatto un preventivo che quantificherà il costo della progettazione di interni. Potendo fornire delle cifre indicative, possiamo dire che generalmente il costo della progettazione di interni può variare tra i € 500,00 e i € 2500,00.

Rivolgersi ad una struttura evoluta, in grado di offrire un servizio di progettazione con del personale qualificato e con competenze a 360 gradi nel mondo della casa, è un valore aggiunto di grande importanza. Si scelgono gli arredi ( per esempio la cucina, la camera da letto o anche un semplice divano) e come per magia si finisce col parlare di rivestimenti, tessuti o porte. Tutti, o quasi tutti,  nel sostituire la cucina prendono in considerazione il rifacimento del rivestimento o addirittura del pavimento della stessa. Pochi sanno che esistono punti vendita in grado di progettare la cucina e contestualizzarla, secondo il gusto del cliente, con un rivestimento piuttosto che un altro. 

Quale tenda scegliere per la casa

Quale tenda scegliere per la casa

Spesso le tende sono un po’ sottovalutate e rimangono una delle ultime cose cui si pensa quando si arreda o ristruttura una casa.  Eppure, anche le tende hanno la loro importanza, ed è bene progettarle per tempo per fare in modo che siano davvero utili per “vestire” al meglio ogni ambiente. Soprattutto quando si ha a che fare con uno stile piuttosto moderno e lineare, la scelta delle tende non è sempre semplicissima. Infatti, occorre trovare il giusto punto di equilibrio tra funzionalità e design minimal.  Se vuoi rendere speciale la tua casa, dedica un po’ del tuo tempo alla selezione dei modelli di tenda più adatti per ogni stanza. Per fortuna, al giorno d’oggi esistono moltissime soluzioni in grado di accontentare anche i più esigenti in termini di estetica e design. Quale tenda scegliere per la casa? 

Tende a pacchetto

Quale tenda scegliere per la casa
Tenda a pacchetto Ravaioli Home Decor Collection

Partiamo con le cosiddette tende a pacchetto. Che cosa sono, esattamente?

Le tende a pacchetto, se chiuse, si raccolgono nella parte alta del serramento, formando appunto una sorta di pacchetto.

In pratica, non scorrono orizzontalmente, ma verticalmente, grazie ad un apposito sistema di fili. 

Di solito, le tende a pacchetto si realizzano con tessuti morbidi che possano essere più o meno coprenti e di diversi colori/finiture. 

Le tende possono essere fissate in diversi modi:

  • direttamente al vetro della finestra o della porta-finestra, così da poter aprire e chiudere la stessa anche se le tende sono abbassate
  • al muro che si trova sopra al telaio dell’infisso- al soffitto

Nel tessuto vengono create delle piccole asole attraverso le quali scorrono dei cordini sottili, spesso di nylon per essere resistenti, con i quali si possono tirare su e giù le tende. Tali cordini agganciano ad una sorta di barra metallica che viene posta alla base della tenda. 

Con un semplice gesto, tirando i fili, la tenda sale verso l’alto e va ad “impacchettarsi”. 

Esistono anche tende a pacchetto che sfruttano un meccanismo denominato “a ghigliottina”, composto da rocchetti avvolgi nastro manovrati da catenelle di plastica o di metallo le quali, incastrandosi in determinati punti, consentono di bloccare lo scorrimento della tenda. ​

Per i clienti più esigenti e sofisticati (o forse anche pigri!), esistono anche soluzioni automatizzate che permettono di azionare le catenelle anche a distanza, con un apposito telecomando o tramite un’app sul cellulare. 

Sempre restando in tema di tende a pacchetto, esistono i modelli che, quando sono completamente abbassati, hanno un aspetto decisamente teso, come se fossero un pannello molto piatto. 

Al contrario, esistono tende a pacchetto arricciate o drappeggiate, che però si adattano meglio ad un arredamento classico e certamente non troppo moderno. 

Quale tenda scegliere per la casa? Tenda a rullo

Rimanendo in tema su quale tenda scegliere per la casa, non possiamo non citare le tende a rullo. Si tratta di tende a scorrimento verticale. Questo può essere azionato manualmente oppure con un sistema motorizzato. Sostanzialmente, le tende a rullo sono formate da tre parti:

  • il rullo stesso, vale a dire un cilindro metallico sul quale si avvolge la tenda
  • il cassonetto, che generalmente si installa sopra la finestra, meglio se nella controsoffittatura (così da risultare invisibile)
  • la tenda vera e propria, consistente e tesa quanto basta, per non correre il rischio che si incastri nel rullo quando viene manovrata.

Molto adatti sono i tessuti moderni a base polimerica, in quanto estremamente tecnici e pratici.

Le tende a rullo sono perfette anche per chi vuole ottenere una certa privacy, e pertanto possono essere scelte anche in modo tale che risultino completamente oscuranti.  In alternativa, si possono scegliere tessuti molto filtranti, che lascino passare parecchia luce, oppure tessuti opachi, che ne facciano filtrare meno. 

Possono risultare poco pratiche quando si tratta di finestre che vengono aperte/chiuse con una certa frequenza: infatti, per poterlo fare, la tenda a rullo deve per forza essere completamente su, avvolta. 

Va anche detto, però, che le tende a rullo occupano pochissimo spazio e consentono di regolare agevolmente la luce che si vuole far filtrare (basta alzarle o abbassarle a piacimento, anche parzialmente, perché poi tanto restano bloccate). 

Le tende a rullo si utilizzano molto anche all’esterno, in questo caso ovviamente bisogna optare per tessuti e meccanismi progettati appositamente per resistere alle intemperie. 

Tende a pannello

Tenda a pannello Ravaioli Home Decor

Per finire, un’altra tipologia che ben si adatta agli ambienti moderni e dal sapore minimalista, è senza dubbio quella inerente le tende a pannello. Pensiamo alle classiche tende che si trovano negli uffici. Tanti piccoli piccoli pannelli verticali, paralleli ed accostati tra loro, che vanno a sovrapporsi uno sull’altro quando si vuole aprire la tenda. 

I pannelli sono sempre orientabili, così da poter far passare più o meno luce, a seconda delle circostanze e delle preferenze. 

In questo caso, si tratta di tende a scorrimento orizzontale. 

I pannelli possono essere di dimensioni diverse e possono essere realizzati in vari tessuti. Di solito, comunque, si opta per materiali resistenti e più o meno velati, in base ai gusti soggettivi e all’utilizzo che se ne vuole fare. 

Forse un tempo non si sarebbe mai pensato di utilizzare questo tipo di tenda anche in un ambiente domestico, abituati come eravamo a vederlo soprattutto negli uffici. 

E invece, con i giusti accorgimenti nella scelta di tessuti e colori, anche le tende a pannello possono rivelarsi un elemento d’arredo molto singolare e d’impatto. 

Si tratta, peraltro, di tende che hanno una manutenzione piuttosto semplice e, di solito, non sono eccessivamente costose. 

Abbiamo quindi visto quale tenda scegliere per la casa. Anche per le case più giovani, moderne e di design, non mancano di certo le opportunità per montare delle tende originali che siano, al tempo stesso, funzionali e adeguate rispetto allo stile di tutto l’ambiente circostante.

Come organizzare la lavanderia

Come organizzare la lavanderia

Esiste uno spazio, all’interno delle abitazioni, di cui si parla poco ma che, in realtà, ha una grande importanza: la lavanderia. Tutti sempre a discutere di cucine, salotti, camere da letto e bagni, ma poter disporre di una lavanderia a casa propria può fare un’enorme differenza. Riuscire a ricavare una vera e propria stanza da dedicare a questo scopo, è certamente una gran fortuna. E, a questo proposito, non hanno molta importanza le dimensioni. Soprattutto se il locale è di piccole dimensioni, sapere come organizzare la lavanderia, può essere utilissimo. Ma se lo spazio in casa non permette di poter riservare un’intera stanza alla lavanderia, per piccina che sia? Con delle buone idee e con gli acquisti giusti, anche un sottoscala, oppure un ripostiglio o, perché no, un balcone, possono trasformarsi in un pratico angolo lavanderia. Vediamo insieme come organizzare la lavanderia nel miglior modo possibile.

Come organizzare la lavanderia
Programma lavanderia di Cerasa

Mobili per lavanderia: cosa propone il mercato?

Indipendentemente da dove si decida di allestire lo spazio dedicato alla lavanderia, le parole d’ordine devono essere funzionalità e versatilità. 

Indubbiamente, però, fa piacere se si riesce anche ad ottenere un risultato bello a vedersi: l’occhio, si sa, vuole sempre la sua parte… 

Resta comunque il fatto che una lavanderia debba essere, soprattutto, molto pratica e debba soddisfare tutte le esigenze per le quali è stata progettata.

Lavabi specifici, colonne attrezzate con asse da stiro, appendiabiti estraibili, appositi mobili per collocare lavatrice ed asciugatrice, carrelli estraibili e così via. Sono soltanto alcuni degli elementi che di solito sono presenti in uno spazio dedicato alla lavanderia.

Dal momento che, come abbiamo già detto, non sempre lo spazio a disposizione è molto ampio, occorre organizzare il tutto al meglio. E’ molto importante sfruttare ogni centimetro possibile anche in altezza. 

Per essere certi di trovare ottimi prodotti, con tutti i requisiti necessari per allestire una lavanderia domestica perfetta, è bene affidarsi all’esperienza di aziende specializzate.

Come organizzare la lavanderia con Compab

Elementi Compab
Alcuni elementi proposti da Compab

La ditta Compab, ad esempio, è specializzata in arredo bagno in generale, ma dispone anche di una linea specifica pensata per la lavanderia.

La collezione “LAB60” è un concentrato di soluzioni tecnologicamente all’avanguardia, in grado di esaltare al massimo la funzionalità dei vari elementi. Finiture particolari, accessori studiati nei minimi dettagli e modularità sono le caratteristiche principali di questa linea.

Il concetto alla base di tutte le idee Compab è che in un ambiente pulito, ordinato e ben organizzato si possa vivere meglio. Se poi è anche bello, tanto di guadagnato.

E questo dev’essere proprio lo spirito con cui organizzare una lavanderia tra le pareti domestiche. 

Come organizzare la lavanderia con Cerasa

Come organizzare la lavanderia con Cerasa
Come organizzare la lavanderia con Cerasa

Un’altra importante realtà che rappresenta, da ormai più di 40 anni, un’espressione di successo del Made in Italy, è la ditta Cerasa

Anche in questo caso si parla di un’azienda specializzata, in generale, nell’arredo bagno. 

Tra le varie linee di prodotti, anche Cerasa ha però riservato un’attenzione particolare allo spazio dedicato alla lavanderia. 

Grazie alla progettazione di moduli molto flessibili e componibili, l’obiettivo è quello di poter realizzare lavanderie eleganti ma anche pratiche e funzionali. 

Tutte le soluzioni sono per lo più “salvaspazio”, così da riuscire ad adattarle anche ai contesti più difficili. 

Esempi di lavanderie con zona lavaggio, asciugatura e stireria

Quando si pensa a come organizzare la lavanderia in casa, le tre esigenze essenziali che vengono subito in mente sono: lavare, asciugare ed infine stirare. 

Pertanto, nei limiti del possibile, una buona lavanderia domestica dovrebbe riuscire a mettere a disposizione tutto ciò che occorre per soddisfare queste tre necessità.

Per quanto concerne il lavaggio, bisogna innanzitutto studiare il modo migliore per collocare la lavatrice ed anche l’eventuale asciugatrice. Potrebbe anche esservi utile sapere come inserire la lavatrice in un bagno di piccole dimensioni. A tal proposito vi consigliamo questo articolo

Esistono, per esempio, dei mobili pensati proprio per poterci inserire all’interno questi elettrodomestici. Magari anche uno sopra l’altro per ottimizzare lo spazio (di solito si mette la lavatrice in basso e, più in alto, si posiziona l’asciugatrice). 

E poi bisogna sempre prevedere mobiletti/colonne che siano idonei per contenere tutti i vari prodotti detergenti, nonché scope, aspirapolvere, secchi, bacinelle e quant’altro. 

Quando lo spazio a disposizione scarseggia, sono molto utili quei meccanismi estraibili (carrelli, portabiancheria, ecc.) che permettono di ottimizzare.

In scelta del lavatoio è molto importante

Il lavabo in lavanderia
Esempio di Lavabo Compab

Come organizzare la lavanderia vuol dire anche scegliere i giusti elementi. Indispensabile è la presenza di un bel lavabo, o meglio ancora di un vero e proprio lavatoio attrezzato. Ottimo per poter lavare anche a mano e comunque per poter prendere l’acqua necessaria per le pulizie domestiche.

Una volta fatto il bucato, occorre far asciugare i panni… La cosa migliore, come è risaputo, è sicuramente poterli stendere all’aria aperta, magari al sole. In alternativa, vanno benissimo anche le moderne asciugatrici, specialmente in autunno/inverno. 

Ma, indubbiamente, sarebbe comodo poter disporre di uno stendibiancheria da sfruttare anche internamente. Vanno benissimo gli stendini “mobili”, da spostare a proprio piacimento. Però anche un qualcosa di appeso a muro, magari in corrispondenza del termosifone, può risultare estremamente pratico per far asciugare le cose anche quando non possono essere stese fuori. 

Volendo, esistono anche degli asciuga biancheria ad aria. Si tratta di meccanismi che si appendono alla parete e che “sparano” aria calda, quasi come se fossero dei grossi phon. Posizionandoci al di sotto la biancheria stesa, si rende molto più rapido il processo di asciugatura. Possono essereparticolarmente pratici quando si hanno in casa bimbi molto piccoli e si ha una certa urgenza di far asciugare tutine, body, ecc.

Pensate anche alla zona per stirare

Protek Bigfoot con asse da stiro a scomparsa
Controtelaio Protek con asse da stiro a scomparsa

Una volta allestita la parte dedicata al lavaggio, manuale e non, e dopo aver pensato a tutto ciò che può essere utile per asciugare i panni, non resta che progettare una soluzione pratica anche per stirare. 

Se lo spazio lo consente, si può molto semplicemente riporre il classico asse da stiro all’interno di un’apposita armadiatura. Chiaramente, quando si pensa a come organizzare la lavanderia, bisogna pensare anche ad uno spazio in cui tenere il ferro da stiro.

In alternativa, si possono progettare delle colonne attrezzate nelle quali trova collocazione anche un asse da stiro integrato, estraibile, che possa scomparire con un semplice gesto (richiudendo l’anta). Oppure alle geniali soluzioni a scomparsa Protek.

Insomma, con i giusti accorgimenti e approfittando dei tanti, ottimi prodotti presenti sul mercato, al giorno d’oggi è sicuramente possibile organizzare una lavanderia perfetta anche dentro casa. Uno spazio in cui, volendo, si possa anche inserire una scarpiera e tenere anche a portata di mano, con appositi appendini estraibili, gli indumenti che si usano tutti i giorni.

Mobili trasformabili: idee per duplicare lo spazio

Mobili trasformabili: idee per duplicare lo spazio

Quante volte ci capita di dire “Non so più dove mettere la roba…”? Lo spazio, in casa, non è mai abbastanza: sono tantissime le persone che vorrebbero averne di più a disposizione. Ma gli appartamenti son quello che sono, e se la metratura non è particolarmente generosa bisogna cercare di ottimizzarla al massimo. In questo senso, l’ingegno e la creatività di alcune aziende che realizzano mobili trasformabili ci viene sicuramente in soccorso, permettendoci di sfruttare al meglio le potenzialità di ogni casa. Anche la più piccola.

Mobili, consolle, divani che si trasformano. Sono tantissime le soluzioni che possono duplicare (o quasi) lo spazio reale a disposizione, con idee innovative e funzionali adatte ad ogni necessità.

Ricavare una seconda stanza con il divano letto

Divano letto trasformabile Doimo Salotti
Divano letto Doimo Salotti

Scegliere un mobile trasformabile, anziché comprarne due distinti, costituisce la base del concetto di “salvaspazio”.

Uno degli elementi che maggiormente si presta ad una duplice funzione è, senza dubbio, il divano. 

Un sofà che possa trasformarsi in letto è assolutamente necessario, ad esempio, laddove ci sia il bisogno di ospitare qualcuno (e non avendo una stanza o un vero e proprio letto da dedicare a tale funzione).

Un altro esempio pratico di quanto possa essere utile avere un divano che si trasformi in letto è l’eventuale seconda casa. Molto spesso non si tratta di appartamenti molto grandi, ma al contempo sono frequentemente destinati ad ospitare amici e parenti. 

Senza poi parlare del fatto che, in alcune circostanze, il divano letto è necessario proprio per dormirci tutte le notti, facendone dunque un uso quotidiano. Se si vive in uno spazio dalle dimensioni davvero molto ridotte, può essere indispensabile avere un elemento di questo tipo. 

L’azienda Doimo Salotti, sul mercato da oltre 30 anni, si occupa esclusivamente di tutti quei prodotti che appartengono al mondo degli imbottiti: divani, divani letto e complementi vari. 

Un esempio di Made in Italy che costituisce una garanzia per chiunque necessiti di un buon divano letto, con un giusto rapporto qualità-prezzo. 

I divani letto Doimo Salotti consentono di non rinunciare assolutamente a nulla per quanto concerne il design. Resta sempre molto lineare e pulito, pur “nascondendo” dei comodi giacigli su cui dormire.

Con un solo gesto, semplice ed efficace, sono davvero in grado di moltiplicare lo spazio a disposizione. Divani elegantissimi e raffinati durante il giorno, adatti a qualsiasi tipo di arredamento, che di notte si trasformano in comodissimi letti. 

Per quanto concerne i rivestimenti, non c’è che l’imbarazzo della scelta: finiture e colori per qualsiasi gusto ed esigenza. 

Consolle e tavoli trasformabili

Mobili trasformabili ozzio
Tavolino trasformabile Ozzio Italia Boxhttp://Ozzio

Quando si pensa alle soluzioni salvaspazio, ci sono indubbiamente altri due elementi che ben si prestano per essere trasformati e diventare, quindi, doppiamente funzionali.

Stiamo parlando delle consolle e, più in generale, dei tavoli. 

Contro una parete del soggiorno, dello studio o anche dell’ingresso, capita spesso di collocare una consolle, un utile ripiano per svariati motivi. 

Ma, se si vuole ottimizzare lo spazio e rendere la consolle ancora più funzionale, l’ideale è ricorrere a quei modelli trasformabili che si possono allungare.

Allo stesso modo, anche un elemento che già di per sé nasce come tavolo, può essere progettato in maniera tale da trasformarsi a seconda delle esigenze. 

Potrebbe, soprattutto, diventare più lungo (fino a raddoppiare le proprie dimensioni), oppure anche essere alzato o abbassato a piacere. 

Un tavolo di modeste dimensioni, adatto al massimo per quattro persone, con un semplice gesto può arrivare ad ospitare molti commensali in più.

Allo stesso modo, un tavolino basso da salotto, di quelli solitamente posizionati davanti al divano, in un attimo può essere rialzato e trasformato in un tavolo vero e proprio su cui poter anche mangiare. 

Per trovare sicuramente la soluzione perfetta, basta consultare, ad esempio,tutta la vasta gamma di mobili trasformabili dall’azienda Ozzio Italia, leader del settore da diversi decenni. 

Consolle e tavoli trasformabili, così come altri elementi d’arredo, sono proprio il punto di forza di questo marchio, grazie a sistemi brevettati e ultramoderni. Un vero connubio di design e funzionalità. 

Mobili trasformabili e a scomparsa: Clever

Mobili trasformabili clever
Letto a scomparsa Clever

Le aziende che progettano mobili salvaspazio, ormai, hanno raggiunto livelli di eccellenza, dal punto di vista estetico e dal punto di vista dell’efficacia, davvero notevoli. 

Abbiamo già parlato dei divani che diventano letti, e dei tavolini o delle consolle che possono raddoppiare la propria superficie o comunque adattarsi a molteplici forme di utilizzo. 

Ma esistono moltissimi altri elementi d’arredo che, grazie alla costante ricerca di nuove soluzioni, possono riuscire a soddisfare qualsiasi esigenza. Anche quando lo spazio disponibile è veramente poco. 

Per fare alcuni esempi, ci sono letti che possono essere sfruttati al massimo anche come utilissimi contenitori. 

Oppure ci sono strutture che riescono a moltiplicare lo spazio disponibile grazie ad un gioco di altezze regolabili, soppalchi, ripiani a scomparsa, e così via. 

Si tratta, molto spesso, di soluzioni particolarmente adatte per le camerette dei bambini. Ma ciò non toglie che si possano progettare delle composizioni davvero molto interessanti (ed anche belle da vedere) per arredare piccoli spazi tipo monolocali, ecc. 

In pochi metri quadri, sfruttando tutta l’altezza fino al soffitto, si riesce a far stare molto più di quanto non si possa pensare. 

L’importante è affidarsi a professionisti specializzati proprio nell’arredamento salvaspazio, come può essere ad esempio l’azienda Clever, che ha sede nel trevigiano.

Clever InMotion: la linea di mobili trasformabili

Idee innovative ed originali che permettono a chiunque di trovare la giusta soluzione per un arredamento che, al giorno d’oggi, deve necessariamente essere sempre dinamico. 

Basti pensare, per fare un esempio molto attuale, a tutte le esigenze legate allo smart working. Vere e proprie postazioni di lavoro accessoriate che, all’occorrenza, spariscono e si trasformano in qualcosa di diverso.

Letti a scomparsa, piani estraibili, tavoli da parete, armadi componibili e molto altro ancora, sono solo alcuni dei mobili trasformabili da Clever

Tutti i particolari sistemi di apertura/chiusura degli elementi trasformabili sono sempre brevettati e certificati.

Scegliere i tessuti per i complementi d’arredo

Scegliere i tessuti per i complementi d’arredo

I tessuti possono avere un ruolo davvero molto importante nell’arredamento, forse anche più di quanto non si possa pensare. Scegliere i tessuti per i complementi d’arredo può essere un modo semplice per creare ambientazioni di grande effetto.

L’utilizzo ben studiato dei tessuti, infatti, consente di definire meglio lo stile della casa, conferendole sicuramente molto carattere. 

Tutto questo, peraltro, senza necessariamente dover spendere cifre astronomiche.

Ciò che conta, come spesso diciamo, è saper combinare tra loro in modo armonico i vari elementi, così da ottenere un risultato che sia al tempo stesso funzionale ed esteticamente piacevole. 

Ecco, quindi, che poltrone, tappeti, tendaggi, cuscini – soltanto per citarne alcuni – possono diventare una grande risorsa per trasformare completamente (e senza grossi lavori/spese) l’aspetto di un’abitazione.

Importantissima è la scelta dei colori più adatti all’ambiente, a seconda che si voglia dare una sensazione di maggiore calore oppure di freddezza. 

Quando si tratta di dover arredare una zona che di per sé è già molto luminosa, può essere utile scegliere colori più freddi (tonalità del blu e del verde, ad esempio): il contrasto può risultare di grande effetto.

Se, al contrario, dobbiamo arredare una stanza un po’ più buia, allora i toni caldi (tipo rosso, arancione, giallo, ecc.) possono essere i più indicati: lo spazio sembrerà subito più accogliente. 

Attenzione! Colori caldi e freddi non hanno nulla a che vedere con il fatto che siano chiari o scuri. E’ comunque evidente che, in un ambiente poco luminoso, di solito sia preferibile utilizzare delle tonalità che siano anche piuttosto chiare.

Poltrone e pouf decor

Pouf Bonaldohttp://Bonaldo

Scegliere i tessuti per i complementi d’arredo è un po’ come la scelta di un abito. Un modo per “vestire” la casa e darle un’impronta distintiva, un tocco di carattere. 

Pensiamo, ad esempio, alle poltrone o ai pouf che spesso troviamo nei nostri salotti. Valorizzarli scegliendo per loro i giusti rivestimenti, non può che valorizzare l’intero contesto in cui si trovano. 

A seconda dello stile della casa, ed anche a seconda del tipo stesso di poltrona o pouf, i tessuti che si possono utilizzare sono tantissimi.

Il mercato, fortunatamente, è in grado di offrire un’ampia gamma di prodotti ed è dunque impossibile non trovare quello più adatto alle proprie esigenze.

Esigenze che devono tener conto non soltanto dell’aspetto estetico, per quanto importante sia, ma anche della praticità. Specialmente se ci sono bambini o animali in casa, è sempre opportuno pensare a tessuti d’arredo che siano sufficientemente resistenti e facili da tenere puliti. Non mancano, al giorno d’oggi, rivestimenti specifici antimacchia e/o idrorepellenti.

Ottimi, ovviamente, i tessuti naturali tipo il cotone, il lino, ecc. Ma esistono anche ottimi prodotti realizzati con fibre artificiali. Ciò che può fare davvero la differenza è la scelta della fantasia e dei colori dominanti. 

In merito a questi ultimi, abbiamo già dato alcuni consigli. Per quanto riguarda le fantasie, si possono scegliere soluzioni in tinta unita, oppure osare un pochino di più con motivi floreali, forme geometriche, righe, ecc.

Indubbiamente i fiorati sono più adatti ad ambienti un pochino più classici o in stile country, mentre le linee geometriche si addicono maggiormente agliarredamenti più moderni. Detto questo, nulla vieta che si possano anche fare dei simpatici abbinamenti che accostino fantasie più classiche ad altre più innovative. Sempre mantenendo un delicato gioco di equilibri. 

E’ tornato anche di gran moda il velluto, non sempre facile da abbinare e come manutenzione, ma di indiscutibile fascino. Spesso lo si associa ad ambienti molto vecchi e un po’ polverosi, ma oggi il velluto può essere utilizzato anche per poltrone o pouf dal sapore estremamente moderno e attuale. 

Anche in questo caso, molto importante è la scelta della fantasia più adeguata.

Cuscini decorativi per divani e letti: scegliere i tessuti

Morbidi ed accoglienti, anche i cuscini decorativi giocano un ruolo importantissimo nella definizione dello stile di una casa. 

Non è raro, ad esempio, che si opti per divani, poltrone e letti in stile piuttosto neutro e minimalista, per poi in qualche modo “decorarli” con dei bei cuscini scelti ad hoc. 

Per quanto concerne scegliere i tessuti per i complementi d’arredo, nei colori e delle fantasie, vale un po’ quanto detto sopra. Le possibilità sono tantissime. Non esiste qualcosa che sia meglio in assoluto, ma esiste senz’altro la soluzione più adatta per ogni circostanza. 

Cuscini di seta, di cotone, di lino, di velluto… Motivi floreali, geometrici… Personalizzare è sempre possibile!

Per quanto concerne i cuscini, anche la forma riveste un ruolo importante. Si possono scegliere cuscini piccoli e grandi, e poi ci sono quelli quadrati, quelli rettangolari ed anche quelli rotondi, un po’ più particolari. 

Con il susseguirsi delle stagioni, è anche possibile prendere in considerazione la possibilità di sostituire i cuscini, alternando fantasie e tessuti più freschi, ad altri più adatti all’autunno e all’inverno.

Scegliere i tessuti per i complementi d’arredo: i tappeti

Tappeto design Torino
Empty old ballroom

Anche la scelta dei tappeti è fondamentale se, nel complesso, si vuole ottenere un bel risultato finale. 

Per quanto concerne scegliere i tessuti per i complementi d’arredo, parlando di tappeti suggeriamo quelli naturali per gli ambienti più classici. Addirittura, in certi casi possono risultare perfetti i cosiddetti tappeti persiani. Se ti interessa, puoi leggere il nostro articolo dove diamo alcuni consigli su come scegliere il tappeto per il salotto.

Per le case arredate, invece, in stile rustico o anche etnico, sono perfetti i tessuti un po’ più grezzi, tipo la juta. 

Così come per i cuscini, anche per i tappeti vale il discorso per cui, a seconda della stagione, si possono alternare elementi diversi. Un tappeto a pelo lungo, ad esempio, non ha molto senso in piena estate. Meglio sostituirlo con qualcosa di più leggero, più fresco. 

I tendaggi

I tendaggi sono un altro di quegli elementi caratterizzanti che possono immediatamente cambiare il “look” di una casa. 

Sempre con un occhio allo stile e al design, ed un altro alla praticità, non mancano le offerte neppure per quanto riguarda il mondo dei tendaggi. 

Al giorno d’oggi esistono addirittura dei tessuti tecnici fonoassorbenti, in grado di ridurre il disagio provocato da eventuali rumori. 

Ma, anche senza optare per queste soluzioni così innovative, i tessuti più tradizionali possono tranquillamente soddisfare qualsiasi tipo di cliente. 

Esistono tende realizzate in tessuti naturali, come possono essere il cotone e il lino, oppure quelle realizzate con fibre sintetiche. Molto spesso si trovano tendaggi composti da una percentuale di fibra naturale ed una percentuale di sintetico. 

Questo perché è sempre importante, come dicevamo, puntare sull’estetica ma anche sulla funzionalità e praticità. Il lino puro, ad esempio, si stropiccia moltissimo, ma magari abbinandolo a qualche altra componente si può ottenere un prodotto ugualmente bello ma un po’ più semplice da trattare. 

I tendaggi possono essere coprenti o meno, chiari, scuri… anche in questo caso ce n’è davvero per tutti i gusti e tutte le necessità. 

I velluti non mancano neppure in questo contesto, ma sono una prerogativa che ben si addice soltanto agli ambienti di un certo tipo, particolarmente classici e “lussuosi”. 

Tovaglie e runner

Se si parla di tessuti d’arredo, come non pensare anche alle tovaglie e ai cosiddetti runner?

Il più delle volte si tratta di elementi che vengono tirati fuori solo all’occorrenza, quindi non sempre in vista. Ciò non toglie, comunque, che anche la loro scelta debba essere fatta in funzione dello stile che prevale nell’abitazione. 

I tessuti possono essere più ricercati per ambientazioni eleganti e sofisticate, e magari per le grandi occasioni, mentre nella maggior parte dei casi si possono scegliere tovaglie e runner anche molto più semplici, ma non per questo meno gradevoli da vedere. 

Come già detto a proposito di altri complementi, sono sempre molto importanti le fantasie e i colori. 

Motivi floreali possono ben adattarsi alle case di campagna, così come possono essere piacevoli le tipiche tovaglie a quadretti in ambienti dal sapore rustico. 

Per spazi urbani e magari ambienti giovani e moderni, meglio optare per fantasie rigate, motivi geometrici, ecc. 

Per una tavola perfetta, dunque, ci va sempre la tovaglia più adatta a seconda dello stile della casa e della circostanza (pranzo/cena più o meno formale). 

Peraltro, a volte la soluzione migliore può essere anche quella apparentemente più semplice: una bella tovaglia bianca, perfettamente pulita e ben stirata, può rivelarsi in molte occasioni una scelta vincente. 

Plaid e copriletti

Per finire, non dimentichiamo altri importanti accessori che possono fare una bella differenza in casa.

Si tratta dei plaid e dei copriletti. 

Nel primo caso, è un qualcosa che non necessariamente troviamo soltanto in camera da letto. Molto spesso i plaid vengono utilizzati anche nella zona giorno, in particolare su divani e poltrone. 

Se vengono scelti con cura, abbinando materiali e colori a tutto il resto, possono essere ulteriori complementi d’arredo in grado di dare quel tocco in più. 

Chiaramente, i plaid sono elementi tipici della stagione più fredda, e di conseguenza è normale che debbano essere soprattutto morbidi e caldi, oltre che belli esteticamente. 

I copriletti, invece, sono destinati forse ad essere meno visibili, proprio perché destinati esclusivamente alle camere da letto, ma ciò non toglie che anche per loro sia opportuno scegliere dei tessuti adatti al contesto e alla stagione, nonché dei colori e delle fantasie azzeccati. Del resto, quando si entra in una camera da letto, una delle prime cose che si nota è proprio il letto e ciò che lo riveste.

Per fortuna, molte aziende – soprattutto italiane – propongono in questo senso una vastissima gamma di prodotti di grande qualità. 

Il bancone cucina

Il bancone cucina

Il cosiddetto piano snack (o più semplicemente il bancone cucina) sta diventando un elemento di spicco all’interno di molte case contemporanee. Un vero oggetto cult, soprattutto per i più giovani e gli amanti del design. Lo si apprezza, innanzitutto, per le sue molteplici qualità dal punto di vista funzionale. E poi perché conferisce, esteticamente, molto carattere alla casa e alla cucina. Grazie alla sua versatilità, il piano snack può prestarsi a più tipologie di utilizzo e può anche ben adattarsi ad ogni ambiente: eccezionale negli spazi piccoli, ma ottimo anche in caso di metrature più generose. Vediamo insieme di scoprire qualche cosa in più sulla cucina con bancone, affinché tutti possano trovare la soluzione più adatta in base alle proprie esigenze e preferenze.

Piano snack cucina integrato nella penisola

All’interno di una cucina con piano snack , non è raro che si decida di inserire una penisola. In questi casi, il bancone cucina può diventare una sorta di naturale prosecuzione di questa superficie multifunzione.

Una soluzione di questo tipo, peraltro, consente a più componenti della famiglia di utilizzare la medesima “area di lavoro” anche per svolgere attività molto diverse. Il piano snack cucina, infatti, non serve soltanto per consumare rapidi spuntini, come il suo nome potrebbe far pensare, ma può trasformarsi, all’occorrenza, in molte altre cose. 

Ad esempio, un piano integrato nella penisola può consentire a una mamma o a un papà di preparare la cena. E al contempo stare accanto ai figli che fanno i compiti, oppure merenda, ecc.  Si può anche optare per una soluzione che in qualche modo metta in risalto la suddivisione tra le diverse zone di lavoro. Basta utilizzare materiali e/o colori differenti, oppure scegliere altezze un po’ diverse, e subito si avrà ben chiara la ripartizione degli spazi (pur avendo tutto integrato in un unico elemento). 

Bancone lineare sull’isola

Quando si sceglie di inserire una vera e propria isola in cucina, o come spesso accade tra la cucina e la zona living, si possono definire dimensioni e forme diverse. Il blocco isola più comune è quello che ha una forma lineare e piuttosto regolare, ma non è raro che si realizzino soluzioni più articolate, magari a forma di L. 

In entrambi i casi, comunque, prevedere un bancone cucina lineare che dia continuità all’isola è una delle soluzioni più apprezzate nelle case moderne. L’isola vera e propria può essere costituita, ad esempio, da una sorta di blocco tutto chiuso fino a terra, così da risultare anche molto contenitiva (grazie alla presenza di sportelli, cassetti, ecc.). Oltre ad essere chiaramente utile e pratica (in quanto attrezzata con piano cottura, oppure lavello, ecc.). Il ripiano, però, può proseguire con una parte destinata appunto alla “zona snack”. Creando quindi un paio snack in cucina. Zona che, come dicevamo, in realtà può avere molteplici utilizzi. Piano di lavoro quando si cucina, bancone per consumare colazioni, pranzi veloci ed informali o anche aperitivi con gli amici, e così via. Questo bancone cucina può differenziarsi rispetto all’isola vera e propria grazie ad uno stacco di finitura/colore e, magari, per via di un’altezza maggiore.

Talvolta, il cosiddetto bancone cucina finisce con il sostituire del tutto il tavolo da pranzo. In questi casi, allora, è forse preferibile progettarlo con un’altezza standard di 75 cm, più idonea a consumare i pasti anche in modo “tradizionale”. 

Cucina con piano snack sospeso

Abbiamo detto che la cucina con piano snack può assumere dimensioni, forme ed anche altezze diverse, a seconda dello spazio disponibile, delle esigenze e dei gusti soggettivi. Tra le tante possibilità, sicuramente merita una menzione particolare il bancone cucina che rimane ancorato all’isola o alla penisola soltanto da una parte, senza ulteriori appoggi sul pavimento. Oppure, in alternativa, con un appoggio a terra molto minimalista ed essenziale, quasi impercettibile. Le cucine Lago sono un ottimo esempio. Il risultato è quello di un elemento d’arredo molto fine ed elegante, per l’appunto quasi “sospeso”. Un complemento particolarmente leggero edecisamente adatto agli ambienti minimalisti. 

Piano lineare appoggiato a muro o a finestra

La cucina con bancone deve sempre essere necessariamente composta a isola o una penisola? In realtà no, perché esiste anche la possibilità che si decida di creare un bel bancone cucina che si appoggi ad un muro o che si trovi, ad esempio, sotto una finestra. Quando in cucina è presente una finestra, spesso si sceglie di disporre l’arredamento in modo tale che il lavello vada a finire proprio al di sotto della finestra stessa. 

Nulla vieta, però, che si possa studiare una soluzione alternativa, sicuramenteoriginale e di grande effetto. Soprattutto se in cucina non c’è lo spazio necessario per sistemare un tavolo tradizionale, si può pensare di creare ad una cucina con bancone che sfrutti la parete su cui si trova la finestra. Meglio ancora se si tratta di un bel finestrone ampio e, magari, panoramico. Allo stesso modo, anche un piano snack cucina appoggiato ad un muro, seppure privo di finestra, può dare origine ad una soluzione molto interessante e particolare. 

Tipologie di sgabelli per il piano snack

Se si parla di cucine con bancone e piani snack cucina, non si può non pensare agli sgabelli. Lo sgabello, fino a qualche anno fa, lo si pensava soprattutto come classica seduta adatta ai bar. O comunque a certe tipologie di locale. Da qualche tempo a questa parte, invece, lo sgabello sta diventando molto diffuso anche nelle abitazioni. Chiaramente soprattutto laddove siano presenti cucine con bancone un po’ rialzate per le quali non siano adatte le sedie tradizionali. Come per tutti gli elementi di arredo, anche per gli sgabelli esistono in commercio un’infinità di modelli differenti. 

Una delle principali distinzioni che si può fare è tra sgabelli fissi e sgabelli con altezza regolabile. Un altro importante elemento distintivo, quando si parla di sgabelli, è la presenza o meno dello schienale. Meglio con o meglio senza? Inutile dire che uno sgabello munito di schienale, soprattutto se abbastanza alto, possa risultare un po’ più comodo rispetto ad uno che ne è privo. E’ anche vero, però, che schienali alti se ne trovano pochini in commercio, forse anche per una questione estetica.  In ogni caso, se si pensa di dover utilizzare parecchio lo sgabello, allora forse può essere preferibile pensare di acquistare un modello con schienale. Diversamente, se l’utilizzo che si pensa di farne è un po’ più occasionale, o se prevale il senso estetico rispetto a quello pratico, allora si può scegliere tra i modelli senza schienale.

Insomma, possiamo senz’altro dire che esistono piani snack per tutti i gusti e che esistono sgabelli adatti ad ogni tipo di bancone. Con i giusti accorgimenti, si possono creare soluzioni davvero funzionali, attuali e di grande effetto.

Parquet in bagno

Parquet in bagno

Avete mai pensato a quale sia il materiale più utilizzato per realizzare l’interno delle barche? Esatto, è proprio il legno! Dunque, nel caso vi foste posti il quesito “Posso mettere il parquet in bagno?”, la risposta è senza dubbio affermativa. Il legno è un materiale naturale, bello da vedere e da toccare, versatile, resistente e pratico al punto giusto. Con qualche opportuno accorgimento, nulla vieta che il parquet possa essere utilizzato anche per rivestire il pavimento del bagno (come abbiamo fatto in una delle nostre ultime ristrutturazioni)

Vediamo comunque di approfondire insieme quali sono i vantaggi e gli eventuali svantaggi del parquet in bagno, e quali interessanti soluzioni particolari si possono realizzare creando un mix vincente tra legno ed altri materiali. 

I vantaggi del Parquet in bagno

parquet in bagno

Molte persone sono, ancora oggi, un pochino scettiche in merito all’opportunità di utilizzare il parquet in bagno, un po’ come accade anche per la cucina. 

Eppure, se si opta per un prodotto di qualità e ci si affida a posatori esperti, scegliere un pavimento in legno anche per il bagno può davvero dare un tocco in più di classe ed eleganza a tutta la casa. 

Intanto, si crea continuità con il resto della pavimentazione: se la casa è già rivestita in parquet, proseguire con lo stesso materiale anche in bagno può creare un bell’effetto di omogeneità. 

Inoltre, contrariamente a quanto spesso si creda, il legno non è poi così difficile dal punto di vista della manutenzione. Anzi, spesso è sufficiente aspirare la polvere e passare un panno umido con prodotti non troppo aggressivi, per assicurarsi una pulizia perfetta. 

Le piastrelle possono sembrare, a volte, più facili da tenere pulite e in ordine, ma in realtà si può formare più sporcizia, o addirittura muffa, nelle fughe, ad esempio. Problematica che, con il parquet, non esiste. 

Il contatto con l’acqua

acqua su parquet in bagno

Ciò che più si teme, quando si parla di pavimenti in legno, è il contatto con l’acqua. Il timore che eventuali ristagni o troppa umidità rovinino il parquet, non è che sia infondato, in effetti: è innegabile che l’acqua, se rimane a lungo a contatto con il legno, possa provocare dei danni. 

Adottando, però, dei piccoli accorgimenti, come ad esempio aver cura di asciugare piuttosto rapidamente il pavimento se cade un quantitativo un po’ più abbondante di acqua, o comunque ricordarsi di aerare sempre molto bene la stanza (specialmente dopo aver fatto la doccia), si può tranquillamente convivere a lungo con un bellissimo parquet in bagno. 

Dal punto di vista estetico, soprattutto per chi già ama il legno in generale, è inutile dire quanto possa essere bello ed elegante un bagno rivestito in parquet. Il legno resta pur sempre un elemento naturale vivo, che trasmette calore ed emozioni. E questo vale, forse ancor di più, anche per il bagno. 

Per chi ama camminare scalzo, poi, è certamente il materiale più confortevole,sia in estate che in inverno. 

Volendo anche guardare all’aspetto economico, i pavimenti in parquet piacciono sempre molto e conferiscono, in linea di massima, prestigio ed un maggior valore alle case. 

Utilizzo del Parquet in bagno: a pavimento e a parete

parquet in bagno come rivestimento a parete

Se si decide di utilizzare il legno per rivestire il proprio bagno, sicuramente è bene affidarsi ad un professionista che sappia consigliare i prodotti più adatti. Deve saper provvedere ad una posa impeccabile dal punto di vista dell’incollatura e della sigillatura. 

Le finiture che, di solito, vengono utilizzate maggiormente sono il teak, il doussié, il rovere e l’iroko. Proprio per le loro caratteristiche intrinseche, sono legni che offrono prestazioni migliori in caso di umidità un po’ più elevata e frequente calpestio. 

Se nel bagno è presente anche la lavatrice ( in questo articolo ti consigliamo come inserire la lavatrice in un bagno piccolo), un eventuale allagamento (se non si interviene asciugando in tempi brevi) potrebbe risultare dannoso per il parquet. Anche in questo caso, comunque, basta chiedere consiglio agli esperti e sicuramente si possono trovare soluzioni che aiutino a prevenire piccoli disastri. Esistono, ad esempio, le scatole sifonate che si aprono quando c’è troppa acqua, scaricando quella in eccesso ed evitando che la lavatrice perda.

Il pavimento, comunque, non è l’unico posto in cui si possa posare il parquet. Infatti, anche rivestire le pareti può essere un’interessantissima soluzione. 

Rivestire le pareti con il parquet in bagno

Al giorno d’oggi, anche negli ambienti più minimalisti e di design, si stanno diffondendo tantissimo le pareti rivestite da listoni più o meno grandi di legno. 

In questo modo si può ottenere un effetto visivo di ampliamento dello spazio, dal momento che si può creare continuità tra il pavimento e le pareti stesse. Per chi non vuole, invece, una cosa troppo omogenea, si può anche pensare ad un contrasto tra la parete rivestita in legno ed il pavimento realizzato con un altro materiale.  

Utilizzare il legno per rivestire i muri, resta comunque un’opzione in grado di donare un bel tocco di originalità, diffondendo una sensazione piacevole di comfort e calore. Anche in quegli ambienti – bagni inclusi – in cui l’arredamento risulta essere molto lineare ed essenziale. 

Come creare l’intersezione con un altro pavimento

bagno con parquet e gres

Se ami il parquet ma, nonostante tutto, hai ancora qualche timore che l’acqua possa essere un nemico da temere, potresti prendere in considerazione altre soluzioni. Insomma, trovare il giusto compromesso. Ci riferiamo, ad esempio, alla possibilità di utilizzare il parquet in tutto il bagno, escludendo però le zone specifiche nelle quali si pensa che sia più opportuno avere una pavimentazione meno sensibile all’acqua. 

In pratica, si possono realizzare dei veri e propri “disegni” a pavimento con materiali diversi (piastrelle in gres, pietra, marmo…). Questi andranno ad includere la zona dove si trova il box doccia, l’eventuale vasca da bagno e, volendo, anche tutti i sanitari come lavandino.

Così facendo, si ottiene comunque l’effetto di continuità del parquet rispetto al resto della casa. Ma poi si crea un bel contrasto, solo in una parte di bagno, utilizzando un materiale che non abbia alcun tipo di problema. Anche se dovesse caderci sopra più acqua del dovuto. Peraltro può indubbiamente trasformarsi anche in una bella opportunità dal punto di vista del design. 

Quello che è importante sottolineare, è che si tratta di una soluzione appropriata soltanto nel caso in cui il bagno sia sufficientemente spazioso. In un bagno troppo piccolo, un lavoro del genere non avrebbe molto senso e risulterebbe esteticamente poco gradevole. Il parquet in bagno deve infatti essere presente in una certa proporzione, diversamente tanto vale rivestire l’intero bagno in gres o altro.

Abbiamo visto, dunque, che il parquet in bagno come rivestimento è un’opzione da non escludere a priori. Detto questo, comunque, c’è chi magari è ancora un po’ indeciso e ritiene che il legno possa nascondere qualche insidia di troppo. Esiste sempre la possibilità di scegliere dei bei pavimenti in gres porcellanato effetto legno. Ormai, ne esistono tantissimi in commercio, alcuni di ottima fattura. 

Può essere un discorso, questo, che vale per tutta la casa e, chiaramente, anche per il bagno: il giusto compromesso, insomma, tra praticità/tranquillità e bellezza delle venature e delle colorazioni del legno. 

Come dividere una stanza

Come dividere una stanza

All’interno di una casa, è possibile separare gli ambienti senza dover necessariamente tirare su un muro? La risposta è assolutamente sì! Esistono, infatti, molte soluzioni che hanno proprio questa funzione. Vediamo come dividere una stanza senza opere murarie, utilizzando qualche piccolo trucco. Per esempio come dividere una stanza con le librerie bifacciali. Soprattutto nella zona living, può essere comodo creare una certa separazione tra uno spazio e l’altro. Lasciando però la sensazione che comunque si tratti di un unico grande ambiente, ampio e luminoso.

Troppi muri, infatti, rischiano di rendere gli spazi decisamente piccoli e poco accoglienti. Al contrario, “separare ma non troppo” può essere la chiave vincente in molte occasioni.

Basti pensare, ad esempio, ad un’ampia zona living nella quale si vuole creare un minimo di divisione tra cucina e salotto. Anziché frapporre una parete vera e propria tra le due zone, molto semplicemente si può pensare ad una bella libreria, o a qualche altra soluzione alternativa. Qualcosa che crei un effetto di separazione ma che lasci, al contempo, la sensazione di essere in un unico ambiente. Non ostacola lo sguardo e lascia filtrare la luce. 

Lo stesso dicasi, per fare un altro esempio, di un piccolo e moderno loft nel quale si voglia creare una certa separazione tra la zona giorno e la zona notte. Peraltro, le soluzioni di questo tipo consentono agevolmente di cambiare la disposizione dell’arredamento. Quindi la configurazione della casa. Un muro non può essere spostato con facilità, invece una libreria sì. Nel caso dovessero sopraggiungere nuove necessità familiari, o molto semplicemente se si decidesse di voler apportare qualche cambiamento, tutto risulterebbe più agevole. 

Come dividere una stanza con la libreria bifacciale

Come abbiamo già detto, una delle soluzioni più pratiche per separare due ambienti senza creare una netta divisione, è quella di inserire una libreria bifacciale. Per come dividere una stanza senza opere murarie, utilizzando la libreria bifacciale, vi consigliamo di richiedere la consulenza di un arredatore. Saprà sicuramente guidarvi e suggerirvi la soluzione migliore. Nel frattempo, possiamo cercare di analizzare insieme i metodi più utilizzati per dividere una stanza. Si tratta, in sostanza, di una libreria realizzata appositamente in modo tale da risultare sfruttabile. Ma anche bella da vedere, da ogni punto di vista. Sia che la si guardi mentre si prepara da mangiare in cucina, ad esempio, sia che la si osservi dal divano del salotto. Non per niente, le librerie bifacciali sono considerate degli ottimi elementi d’arredo, in grado di donare un tocco di classe e stile a tutto l’insieme. 

In quest’ottica, non possiamo non pensare alle librerie bifacciali Lago. Questa azienda è presente sul mercato italiano, e non soltanto, da oltre 50 anni. Lago è specializzata nella realizzazione di sistemi integrati e soluzioni originali per chiunque sia alla ricerca di prodotti di qualità, essenziali ma anche di grande impatto. Le librerie bifacciali rappresentano uno dei punti di forza di Lago. Diverse tipologie e tantissime possibili combinazioni, così da poter soddisfare le esigenze di chiunque. 

Le loro strutture bifacciali, con fianchi e ripiani modulari realizzati in varie finiture/colori e la possibilità di inserire anche dei pannelli per creare dei vani chiusi, risultano perfette per separare con classe ed eleganza ogni tipo di ambiente.

La libreria Airport di Cattelan

Restiamo in tema, e vediamo come dividere una stanza con libreria bifacciale che possono anche separare gli ambienti. Merita sicuramente un cenno anche il modello Airport disegnato da Giorgio Cattelan. Il modello componibile Airport, proposto dall’azienda “Cattelan Italia”, rappresenta infatti una delle massime espressioni di design per quanto concerne le librerie. Si tratta di una libreria estremamente versatile, funzionale ma anche molto scenografica, un pezzo di design modulare che sicuramente non può lasciare indifferenti. 

Oltre allo stile moderno e ricercato, un mix perfetto di metallo e legno, una delle particolarità del modello di libreria Airport è che può essere sempre personalizzato in base alle proprie necessità. Consente quindi di dividere la stanza senza opere murarie con composizioni su misura. 

Inoltre, questa libreria può essere collocata contro una parete, sistemata angolarmente oppure disposta al centro della stanza, proprio per trasformarsi in quell’elemento divisorio di cui parlavamo. In questo caso, il fissaggio è ovviamente a soffitto. 

Montanti e staffe sono realizzati in acciaio con diverse finiture, così come sono molteplici le possibili combinazioni con i ripiani ed i contenitori laccati o in legno. Volendo, si possono integrare anche altri elementi, come ad esempio uno scrittoio e/o delle ante, per ottenere un unico elemento multifunzionale. 

Lamiere Industrial effetto Corten

Per chi desidera dividere una stanza senza opere murarie in stile industriale tipico dei loft newyorkesi, invece, il suggerimento è quello di optare per pannelli divisori particolari, in sintonia con il resto dell’arredamento. 

In un appartamento caratterizzato da elementi come il legno un po’ grezzo, i mattoni e le travi a vista, la pietra, il cemento e così via, anche eventuali elementi di divisione tra un ambiente e l’altro devono essere pensati in un’ottica “industrial”. Ad esempio, una soluzione può essere quella di dividere una stanza ricorrendo a pannelli in acciaio o zinco. Possono essere pannelli fissi, oppure anche soluzioni scorrevoli, che ruotano, ecc. Uno degli effetti metallici più apprezzati negli ultimi anni, ovviamente sempre restando in tema con questo stile, è il cosiddetto “corten”. Si pensi che è una delle finiture più apprezzate anche per la realizzazione di top per la cucina. La finitura “corten” viene spesso utilizzata per gli esterni, ma sta riscuotendo grandissimo successo anche all’interno delle abitazioni. Grazie ad una determinata combinazione di colori e ad un processo di verniciatura particolare, si ottiene un effetto che dà l’impressione di metallo un po’ arrugginito, con colorazioni tendenti all’arancione/marrone/rossiccio.  Si tratta, insomma, di una delle possibili soluzioni originali e di design qualora si desideri optare per una lamiera, o qualcosa del genere. 

Dividere una stanza con le quinte a listelli verticali

Come dividere una stanza

Abbiamo parlato di come dividere una stanza senza opere murarie con librerie bifacciali e di elementi metallici in stile industriale. Tutte soluzioni perfette per separare gli ambienti della casa. Ma c’è anche un’altra possibilità, anch’essa di grande impatto visivo. Vediamo come dividere una stanza con un metodo che può ben adattarsi a diversi stili di arredamento. Ci riferiamo alle quinte realizzate con listelli verticali di legno. In pratica, è assolutamente possibile ricreare un effetto divisorio “vedo/non vedo” proprio grazie all’utilizzo di listelli di varie dimensioni e finiture. 

Possono essere più o meno larghi e distanziati tra loro, possono essere fissi oppure mobili, possono essere a tutta altezza (quindi fissati anche al soffitto) oppure no: sono tantissime le variazioni sul tema, anche in questo caso ce n’è davvero per tutti i gusti. Comunque sia, si tratta sempre di elementi che non sono soltanto utili per dividere una stanza senza opere murarie, ma risaltano come veri e propri pezzi decorativi. Diventano il fulcro di tutto l’ambiente. Quando la “parete” divisoria da creare è di grandi dimensioni, può essere consigliabile aggiungere una struttura in ferro che sostenga i listelli. In ogni caso, è sempre bene affidarsi a mani esperte per realizzare un ottimo lavoro. I listelli utilizzati possono essere lasciati del loro colore naturale, a seconda del tipo di legno utilizzato, oppure possono essere verniciati a proprio piacimento, sempre in funzione di tutto il resto dell’arredamento. 

Con le quinte realizzate in listelli di legno si possono anche creare delle ottime postazioni di lavoro per lo smart working, e delimitare strategicamente qualsiasi tipo di spazio, pur lasciando filtrare la luce e non ostruendo del tutto la visuale. 

Come creare un angolo lettura in casa

Come creare un angolo lettura in casa

“Leggere è un cibo per la mente e tutto ciò che ha a che fare con il cibo deve per forza essere buono”. No, non l’ha detto un filosofo o chissà quale grande intellettuale. Si tratta di una frase attribuita, comunque, ad un altro grande “pensatore” di fama internazionale… Snoopy!!! Vediamo ora come creare un angolo lettura in casa.

In effetti, come dargli torto? Chiunque ami leggere – e perché no anche mangiare – si ritroverà perfettamente in questa affermazione.

Leggere è un modo per stare bene anche da soli, in pace e tranquillità, ma senza provare alcun senso spiacevole di solitudine. E’, altresì, un modo per “viaggiare” in posti che, nella maggior parte dei casi, non si riuscirà mai a visitare davvero. E’ l’occasione per poter vivere tante vite diverse, è l’opportunità di imparare cose nuove ed aprirsi verso altri orizzonti.

angolo lettura in casa

Chi ama i libri sa quanto sia importante riuscire a ricavare, all’interno della propria casa, un angolino dedicato proprio ai momenti di relax, ed in particolare alla lettura. Il sogno di molti sarebbe quello poter disporre di un’intera stanza da dedicare a questa passione, ma è evidente che pochi possano realizzarlo. Ecco perchè è importante sapere come creare un angolo lettura in casa.

Allora, vediamo insieme come poter organizzare al meglio un angolo lettura che – anche se piccolo – sappia essere accogliente e curato quanto basta. Uno spazio confortevole che permetta di avere a portata di mano i libri, ovviamente, e che abbia tutte quelle piccole comodità che possono rendere speciali certi momenti.

Lampada perfetta per l’angolo lettura

Quando si parla di angolo lettura, uno dei primissimi aspetti da curare è quello legato all’illuminazione.

Non può esserci un buon angolo lettura senza una buona illuminazione.

Questo non significa una luce forte al punto da risultare abbagliante, ma la luce perfetta che sappia essere al tempo stesso funzionale, calda, avvolgente e d’atmosfera.

Non dimentichiamo, infatti, che quello dedicato alla lettura dev’essere uno spazio rilassante. Un luogo dove rifugiarsi non appena possibile per staccare dalla vita frenetica di tutti i giorni e magari anche da tutta la tecnologia che ci circonda.

Ci vuole, insomma, una luce in grado di non affaticare gli occhi, e quindi facilitare la lettura, ma che riesca anche a risultare rilassante, piacevole, riposante.

A questo proposito, esistono sul mercato molte soluzioni, anche diversissime tra loro per tipologia, forma e stile, in grado di soddisfare qualsiasi esigenza.

A seconda di come è progettato l’angol lettura in casa, si può ad esempio scegliere tra una lampada da tavolo, una lampada da terra oppure anche qualcosa da fissare alla parete.

In ogni caso, si può decidere di optare per un’illuminazione diffusa oppure si possono valutare le tante lampade direzionabili che consentono di volgere il fascio di luce in modo più diretto.

Per chi desidera osare, non mancano le soluzioni alternative, come ad esempio certi modelli di lampade appese al soffitto. Grazie alle altezze modulabili e al design accattivante, possono costituire un’opzione un po’ più nuova, diversa dal solito e sicuramente di grande impatto scenico.

L’importanza della luce naturale

Una lampada da lettura perfetta in assoluto non esiste. Come spesso accade, si tratta di una scelta soggettiva dettata dai gusti personali e dalle caratteristiche dell’angolo lettura stesso.

In ogni caso, è sempre importante fare in modo che l’illuminazione dell’ angolo lettura in casa risulti ben integrata ed armonizzata rispetto al resto delle luci presenti nell’ambiente circostante. Meglio non mescolare troppi stili diversi ed evitare di sovraccaricare l’ambiente con troppe cose (piantane, appliques, faretti, lampade da tavolo, ecc.)

Sempre a proposito di illuminazione, è doveroso fare un’importante precisazione. Laddove possibile, sarebbe sempre preferibile collocare l’angolo lettura in una zona piena di luce naturale, magari accanto ad una finestra.

Certo, non è una cosa sempre semplice da realizzare. Ma, se si può, è bene tenerla a mente. Se l’orario lo consente, non c’è nulla di più salutare per la vista (e rilassante per lo spirito) che poter leggere un buon libro con un’adeguata illuminazione del tutto naturale!

Angolo lettura nella zona giorno: la scelta degli arredi

Uno degli spazi in cui, più comunemente, viene allestito l’angolo lettura è senza dubbio la zona giorno, il cosiddetto living. Nel nostro negozio di arredamenti progettiamo la zona lettura grazie alle soluzioni Lago e Sangiacomo.

Come abbiamo appena detto, se lo spazio a disposizione lo consente e se questo permette di collocare al meglio anche il resto dell’arredamento, l’ideale sarebbe poter creare questo angolino accanto ad una finestra, ad una vetrata, ad un abbaino o comunque ad una fonte di luce naturale.

A volte, è proprio la finestra stessa a diventare il fulcro dell’angolo lettura. Con un po’ di fantasia e qualche opportuna modifica, la parte sottostante può trasformarsi in un’accogliente seduta. Tipo una panca rivestita da morbidi cuscini abbinati al resto dell’arredamento. Volendo, si possono ricavare degli angoli lettura “con vista” davvero impagabili.

Se ciò non è possibile, o se si preferisce optare per altre soluzioni più tradizionali, sono infiniti i modelli di poltrona/divanetto che possono adattarsi ad ogni stile di arredamento.

A questo proposito, è chiaro che l’aspetto estetico è importantissimo, ma attenzione a scegliere una seduta che risulti realmente comoda. Inutile acquistare la poltrona di design tanto bella a vedersi, ma francamente poco confortevole. Meglio optare per qualcosa di sufficientemente morbido ed avvolgente, qualcosa di davvero rilassante. Questo, peraltro, non significa assolutamente rinunciare all’estetica!

Libreria a servizio della zona lettura

Ricapitolando, è molto importante la luce, importantissima anche la seduta. E poi? Sicuramente è fondamentale disporre di un tavolino o di un piccolo piano d’appoggio su cui poter riporre il libro che si sta leggendo e magari altri oggetti utili da avere a portata di mano.

Anche in questo caso, esistono tantissimi modelli di tavolino che possono ben adattarsi ad un angolo lettura. Classici e moderni, estremamente semplici e minimalisti, oppure appariscenti ed estrosi. Ce n’è davvero per tutti i gusti.

Non necessariamente deve trattarsi di un tavolino a sé stante, a volte può anche essere sufficiente un altro tipo di ripiano. Purchè risulti sufficientemente comodo rispetto alla seduta. Magari una mensola, un davanzale, o parte di una libreria.

Ecco, la libreria è certamente l’altro pezzo forte che teoricamente non dovrebbe mai mancare nei pressi di un angolo dedicato alla lettura in casa.

libreria air lago

Una scaffalatura in cui poter riporre i propri libri preferiti è sicuramente una comodità, ma rappresenta anche un elemento in grado di conferire molto carattere all’intero ambiente, rendendolo più caldo ed accogliente.

Le tipologie di libreria sono tantissime, da quelle più tradizionali fino ad arrivare a quelle più moderne, e si possono trovare interessanti soluzioni sia per occupare intere pareti. Così come per sfruttare piccole nicchie. L’importante è ottimizzare gli spazi e creare strutture pratiche, funzionali e ben armonizzate rispetto al resto dell’arredamento.

Come attrezzare la zona notte

A seconda dello spazio che si ha a disposizione, ed anche in base alle proprie preferenze, si può decidere di organizzare l’eventuale angolo lettura in camera da letto.

letto bonaldo moglie e marito per lettura nella zona notte

Molti amano leggere prima di dormire, e questo può essere fatto direttamente a letto (preferibilmente attrezzandosi con un letto che consenta di stare in una posizione adeguata e sufficientemente comoda), oppure anche allestendo un angolo lettura con una poltroncina o qualcosa del genere.

Tanto per intenderci, potrebbe essere un piccolo spazio simile a quelli descritti a proposito della zona giorno, ma semplicemente ambientato in camera da letto, e dunque riadattato allo stile di quell’ambiente.

Nella zona notte potrebbe essere molto interessante anche l’inserimento di una chaise longue. E’ necessario, però, che lo spazio a disposizione sia piuttosto ampio. Si tratta di un elemento comodo e bello esteticamente, ma solo se inserito in una stanza di grandi dimensioni.

Anche nella camera da letto, forse ancor di più rispetto alla zona living, è fondamentale che ci sia un’ottima illuminazione. Soprattutto, un’illuminazione che consenta di avere una luce molto soft all’occorrenza, in maniera tale da non disturbare, durante la lettura, chi magari sta invece già riposando.

Come abbinare il divano

Come abbinare il divano

Quando si pensa al salotto di una casa, e magari a come progettarlo, non si può non dedicare un’attenzione particolare a come abbinare il divano. Sceglierlo ed ambientarlo nel miglior modo possibile è molto importante.

Il divano è, senza dubbio, uno degli elementi imprescindibili e maggiormente caratterizzanti di quella parte di casa nella quale trascorriamo molto tempo: un protagonista indiscusso della zona giorno, del cosiddetto “living”.

La scelta del divano e della sua collocazione, spesso rappresentano il punto di partenza da cui prende vita l’intera progettazione dell’area giorno.

Come sempre accade quando si tratta di arredamento, anche la scelta del divano dipende indubbiamente dalle esigenze e dai gusti soggettivi. Tuttavia, è bene sottolineare che, in fase di scelta, è fondamentale fare molta attenzione agli spazi reali di cui si dispone (un divano troppo grande non va bene, ma neppure uno troppo piccolo…) ed anche al giusto abbinamento rispetto al contesto globale in cui verrà inserito.

Come abbinare il divano

Le varie tipologie di divano

E’ proprio il caso di dire, a ciascuno il suo divano!

Avendo ben presenti le dimensioni del salotto, come dicevamo un aspetto importante di cui tener conto, la scelta del divano può spaziare tra tantissime forme differenti: divani lineari, angolari, con penisola, bifacciali. E poi, meglio il divano in pelle o tessuto?

Come abbinare il divano lineare

Il divano lineare non ha certamente bisogno di grandi presentazioni o spiegazioni. Si tratta di un unico elemento – a due, tre o anche più posti – caratterizzato da una forma dritta, priva di curve o angoli.

Un divano lineare può essere posizionato contro una parete oppure al centro della stanza: soprattutto in quest’ultimo caso, è indispensabile che si tratti di un modello molto ben rifinito anche sul retro, perché comunque risulterà visibile anche quella parte.

Se il salotto dispone di una finestra, il divano potrebbe ad esempio essere posizionato proprio al di sotto di quest’ultima. Si tratta, generalmente, di uno spazio difficilmente sfruttabile per alte cose, mentre invece il divano – che non è un elemento molto alto – può starci alla perfezione.

Come per qualsiasi altro tipo di divano, quindi non solo per quelli lineari, esistono modelli diversissimi tra loro per stile, tessuti, colori, ecc. Impossibile non trovare quello più adatto!

I divani lineari possono anche essere posizionati in coppia: non è raro trovare soluzioni che prevedano due divani, uguali tra loro, sistemati uno di fronte all’altro, magari con un tavolino ed un bel tappeto nel mezzo. In questo modo, si ottiene una bella zona adatta al relax ed alla convivialità.  

Il divano angolare

Ci sono, poi, i divani angolari. Anche in questo caso, il nome dice già tutto: si tratta di elementi provvisti di un angolo che conferisce loro la classica forma a “L”.

I divani angolari possono essere posizionati non soltanto negli angoli della zona giorno, ma anche contro una sola parete o, addirittura, al centro della sala.

Il divano, infatti, può trasformarsi in una sorta di elemento divisorio, perfetto ad esempio negli ambienti unici come i loft. E’ un modo per separare ma non troppo, una soluzione che crea una certa divisione tra gli ambienti, ma lascia comunque un’apertura importante per garantire maggiore luminosità ed anche un bel colpo d’occhio.

Il divano con penisola

Veniamo ora ai divani con penisola: si tratta, in pratica, di una variante del divano lineare che include, ad una delle estremità, una cosiddetta chaise-longue.

Sono i divani perfetti per chi ama rilassarsi il più possibile, potendo distendere completamente le gambe. Anche dal punto di vista estetico, possono risultare una soluzione vincente perché danno al divano quel tocco asimmetrico che dona maggiore “movimento”, originalità.

Il divano bifacciale

E che dire, infine, dei divani bifacciali? Questi sono forse quelli meno conosciuti, meno diffusi, ma sempre più spesso vengono scelti per arredare ambienti giovanili e contrassegnati da un certo design.

Si tratta, in pratica, di divani “ad isola” che devono essere posizionati al centro della stanza e che consentono di sedersi su più lati. Molto spesso hanno forme irregolari, un po’ particolari, adatte appunto ad ambienti moderni e di tendenza.

Come abbinare il divano al pouf.

Abbiamo visto quali sono le principali tipologie di divano: vediamo ora, invece, come si può abbinare un pouf ad un divano.

Quando si desidera arricchire la “zona salottino”, si possono aggiungere al divano altri utili elementi complementari. Il pouf è proprio uno di questi.

Il pouf può assolvere a molteplici funzioni. Può, all’occorrenza, trasformarsi in una comoda seduta supplementare (attenzione che sia sufficientemente stabile e robusto!), oppure può essere un pratico poggia-piedi per i momenti di riposo, o anche un ripiano su cui depositare temporaneamente oggetti vari, tipo telefono, telecomando, ecc.

In più, il pouf può avere una indiscutibile funzione estetica: se ben abbinato rispetto al divano (non necessariamente deve essere uguale come modello e colore, ma di sicuro ci deve essere un minimo di armonia come stile), può dare maggiore risalto e carattere a tutta la zona “relax”.

Certo, completare il divano con il proprio pouf realizzato appositamente, fa di sicuro un bell’effetto che sa di ordinato, molto preciso.

Ma ciò non toglie che, se si vuole osare un pochino di più, si possa anche optare per un pouf non proprio coordinato, ma che ci stia comunque bene.

Come abbinare il divano al pouf

Come abbinare il divano alla poltrona

Discorso abbastanza simile vale anche per l’accostamento divano/poltrona.

Molti, infatti, scelgono di collocare nel salotto, oltre al classico divano, anche una poltrona. E, anche in questo caso, è possibile optare per un modello che nasce proprio come coordinato rispetto al divano stesso, oppure scegliere qualcosa di totalmente diverso.

Quest’ultima tendenza, per la verità, sta prendendo molto piede. Da qualche tempo a questa parte le regole dell’interior design sono un po’ cambiate e la moda del coordinato a tutti i costi è stata un pochino superata.

Al giorno d’oggi, infatti, piace forse di più l’idea di accostare al divano una poltrona completamente diversa, ma avendo cura di creare comunque una certa armonia. Vale la pena di osare un pochino, forse, perché con le dovute cautele si evita – e questo è molto importante – di incappare in un arredamento troppo prevedibile ed anche un tantino “noioso”…

Peraltro, se non si sceglie proprio la poltrona coordinata rispetto al divano, si può comunque decidere di azzardare ma solo fino ad un certo punto: ad esempio, si può accostare una poltrona dello stesso modello ma di colore differente, oppure dello stesso colore ma di un modello un po’ diverso, oppure ancora di modello e colore diversi, ma stesso stile.

Ci sono alcune cose, però, che non andrebbero mai fatte.

Intanto, scegliere divano e poltrona che non siano proporzionati tra loro: un divanetto piccino accanto ad una mega poltrona, non avrebbe molto senso, ad esempio.

Un’altra cosa da evitare è l’accostamento di troppi colori diversi, così come bisognerebbe cercare di non abbinare pezzi troppo classici ed iconici, soprattutto se appartenenti a due epoche diverse.

Se si vuole inserire il pezzo un po’ particolare e di grande effetto, di solito è meglio che sia uno soltanto. Risalterà di più e non si rischierà di creare troppa confusione.

Mobili Lago Torino
Arredare l’ingresso di casa

Arredare l’ingresso di casa

L’ingresso di casa è uno di quegli spazi cui forse non si presta abbastanza attenzione, quando si parla di scelta dell’arredamento. 

Eppure, è uno spazio importante. E’ quello che accoglie i nostri ospiti, una sorta di biglietto da visita di casa nostra. Ed è anche quello che accoglie noi stessi ogni volta che rientriamo, ad esempio, dopo una lunga e faticosa giornata di lavoro. 

Ecco, dunque, l’importanza di arredare l’ingresso di casa casa, rendendolo bella e funzionale al tempo stesso. 

Arredare l’ingresso di casa non è cosa semplice, anche perché la forma e le dimensioni sono sempre estremamente variabili, a seconda dei casi, così come lo sono le esigenze di chi abita la casa. Non per niente, per architetti ed arredatori, valorizzare il più possibile l’ingresso delle abitazioni dei propri clienti costituisce sempre una bella sfida. 

arredare l'ingresso di casa

Gli aspetti da considerare per arredare l’ingresso di casa

Dal momento che l’ingresso è la prima cosa che si vede di un appartamento, sarebbe preferibile che avesse uno stile in sintonia con gli ambienti attigui, come la zona living e tutto il resto. 

Anzi, per non svelare subito la “personalità” di una casa, è meglio puntare su una certa leggerezza e sobrietà, che si accordino al genere di arredamento presente nelle altre zone della casa, ma senza voler per forza impressionare e raccontare proprio tutto. 

Scegliere uno stile troppo diverso dal resto, o rendere l’ingresso una zona troppo piena di luci ed oggetti, di solito si rivela una scelta poco azzeccata. 

A proposito di luce, l’illuminazione è sempre importante in una casa, e certamente l’ingresso è una di quelle zone in cui lo è particolarmente. Qualora possibile, avere una fonte di illuminazione naturale è l’ideale. In ogni caso, la scelta di una corretta illuminazione artificiale è importantissima. 

Non esistono elementi imprescindibili da inserire in un ingresso, tutto dipende dalla configurazione e dalla metratura disponibile e, indubbiamente, dai gusti e dalle necessità di chi vive in quella casa. 

Le problematiche dell’ingresso di casa

Talvolta possono esserci pareti un po’ ingombranti, oppure una colonna che disturba un pochino. Sono tante le problematiche che possono insorgere quando si tratta di dover allestire al meglio questa porzione di casa. Tuttavia non bisogna farsi scoraggiare. 

Al giorno d’oggi esistono, per fortuna, innumerevoli soluzioni di arredo che possono essere d’aiuto per attenuare eventuali difetti e, soprattutto, valorizzare i punti di forza. Sempre con un occhio attento all’estetica ed anche alla funzionalità. 

Specchiera, scarpiera, mensola, guardaroba, appendino, poltroncina, sedia, sgabello o panchetta… sono tantissimi gli oggetti che possono essere utili, alcuni forse pressocché indispensabili, in un ingresso. Questo non significa assolutamente doverli inserire tutti, anzi. In base alle proprie esigenze e preferenze, si può optare per ciò che risulta più pratico ed anche idoneo dal punto di vista del design. 

Pensando a tutti coloro che sono alla ricerca di qualche idea originale per arredare il proprio ingresso di casa, non possiamo non citare il marchio “Ronda Design

Si tratta di un’azienda che ha fatto della produzione di componenti in metallo il proprio cavallo di battaglia. L’esperienza pluridecennale nel campo della lavorazione dell’acciaio e di altri metalli destinati al settore dell’arredamento, ha reso unica questa bella realtà del Made in Italy. 

Ronda design Jazz per arredare l’ingresso di casa

Tra i tanti prodotti di “Ronda Design”, spiccano sicuramente le boiserie pensate anche per arredare l’ingresso di casa. In particolare, la linea “Jazz” è composta da un’ampia selezione di accessori vari che possono essere combinati a proprio piacimento. 

Si tratta di una linea completa di boiserie realizzate in legno o metallo verniciato, cui abbinare specchi, ganci appendiabiti, mensole, vaschette svuotatasche, ecc.: tutto rigorosamente magnetico!

Già, perché le linee di prodotti “Ronda Design” sono rappresentate proprio dai tantissimi accessori magnetici con i quali sbizzarrirsi per trovare soluzioni funzionali ma anche innovative ed inaspettate. 

I materiali utilizzati sono di qualità, così da soddisfare ogni esigenza in termini di finiture e colorazioni, ma anche di durata. Infatti, tutti gli accessori “Ronda Design”, pur essendo in metallo, non corrono il rischio di arrugginirsi, grazie ai particolari processi di lavorazione e verniciatura. 

Con le boiserie attrezzate per ingresso di “Ronda Design”, diventa senza dubbio più semplice organizzare uno spazio troppo spesso trascurato. Con un pizzico di originalità, e con uno sguardo attento al design, si possono creare soluzioni ordinate ed estremamente pratiche. 

Le carte da parati per arredare l’ingresso di casa

Le pareti di casa possono esprimere una certa creatività e rappresentare, forse anche più di altri elementi, la personalità di chi ci abita. 

Come abbiamo già detto, l’ingresso costituisce una sorta di biglietto da visita dell’abitazione. Ecco perché può diventare uno di quei luoghi in cui “osare” un pochino di più, anche a partire dai muri stessi. 

Una possibilità, ad esempio, è quella di rivestire le pareti dell’ingresso con una bella carta da parati che, chiaramente, sia poi in sintonia con il resto della casa e con tutto l’arredamento. 

Quando l’ingresso non è molto spazioso, e magari un pochino buio, è meglio scegliere piccoli disegni e restare su tonalità piuttosto chiare. Se, al contrario, l’ingresso è sufficientemente ampio e luminoso, allora si può optare anche per disegni più grandi (forme geometriche, ecc.) e colori più sgargianti. 

Inoltre, a seconda dei propri gusti e dello stile dell’abitazione, si può decidere se giocare sui contrasti (ad esempio, carta da parati vistosa abbinata a pavimento chiaro e mobilio molto minimal), oppure se optare per una carta dalle tinte più sobrie e delicate, che magari vadano proprio a riprendere le stesse nuances dei vari pezzi di arredamento.

Insomma, contrasti per infondere maggiore carattere all’ambiente, oppure accordanze per dare un tocco più delicato e raffinato? A voi la scelta!

Quale carta da parati per l’ingresso di casa?

Esistono anche carte da parati che riproducono effetti particolari, tipo “muro invecchiato”, oppure “tessuto”, oppure ancora uno stile “botanico/floreale” e molti altri. Ce ne sono davvero per tutti i gusti, come al solito l’importante è scegliere avendo cura di non strafare e di coordinare la carta al resto dell’ambiente circostante. 

Quando si tratta di carte da parati per ingressi, è meglio orientarsi su quelle viniliche, lavabili e con una grammatura abbastanza elevata (minimo 280 gr/mq).

Specchiere e scarpiere

Abbiamo detto che gli ingressi possono contenere elementi diversi, a seconda delle esigenze e delle preferenze soggettive. 

Ci sono due oggetti, però, che sono ritenuti da molti decisamente utili ed importanti per arredare l’ingresso di casa: la specchiera e la scarpiera. 

Lo specchio è certamente fondamentale per tutti coloro che, prima di uscire, vogliono assolutamente dare una controllata alla loro immagine, perché tutto sia in ordine: abiti, capelli, trucco e così via. 

E’ necessario, però, scegliere lo specchio giusto per forma e dimensioni ed anche collocarlo in maniera corretta. Di solito, non deve essere mai posto frontalmente rispetto alla porta d’entrata, perché creerebbe una spiacevole sensazione di confusione a chiunque dovesse entrare. E’ consigliabile, invece, fare in modo che stia su una parete laterale, magari al di sopra di una madia, oppure di una semplice mensola, ecc. 

Lo specchio ha anche un’altra importante funzione. Oltre ad essere oggettivamente utile, ha la capacità di ampliare visivamente lo spazio, trasformando un ingresso piccolo in un ingresso apparentemente più ampio. 

Molto importante, chiaramente, è che lo specchio sia ben illuminato. 

La scarpiera nell’ingresso di casa

La scarpiera, invece, consente di riporre scarpe e stivali in un apposito mobiletto, evitando così di lasciare le calzature sul pavimento o comunquesparse per casa e in bella mostra. Non sarebbe un bel biglietto da visita, in caso di ospiti. 

Se lo spazio lo consente, quindi, posizionare una scarpiera vicino alla porta d’ingresso è una buona soluzione per chi ama l’ordine e l’organizzazione razionale degli spazi. 

Esistono, peraltro, dei mobili da ingresso che possono assolvere a molteplici funzioni: spazio in cui appendere cappotti e giacche, ripiani in cui riporre le scarpe, mensola su cui appoggiare chiavi e quant’altro, specchiera, ecc. 

Elementi multiuso studiati appositamente per sfruttare al meglio l’ingresso di casa, ottimizzandone la funzionalità e la resa dal punto di vista estetico. 

Vasca da bagno freestanding

Vasca da bagno freestanding

La vasca da bagno freestanding rappresenta per moltissime persone una delle massime espressioni di relax e di “tempo per se stessi”. 

Potersi concedere, di tanto in tanto, un bel bagno caldo e rilassante, è certamente una delle situazioni più piacevoli che si possano immaginare a fine giornata. 

Certo, la doccia può risultare indubbiamente una soluzione molto più rapida e pratica, ma se lo spazio in casa lo consente, perché rinunciare all’idea di disporre anche di una bella vasca da bagno freestanding?

A questo proposito, abbiamo deciso di dedicare un approfondimento alle cosiddette vasche da bagno freestanding. Lo dice la parola stessa, sono vasche autoportanti, a libera installazione, che possono essere posizionate ovunque (non per forza incassate da qualche parte). 

Conosciamole meglio!

Come inserire la vasca da bagno freestanding

Durante la ristrutturazione è sogno di molti inserire la vasca da bagno freestanding, per le sue caratteristiche che la rendono posizionabile a proprio piacimento, non trova collocazione soltanto nella sala da bagno. 

Vasca da bagno freestanding

Certo, questa resta chiaramente la destinazione più comune di una vasca: anzi, inserire una bella vasca freestanding nella propria sala da bagno, vuol dire darle certamente un tocco di classe in più, contribuendo a trasformare quello spazio in una vera e propria Spa, un’oasi di benessere e relax. 

Detto questo, però, ci sono anche persone un pochino più estrose, o che comunque amano osare. Scelgono di posizionare la vasca freestanding inaltri ambienti, in particolare in camera da letto.

Ad essere sinceri, la vasca da bagno freestanding non rappresenta chissà quale novità. Basta guardare vecchi filmati o fotografie, per scoprire che le vasche di questo tipo erano molto diffuse un tempo. La moda poi è cambiata e si sono imposte soluzioni differenti. Oggi, però, le vasche da bagno freestanding sono tornate di grandissima attualità e costituiscono un vero e proprio “must” per chi desidera realizzare una sala da bagno di un certo tipo o, come dicevamo, per chi vuole azzardare un pochino inserendo qualcosa di diverso ed alternativo in altre camere. 

I materiali della vasca da bagno freestanding

Quando si sceglie una vasca da bagno freestanding, ci si deve orientare in mezzo ad una vasta gamma di offerte in termini di modelli (stili, dimensioni, ecc.) e materiali. 

Partiamo proprio da questi ultimi. I materiali di cui può essere fatta una vasca da bagno freestanding sono molteplici. Tra di essi ricordiamo:

Vasca da bagno freestanding in resina:

 si tratta, indubbiamente, della soluzione più economica. La resina è un materiale acrilico, peraltro anche piuttosto leggero, cosa che potrebbe risultare utile e vantaggiosa nel caso in cui la vasca debba essere trasportata ad un piano alto. E’ chiaro che la resina dev’essere di buona qualità, assolutamente non porosa e sottoposta ad un buon trattamento di lucidatura. I materiali più moderni sono sicuramente più affidabili rispetto a quelli di qualche anno fa, tuttavia un minimo di rischio che con il passare del tempo la resina tenda ad ingiallirsi un pochino (specialmente se esposta alla luce diretta del sole) rimane. Con la resina si possono, in ogni caso, realizzare modelli di ogni tipo, da quelli in stile più classico a quelli più moderni. 

Vasca da bagno freestanding in ghisa e acciaio

Sono materiali ormai poco utilizzati, lo erano molto di più un tempo. Esistono comunque ancora dei produttori che realizzano modelli destinati ad una clientela che ama un genere molto classico e vuole restare fedele alla tradizione anche nell’utilizzo dei materiali. Parliamo, ad esempio, di vasche in ghisa che richiamano moltissimo i modelli di una volta, magari con piedini particolari in stile Vittoriano. Inutile dire che, in questo caso, il peso della vasca risulterà decisamente superiore rispetto a quello di una realizzata in resina. 

Vasca da bagno freestanding in marmo pietra o legno

Ecco altri tre possibili materiali impiegati nella realizzazione delle vasche freestanding. Parliamo, indubbiamente, di prodotti un po’ più “di nicchia”, per chi è alla ricerca di qualcosa di veramente speciale dal punto di vista estetico e, per tale motivo, è anche disposto a spendere cifre più importanti. Sul mercato è possibile trovare prodotti davvero all’avanguardia e di grandissimo design. 

Quanto ingombra la vasca da bagno freestanding?

E per quanto concerne le dimensioni? Nessun problema, esistono vasche freestanding anche piuttosto piccole, perfette per essere inserite anche in ambienti poco spaziosi. 

Detto questo, bisogna sempre valutare con attenzione la metratura adisposizione (tenendo conto di dover lasciare libero un certo spazio circostante)e, soprattutto, cercare di capire se una vasca di piccole dimensioni possa poi davvero risultare comoda, pratica e rilassante (che poi sono le funzioniprincipali che dovrebbe avere una vasca, oltre ad essere gradevole dal punto di vista estetico). 

Per quanto riguarda gli stili, c’è l’imbarazzo della scelta. Si va dai modelli di base, semplici e lineari, fino ad arrivare a quelli – come dicevamo – che richiamano invece epoche ormai lontane. Per non parlare, poi, di tutta una serie di prodotti dal design più o meno sofisticato, che offrono anche la possibilità di inserire accessori di vario genere. Parliamo di idromassaggio, musica tramite Bluetooth, poggiatesta e così via. 

Rubinetteria a terra o a parete?

Per sua stessa natura, la vasca da bagno freestanding può essere collocata ovunque: pertanto, non necessariamente vicino ad una parete, ma magari proprio al centro della stanza (da bagno o altro che sia). 

Pertanto, un’attenzione particolare dev’essere riservata alla rubinetteria. Potrà essere a parete (nel caso in cui la vasca sia comunque prossima alla parete stessa), oppure a terra (necessaria nel caso in cui la vasca sia piuttosto lontana dal muro). 

Sulla rubinetteria a parete di tipo tradizionale non c’è molto da dire. I modelli in commercio sono tantissimi, comunque a volte anche molto gradevoli dal punto di vista del design, ed è evidente che si tratta di un sistema sempre assolutamente efficace e funzionale. 

Quanto ai miscelatori con colonna a pavimento, ci troviamo di fronte ad un qualcosa di più nuovo ed innovativo, che può senz’altro contribuire a creare un ambiente di grande impatto visivo. Peraltro, anche in questo caso esistono al giorno d’oggi diversi modelli e, dal punto di vista qualitativo, non è difficile trovare prodotti assolutamente in grado di soddisfare ogni aspettativa. Cromature eccellenti e molto durature, ad esempio, nonché la possibilità di disporre di varie funzioni utili dal punto di vista pratico, sono tutte caratteristiche che i grandi marchi del settore garantiscono ormai senza problemi. 

Come illuminare la vasca da bagno freestanding

In conclusione, vediamo quali possono essere le migliori soluzioni per illuminare la vasca da bagno freestanding. 

Dopo averla tanto desiderata, realizzando un piccolo sogno, sarebbe davvero un peccato non valorizzarla con le luci più adatte. Come sempre, infatti, l’illuminazione ricopre un ruolo fondamentale in qualsiasi ambiente. 

Intanto, anche la scelta delle luci è soggettiva. C’è chi ama un’illuminazione più decisa e chi, invece, predilige atmosfere più soft. In ogni caso, bisogna sempre prestare attenzione al rispetto di tutte le normative in termini di sicurezza, a maggior ragione considerando la presenza di acqua. 

Uno o più lampadari a sospensione, proprio sopra la vasca, rappresenta una delle soluzioni più ovvie, se vogliamo, ma al tempo stesso di grande effetto. Magari sarebbe preferibile scegliere una luce che si possa regolare di intensità, così da avere l’illuminazione più adatta a seconda delle necessità. 

Un’altra opportunità è rappresentata dai faretti ad incasso. Questi possono essere posizionati al di sopra della vasca in modo da garantire una buona illuminazione e anche un tocco di elegante sobrietà. Le sorgenti a Led sono di solito indicate poiché non risentono dell’umidità e non si surriscaldano. 

Volendo, si possono anche combinare luci provenienti dall’alto. Possono essere uno o più faretti, insieme ad altre luci laterali che contribuiscano a creare una certa atmosfera. A propria discrezione, si potrà decidere di accendere tutto quanto insieme o soltanto una delle due cose. 

Per chi ama la cromoterapia, inoltre, si possono scegliere dei faretti che possano emanare una luce di diversi colori, regolabili tramite apposito telecomando. 

Infine, anche una controsoffittatura con appositi “tagli” luminosi può costituire un’ottima alternativa alle altre soluzioni.

Protek Bigfoot

Protek Bigfoot

Progettare con i controteli Protek Bigfoot

Quando si costruisce una nuova casa, o si decide di ristrutturare un alloggio già esistente, sono tantissimi gli aspetti da valutare. Uno di questi è, senza dubbio, l’ottimizzazione degli spazi. Con il sistema Protek Bigfoot potrai sfruttare dello spazio che non immaginavi di avere.

Sappiamo benissimo che, molto spesso, le abitazioni non sono grandi quanto le vorremmo. Motivo per cui diventa ancora più importante non lasciare nulla al caso, con l’obiettivo di sfruttare al meglio ogni centimetro possibile. 

La scelta delle porte, ad esempio, è fondamentale. Le porte non solo possono essere un elemento decorativo importantissimo, ma possono essere determinanti nella definizione e nella ottimizzazione degli spazi. 

L’azienda Protek, leader nel settore dei controtelai e dei sistemi per porte e finestre scorrevoli, partendo dal presupposto che ogni porta di tipo tradizionale (a battente) ha un ingombro di circa 0,65 mq, si dedica da anni alla progettazione ed alla realizzazione di sistemi che possano consentire il recupero di spazio utile: basti pensare che, in una casa di medie dimensioni, utilizzando icontrotelai Protek si possono “risparmiare” anche 8 mq… quasi come avere una stanzetta in più!

Le varie linee brevettate Protek

Protek è un’azienda brianzola nata negli anni ’90. Nel corso degli anni, è riuscita ad affermarsi, in Italia e non soltanto, grazie ai suoi prodotti estremamente innovativi, originali, funzionali e di alta qualità. Soluzioni salvaspazio, moderne e sorprendenti, in grado di adattarsi perfettamente a qualsiasi stile di arredamento. Per soddisfare le esigenze dei clienti più esigenti anche dal punto di vista del design. 

Protek Bigfoot

Sono tante le linee Protek Bigfoot, tutte brevettate, ed ognuna di esse ha delle peculiarità ben precise. Tutti i prodotti hanno comunque in comune tra loro il fatto di essere stati progettati e costruiti con sistemi all’avanguardia “ad incastro”, tanto che i tempi di montaggio si riducono sensibilmente. 

I materiali utilizzati sono tutti di altissima qualità e sono stati pensati per poter durare nel tempo, ad esempio preservandoli dal rischio di corrosione o altre problematiche. ​

Per gli amanti delle linee molto pulite c’è la serie “Linear”. Controtelai che, nella loro sobrietà, annullano completamente stipiti o coprifilo ed esaltano al massimo il design minimalista. 

“Lifty System”, invece, fa della rapidità di montaggio il suo punto di forza. Un sistema autobloccante che non necessita di utensili, ma non per questo trascura, in alcun modo, l’importanza dell’estetica. 

La linea denominata “Skudo”, invece, prevede controtelai pensati in modo specifico per pareti in cartongesso, facili da trasportare e veloci da installare. 

Per risolvere i problemi dovuti ai collegamenti elettrici e per tutti gli appassionati di domotica e tecnologia, l’azienda Protek ha brevettato la serie “Magic Box”. Nella versione “Elektro” si ha la possibilità di alloggiare gli interruttori, le prese elettriche, il termostato ecc. Su tutta l’altezza del controtelaio (e su entrambi i lati). Nella versione “Domotika” i tubi per i cablaggi elettrici e gli impianti idra sono già addirittura premontati, canalizzati ed isolati. 

L’innovazione della linea di controtelai “Protek Bigfoot” 

Un discorso a parte lo merita senza dubbio la linea “Bigfoot”, punta di diamante dell’azienda Protek. 

Con questa linea innovativa, il controtelaio diventa un vero e proprio contenitore in grado di alloggiare davvero di tutto. A seconda delle necessità, grazie al sistema “Bigfoot” i muri possono trasformarsi da semplici pareti divisorie a vere e proprie risorse per contenere oggetti. 

“PROTEK Bigfoot” è un controtelaio che può essere integrato all’interno di un muro oppure anche applicato su una parete già esistente. In base alle esigenze, può essere progettato per essere:

  • una vera e propria scarpiera estraibile
  • contenere l’asse da stiro o attrezzi vari per le pulizie di casa
  • alloggiare un tavolo da estrarre solo al bisogno
  • conservare prodotti alimentari come se fosse una vera e propria dispensa
  • riporre borse, cinture ed accessori vari
  • appendere giacche e cappotti

Si tratta di un prodotto talmente personalizzabile, che può essere utilizzato anche per contenere oggetti più inconsueti, ad esempio, un tapis-roulant oppure una bicicletta.  Con pochi e semplicissimi gesti, tali oggetti possono essere estratti, utilizzati e poi tranquillamente riposti (e dunque nascosti) una volta che non servono più.

Il controtelaio “Protek Bigfoot” può diventare anche un’ottima opportunità per realizzare una cantinetta originale e di grande effetto. Così come può essere un’idea estremamente interessante per inserirvi all’interno il televisore. Di questo avevamo peraltro già parlato in un altro articolo del nostro blog, quello dedicato proprio alle soluzioni migliori per nascondere la TV

In conclusione, possiamo senz’altro dire che i controtelai Protek Bigfoot offrono molteplici ed interessanti soluzioni abitative, tutte rigorosamente made in Italy. Impeccabili dal punto di vista del design e perfette per quanto concerne l’utilizzo funzionale degli spazi, specialmente quando questi non abbondano. 

Luce tecnica o luce d’arredo?

Luce tecnica o luce d’arredo?

Illuminare bene una casa è importante almeno quanto arredarla con stile e personalità. La giusta combinazione di luce naturale e luce artificiale può consentire di valorizzare l’arredo stesso ed anche gli spazi. Può far sembrare più grandi gli ambienti e creando le atmosfere più adatte a seconda dei contesti. Analizziamo insieme come gestire, in un progetto di interni, la luce tecnica o la luce d’arredo. 

Certo, perché le luci non possono e non devono essere tutte uguali, dal momento che non tutte hanno le stesse funzioni. In alcuni casi conta soprattutto l’aspetto pratico, e quindi si può optare in particolare per una luce tecnica. Altre volte, invece, non solo si ha la necessità di illuminare, ma si desidera anche inserire qualcosa di bello, un elemento d’arredo vero e proprio.

Scegliere una luce tecnica significa necessariamente rinunciare ad una luce d’arredo? In realtà no, oggi esistono centinaia di soluzioni che sono in grado di soddisfare qualsiasi tipo di clientela, sia dal punto di vista dell’innovazione tecnologica, e quindi anche delle prestazioni, sia dal punto di vista puramente estetico e di design. 

Vediamo di approfondire insieme alcuni aspetti, soffermandoci soprattutto su certi ambienti della casa.

Luce tecnica o Luce d’arredo: i ribassamenti

Un perfetto connubio tra luce tecnica e luce d’arredo può essere, ad esempio, la controsoffittatura. Questa è da sfruttare come elemento in cui inserire luci moderne e funzionali, in grado però di dare anche un tocco glamour all’ambiente. 

luce tecnica o luce d'arredo

Quando le altezze lo consentono, si possono realizzare dei ribassamenti in cartongesso, senza necessità dunque di dover effettuare importanti lavori di muratura. Grazie a questi è possibile installare i cosiddetti tagli di luce. Una soluzione versatile e modulare che ben si adatta a diverse situazioni, semplicemente optando per intensità di luce o colorazioni differenti. 

Con molta discrezione e semplicità, i tagli di luce inseriti nella controsoffittatura sono in grado di creare un design contemporaneo, anche grazie all’utilizzo dei led. Sono al tempo stesso efficaci, semplificando peraltro la vita a chi si troverebbe in difficoltà dovendo scegliere tra piantane, lampade a sospensione, appliques e così via. 

Senza entrare troppo nello specifico, possiamo dire che, quando si realizza un taglio di luce nel cartongesso, di solito si hanno tre possibilità. Si possono, infatti, realizzare tagli di luce ad emissione diretta, oppure laterale, oppure ancora indiretta. Sono tre tipi di lavorazione differenti tra loro, proprio per poter garantire risultati diversi a seconda del tipo di luce che si desidera. Per fare un esempio, l’emissione indiretta è quella più adatta a corridoi o disimpegni, comunque a zone solo di passaggio. 

La tipologia di striscia a led prescelta, ed il suo posizionamento, sono determinanti per il risultato finale. 

Un’altra soluzione cui si ricorre spesso, tra luce tecnica e luce d’arredo, è quella costituita dalle cosiddette velette. 

Anche in questo caso si tratta di opere edili realizzate in cartongesso, le quali servono per creare dei ribassamenti del soffitto per ottenere soluzioni molto particolari. Velette lineari, curve, inclinate, su più livelli. Sono tantissime le realizzazioni possibili grazie all’uso del cartongesso. Ed anche queste velette, oltre a donare già di per sé stile e personalità all’ambiente, possono essere sfruttate per inserire vari sistemi di illuminazione, tipo strisce a led, faretti, ecc. 

Luce calda, fredda o naturale?

Molto importante, quando si sceglie tra luce tecnica e luce d’arredo, è la “temperatura” della stessa, quel parametro che sta ad indicarne la tonalità e che si misura in Kelvin. 

Valutare correttamente la temperatura dei sistemi di illuminazione è basilare. Tra una luce “calda” ed una “fredda” c’è un’enorme differenza, e fare una scelta sbagliata può stravolgere completamente il risultato desiderato. 

Tanto per intenderci, le esigenze di illuminazione che possono esserci in un soggiorno living, fatto per la convivialità e per i momenti di relax, sono ben diverse rispetto a quelle di un bagno dove magari ci si deve anche truccare, radere, ecc. 

Una temperatura bassa, compresa tra i 3000 e i 3500 K, determina una luce calda, con tonalità che possono virare verso il rossiccio, l’arancione, il giallo o il bianco caldo. Le luci calde sono quelle da prediligere in ambienti in cui si vuole un’atmosfera rilassante e familiare e, in generale, sono le più adatte nelle case in cui prevalgono il legno, la pietra, ecc. 

Ci sono, poi, le luci cosiddette naturali: si tratta di quelle che hanno una temperatura che va dai 3500 ai 4000 gradi Kelvin e sono le luci che si avvicinano maggiormente all’illuminazione che, naturalmente, ritroviamo durante la giornata. Una tonalità piuttosto neutra, insomma, un bianco né troppo caldo né troppo freddo. Sono le più adatte negli ambienti moderni, dal design più minimalista, perché riescono ad esaltare al massimo le linee “pulite” dell’arredamento.

Infine, quando si superano i 5000 gradi Kelvin, si ha una luce che viene comunemente definita fredda. Di solito, parliamo di un bianco piuttosto intenso e che tende lievemente verso l’azzurro e il blu. Ottime luci se si ha bisogno di vedere molto bene (ad esempio, per individuare piccole imperfezioni, tipo nelle fabbriche o nelle carrozzerie), ma in un contesto casalingo non sempre sono la scelta più idonea. 

Come illuminare la zona tavolo

Nella zona living, di solito è bene prevedere diverse fonti di illuminazione. 

Ci deve essere, innanzitutto, un sistema che illumini diffusamente l’ambiente, magari attraverso un impianto incorporato nella controsoffittatura, oppure attraverso apposite appliques, ecc. 

luce tecnica vesoi

In più, è sempre necessario pensare a luci più specifiche che vadano ad illuminare certe zone in particolare. Una di queste è, ad esempio, l’eventuale tavolo da pranzo. 

Prevedere una fonte di illuminazione dedicata in modo specifico alla zona del tavolo è molto importante. Questo perché in quella parte del soggiorno è necessario avere una luce più diretta, diversa da quella che occorre, ad esempio, se ci si accomoda sul divano. 

Di solito, tra luce tecnica o luce d’arredo, si opta per una lampada da sospensione. Anche più di una se il tavolo ha una certa imponenza e se l’ambiente è sufficientemente ampio. L’importante è che questa lampada si raccordi perfettamente al resto del sistema di illuminazione. Tanto per intenderci, se vogliamo scegliere una lampada sospesa di grande impatto, è meglio che tutto il resto sia meno vistoso.

Diversamente, si possono anche progettare dei bei sistemi di illuminazione alternativi, magari con l’uso dei faretti. E’ necessario tener conto delle diverse esigenze tra una zona e l’altra del living, quindi avendo comunque cura di poter illuminare, quando necessario, in modo diretto e specifico anche la zona del tavolo. 

Luce tecnica o luce d’arredo: Piantane nella zona salotto

Come già accennato, nella zona living è importante differenziare le fonti di illuminazione. 

Ci deve essere qualcosa di generico, qualcosa di specifico per la zona tavolo e poi, indubbiamente, anche una luce adatta per l’angolino dedicato al salotto vero e proprio. La zona del divano o della poltrona, quella dove magari amiamo ricevere qualche amico oppure rifugiarci per leggere un libro o rilassarci. 

piantana e poltrona Bonaldo

In questa parte di casa, così intima e d’atmosfera, una delle soluzioni più adatte è senz’altro la piantana. Ne esistono tantissimi tipi, estremamente diversi per stile e dimensioni. A seconda dell’utilizzo che si presume di farne, può essere utile pensare a luci la cui intensità possa essere regolata. E magari che possano anche essere direzionabili (molto comode per leggere, ad esempio). 

Le piantane, anche dette lampade da terra, possono essere molto minimaliste, e quindi quasi mimetizzarsi nel contesto circostante. Possono invece diventare vere e proprie protagoniste dell’arredamento. E’ una questione di gusti e di scelte, l’importante è che ci sia sempre armonia rispetto all’ambiente visto nella sua totalità, e che la visione d’insieme risulti equilibrata e mai eccessiva. 

Appliques in camera da letto

Anche la camera da letto può essere illuminata in vari modi, ed anche in questo caso bisogna sempre prevedere la possibilità di differenziare le fonti di illuminazione a seconda delle singole zone e delle diverse necessità. 

luce tecnica vesoi

Accanto al letto, ad esempio, ci vanno sempre delle abat-jour appoggiate sui comodini oppure bisogna trovare altre soluzioni, anche più alternative, che consentano di fare luce soltanto nella zona specifica. 

E per illuminare l’intera stanza, invece? In questo caso, non di rado si ricorre alle appliques, tanto più che oggi ne esistono di tantissimi modelli. Anche gli amanti del design e della tecnologia possono tranquillamente trovare ciò che fa per loro. Sbaglia chi pensa che le appliques siano un sistema ormai superato, un po’ troppo tradizionale. 

Basti pensare che esistono anche dei modelli che possono essere utilizzati in sostituzione delle tradizionali lampade poste sui comodini. Intanto, perché non sempre ci sono i comodini, dal momento che sempre più frequentemente si opta per soluzioni alternative (ne avevamo anche parlato in un nostro approfondimento). E poi, in ogni caso, anche qualora il comodino accanto al letto fosse presente, può essere utile ed originale pensare ad un sistema di illuminazione che provenga dalla parete. 

Esistono, a tale scopo, anche delle interessanti appliques con braccio estensibile che possono essere sistemate accanto al letto ed utilizzate proprio come se fossero delle abat-jour. Potendo dirigere il fascio di luce come meglio si crede, si rivelano ottime lampade da lettura. Allo stesso tempo, conferiscono all’ambiente un bel tocco di originalità.

La cucina con isola

La cucina con isola

La cucina con isola è, da qualche anno a questa parte, una delle preferite da chiunque voglia ristrutturare la propria casa o acquistarne una nuova. Infatti le cucine moderne con isola sono tra le composizioni più richieste nei negozi di arredamento.

Se, un tempo, gli spazi della casa erano nettamente divisi tra loro e la cucina costituiva un mondo a sé, oggi la tendenza è quella di abbattere le pareti e dare vita ad ambienti più spaziosi e funzionali. 

cucina con isola

In particolare, sempre più spesso le cucine moderne con isola diventano un tutt’uno con la zona living. Senza muri o porte che separano, ma semplicemente creando una sorta di divisione tra le due zone con il semplice utilizzo dell’arredamento. 

Uno degli elementi che può caratterizzare questi ambienti open space è, senza dubbio, l’isola. 

La cucina con isola come elemento di congiunzione o separazione con il living?

Uno dei principali vantaggi dell’ambiente aperto, che ospiti la cucina con isola ed anche il living, è che si riescono a vivere molto più agevolmente i momenti di convivialità.

Nelle abitazioni di concezione un po’ più datata, la cucina era sempre un elemento separato. Questo significava che chi si occupava della preparazione dei piatti restava sempre un po’ sacrificato rispetto al resto della famiglia o rispetto ad eventuali ospiti. 

cucina con isola lago

Con un unico ambiente, l’interazione e la condivisione tra le persone diventa molto più semplice ed immediata, e questo costituisce senza dubbio un aspetto positivo. 

Inoltre, lo spazio disponibile risulta più facilmente sfruttabile, e questo consente di ottimizzare anche quegli ambienti la cui metratura non è particolarmente generosa. 

Inserire le cucine moderne con isola, proprio tra la parte dedicata alla cucina e quella destinata al living, è quasi sempre una mossa azzeccata. Ovviamente laddove lo spazio lo consenta si può optare anche per una cucina con piano snack.

L’isola come separazione tra due ambienti

La cucina con isola, per la sua stessa conformazione, costituisce un elemento in grado di creare una certa separazione tra le due zone. Ma al tempo stesso rappresenta anche quell’accessorio perfetto che unisce, che congiunge gli spazi. L’altezza è tale da consentire comunque di avere una visuale completa dalla cucina verso la zona living, e viceversa. Questo favorisce dunque i momenti di conversazione e condivisione. Senza parlare, poi, della comodità di poter tenere sempre d’occhio, ad esempio, eventuali figli piccoli. Le cose belle non devono per forza costringere a rinunciare alla praticità!

Una cucina con isola posta al centro dell’open space riesce ad essere utile, perché costituisce un importante piano d’appoggio multifunzionale ed anche un praticissimo spazio contenitivo. E’ anche in grado di donare all’intero ambiente un aspetto decisamente moderno e ricercato. L’importante è progettare tutto l’insieme facendo in modo che ci sia continuità ed armonia tra le due differenti zone. Stile, colori e materiali prescelti dovranno essere abbinati con cura, così da garantire un effetto finale raffinato e di grande impatto visivo. 

Per chi vuole, in qualche modo, sottolineare maggiormente la separazione tra gli spazi, esistono comunque molte altre possibilità. Pur lasciando aperto l’ambiente e pur mantenendo l’idea della cucina con isola. Ad esempio, si possono creare due pavimentazioni a contrasto (mattonelle in cucina, supponiamo, e parquet nel resto della zona living). Oppure inserire uno scalino che doni un minimo di dislivello, oppure ancora creare interessanti giochi di controsoffittature, ecc. 

Come sfruttare la cucina con isola

Quando si parla di isola, che cosa s’intende esattamente? In realtà, le isole non sono tutte uguali, per cui vediamo di capire insieme quali siano le tipologie di isola più diffuse:

Isola utilizzata semplicemente come piano di lavoro

In questo caso, costituisce un utile bancone, più o meno ampio a seconda delle esigenze e dello spazio che si ha a disposizione, adatto per la preparazione dei cibi, per appoggiare utensili vari, oppure anche per consumare pasti veri e propri, veloci spuntini o fare colazione. Può, in pratica, trasformarsi in una pratica superficie su cui mangiare in maniera un po’ informale, magari utilizzando degli sgabelli abbinati, che peraltro possono aggiungere un ulteriore tocco di design. 

Isola destinata al lavello ed alla lavastoviglie

Quando la casa è in fase di edificazione, o se si sta eseguendo una ristrutturazione radicale e si realizzano quindi gli appositi impianti nuovi, l’isola può essere una buona soluzione anche per inserire la cosiddetta “zona lavaggio”, vale a dire il lavello, con relativo gocciolatoio, e la lavastoviglie. 

Isola come zona cottura:

Un’altra soluzione è quella che prevede l’isola come elemento destinato alla cottura dei cibi. In questo caso deve essere predisposto tutto ciò che occorre per inserire il piano cottura e deve essere previsto anche un adeguato impianto di aspirazione dei fumi e dei cattivi odori, grazie ad una cappa a sospensione posta sopra l’isola stessa. 

cucina con isola con tavolo

Non è raro che, spazio permettendo, si decida di sfruttare l’isola sia come zona lavaggio, sia come zona cottura. Avendo cura di progettare il tutto con un certo criterio, e rispettando le dovute distanze tra un elemento e l’altro, nulla vieta di inserire lavello e piano cottura nella medesima isola. Se si ha la possibilità di inserirne una piuttosto lunga e anche profonda, si può riuscire addirittura a ricavare anche un bel piano d’appoggio. Il tutto ottimizzando la funzionalità della cucina con isola sotto ogni punto di vista. 

Insomma, collocare un’isola multifunzionale tra la cucina e la zona living può rivelarsi una buona soluzione sia dal punto di vista estetico, proprio per le sue caratteristiche peculiari che la rendono contemporaneamente un elemento dicongiunzione e separazione, ma anche dal punto di vista della praticità e dell’ottimizzazione degli spazi.

Il tappeto per il salotto

Il tappeto per il salotto

Il tappeto per il soggiorno può rappresentare un importante complemento d’arredo all’interno di una casa. E’ importante che il tappeto per il salotto o il tappeto per il living in generale sia contestualizzato e in armonia con il resto degli arredi.

In particolare, nel salotto o comunque in quella che viene definita la “zona giorno”, un tappeto scelto con attenzione e cura può sempre dare un tocco in più di eleganza, stile e personalità.

Ciò che conta, come dicevamo, è che la scelta del tappeto per il soggiorno venga effettuata tenendo conto di tutto l’ambiente circostante. Dimensioni, forma, colori e tipo di tessuto, ad esempio, sono tutte caratteristiche di un tappeto per il living che devono essere in armonia con il resto dell’arredamento.

Vediamo insieme quale può essere l’importanza di un bel tappeto nella zona giorno e cerchiamo di capire come ci si può orientare nella scelta.

La forma del tappeto per il salotto

tappeto per il salotto

Innanzitutto, bisogna dire che inserire un tappeto per il living può avere molteplici vantaggi:

  • Il pavimento resta più isolato
  • La zona appare subito più “calda” ed accogliente
  • Può diventare un’utile superficie d’appoggio, soprattutto per chi ha bambini che amano sedersi o giocare sul pavimento
  • Il tappeto per il soggiorno definisce meglio gli spazi e può valorizzare altri elementi dell’arredamento, come ad esempio il divano o un tavolo

Per quanto concerne la forma, senza dubbio i tappeti più comuni sono quelli rettangolari. Magari più larghi, più stretti, ma comunque tendenzialmente di forma rettangolare (o magari quadrata).

Ciò non toglie che si possa anche optare per qualcosa di un pochino più particolare, magari scegliendo un tappeto per il salotto di forma rotonda oppure ovale.

Per chi è alla ricerca di un pezzo davvero inconsueto e che catturi l’attenzione, invece, esistono addirittura tappeti dalle forme irregolari, asimmetriche.

Quale sia la scelta più adatta è difficile stabilirlo a priori, bisogna sempre valutare tutto il contesto. Certamente possiamo dire che le linee più arrotondate tendono ad ingentilire un po’ di più l’ambiente, quindi sono particolarmente adatte in quei salotti un pochino più classici. Mentre invece optare per linee asimmetriche fa pensare più ad uno stile decisamente molto moderno, giovane, vivace.

Come scegliere il tappeto per il salotto: la dimensione

Sbagliare la dimensione del tappeto per il living è uno degli errori assolutamente da evitare, eppure non è così semplice fare la scelta giusta.

Spesso si ha paura di esagerare, e si finisce con l’acquistare un tappeto troppo piccolo: è un peccato, perché l’ambiente risulterà poco accogliente e si avrà sempre quella sensazione di “incompleto”, come se ci si ritrovasse in un posto in cui manca qualcosa.

Al contrario, c’è chi esagera con le misure e va ad inserire nel salotto un tappeto decisamente sovradimensionato: anche questo è sbagliato, perché si finisce con l’avere un effetto che sembra quasi quello della moquette. E’ importante, invece, lasciare sempre il giusto spazio al pavimento, in modo tale che risulti ben visibile attorno al tappeto.   

La scelta del tappeto dalle giuste dimensioni non dipende soltanto dall’ampiezza della stanza in cui deve essere collocato, ma anche dalla disposizione dei mobili. Pertanto, definire una misura standard in base alla metratura della zona living non è possibile: ci sono altre variabili di cui tener conto.

Tono di colore e texture del tappeto per il soggiorno

Tappeto design Torino

Una volta stabilite le dimensioni e la forma del tappeto per il salotto, non resta che decidere il tipo di tessuto che vorremmo che avesse il nostro bel tappeto per il soggiorno, nonché le tonalità di colore più azzeccate.

Partiamo dai materiali. La scelta può dipendere, senza dubbio, dai gusti personali, ma in qualche modo deve essere sempre vista in funzione di quello che è lo stile generale dell’ambiente circostante.

Se ci troviamo in una casa arredata in maniera un pochino rustica, o anche in stile etnico, supponiamo, ci potrà stare molto bene un tappeto realizzato in fibre più grezze, naturali, come potrebbe essere la juta.

Se, invece, ci riferiamo ad un salotto arredato in modo più classico, meglio optare per tessuti tradizionali, come la lana o il cotone. In questi contesti, i tappeti persiani, seppure talvolta un po’ costosi, possono risultare i più adatti.

I tappeti possono essere a pelo raso o a pelo lungo, e questa distinzione ha anche molto a che fare con le stagioni. In primavera/estate, è sempre preferibile sfoggiare dei tappeti realizzati in tessuti più “freschi”, che non diano l’idea di qualcosa di troppo caldo.

Viceversa, con l’arrivo dell’autunno e della stagione invernale, si può decidere di ricorrere a modelli con il pelo più lungo, che diano proprio un’impressione di calore: i classici tappeti soffici ed avvolgenti, perfetti nei pressi di un caminetto acceso, tanto per intenderci.

E’ importante pensare sempre alla manutenzione di cui il tappeto per il soggiorno necessiterà: ci sono tessuti, come il cotone ed anche quelli sintetici, che chiaramente sono più semplici da pulire e danno meno preoccupazioni. Altre texture potrebbero necessitare di una pulizia di tipo professionale, meno pratica.

Quando si sceglie il tappeto per il salotto, è bene considerare anche quali sono le proprie abitudini e quanto il tappeto potrebbe essere esposto al rischio di sporcarsi molto (presenza di bambini, animali, ecc.)

E che dire dei colori?

Quando ci si trova a dover scegliere il colore del tappeto per il soggiorno, sostanzialmente sono due le opzioni: o si decide di seguire la “palette” della zona living, riprendendo le medesime tonalità già presenti nell’ambiente, oppure si può decisamente giocare sul contrasto, andando ad inserire una macchia di colore che vada a stravolgere un ambiente magari un po’ troppo monocromatico.

Anche in questo caso, non esiste una regola che valga per tutti. E’ una questione di gusti soggettivi e, ovviamente, di abbinamenti corretti da fare.

Possono essere bellissimi i tappeti dai colori neutri, come il beige, il grigio e il tortora. Così come possono essere perfetti certi tappeti in cui prevalgono tinte vivaci, ad esempio un bel rosso acceso. Tutto è relativo ed è legato al contesto circostante.

Quando l’ambiente è un po’ rustico, oppure dal carattere esotico/etnico, possono risultare vincenti certi colori tendenti alle tonalità del marrone, dell’arancio e dell’ocra.

Bisogna poi scegliere tra un tappeto in tinta unita oppure un tappeto con una qualche fantasia, con dei disegni o delle decorazioni: in quest’ultimo caso, ci possono essere motivi più classici ed altri, invece, più adatti ad un contesto minimalista e moderno. Molto attuali, ad esempio, sono i tappeti con i colori ben delineati in forme geometriche.

Tappeto nella zona living: sotto il tavolo o davanti al divano?

tappeto davanti al divano

Finora abbiamo parlato genericamente di tappeti per la zona giorno, ma in realtà occorre fare una piccola distinzione.

Infatti, ci possono essere tappeti più adatti per essere collocati al di sotto del tavolo, nella cosiddetta sala da pranzo. Altri invece più indicati per essere sistemati davanti al divano, nel salotto vero e proprio.

Nel primo caso, il tappeto deve avere dimensioni generose, tali da contenere abbondantemente il tavolo e tutte le sedie sistemate attorno ad esso. Anche quando le persone sono sedute, le gambe delle sedie devono comunque poggiare tutte sul tappeto.

La scelta del materiale deve essere particolarmente oculata. Chiaramente sono da preferire tappeti che non si rovinino troppo nel caso dovesse caderci sopra del cibo. Oppure che non risentano eccessivamente del peso di tavolo, sedie e persone.

La forma, generalmente, deve riprendere quella del tavolo stesso: tavolo rettangolare, tappeto rettangolare, e così via. Volendo, ad un tavolo ovale si può anche abbinare un tappeto rettangolare, ma è sconsigliabile fare il contrario.

Per quanto concerne il tappeto per il salotto da collocare nella zona relax, dove c’è il divano, si può decidere di acquistare un modello di grosse dimensioni, che possa “ospitare” il divano stesso. La regola vorrebbe che dovrebbe poter ospitare anche il tavolino ed anche un’eventuale poltrona aggiuntiva. In alternativa, si può invece optare per qualcosa di un po’ più piccolo. Un tappeto da posizionare semplicemente di fronte al divano (e su cui collocare, volendo, il solo tavolino).  

Come abbellire casa in primavera

Come abbellire casa in primavera

Pronti per rinnovare casa in primavera? Mai, come quest’anno, c’è una gran voglia di tutto ciò che la primavera, da sempre, rappresenta: natura, libertà, vita all’aperto, colori, rinnovamento, rinascita. Vediamo come abbellire casa in primavera.

Ne avevamo già parlato a proposito dell’autunno: anche la casa può “vestirsi” per l’occasione e, con qualche accorgimento, acquisire un’atmosfera tutta particolare, anche senza dover apportare chissà quali stravolgimenti all’arredamento. 

Con l’arrivo della primavera siamo soliti riporre cappotti e abiti invernali, per lasciar spazio ad accessori più in sintonia con la nuova stagione. Ecco, anche per la casa può accadere la medesima cosa. Si possono temporaneamente mandare in soffitta cuscini di lana, plaid e decorazioni invernali varie, per lasciare spazio a nuovi dettagli che richiamino i colori, i profumi e tutta l’atmosfera frizzantina tipicamente primaverile. 

Per chi desidera, quest’anno più che mai, rinnovare in stile primaverile la propria casa, ecco qualche nostro semplice suggerimento.

Come rinnovare casa in primavera con i tessuti d’arredo

rinnovare casa in primavera

Con l’avvento della primavera, non si ha soltanto voglia di fare pulizia nel senso letterale del termine, ma si avverte anche un gran desiderio di portare una ventata di novità e freschezza tra le pareti domestiche. 

Pensare di stravolgere completamente l’arredamento non è, ovviamente, una cosa possibile. Sostituire alcuni mobili, cambiare il colore delle pareti o addirittura ritinteggiare tavolini, sedie, sgabelli, mensole, può essere, senza alcun dubbio, un modo efficace per abbellire casa in primavera. Si tratta, però, di interventi piuttosto radicali, e non è che si possa proprio stravolgere casa con l’avvicendarsi delle stagioni. Sarebbe un pochino complesso ed anche costoso.

Per rabbellire casa in primavera ci sono anche soluzioni più semplici da mettere in pratica, e molto più facili da riadattare a seconda del periodo. Può anche essere sufficiente, ad esempio, partire dai tessuti d’arredo.

Dopo mesi di freddo e grigiore, portare dentro casa un po’ di colori allegri non può che giovare. Con meno di quanto si possa pensare, immediatamente si avrà una sensazione di freschezza, solarità, leggerezza: in una parola sola, una sensazione di primavera!

L’importanza delle tende

Partiamo dalle tende, ad esempio. Con l’arrivo della primavera si può pensare di cambiarle e di utilizzare tessuti più leggeri, eventualmente anche meno coprenti. L’importante lasciar filtrare meglio la luce tipica della stagione, con tonalità di colore più chiare. 

Lo stesso dicasi per i tappeti. Se durante i mesi freddi si ha un tappeto in salotto con determinate caratteristiche prettamente invernali (per tipo di tessuto, trama e colori), con l’arrivo della bella stagione sarebbe preferibile sostituirlo con un modello più fresco, più adatto al periodo. Insomma, per abbellire casa in primavera, via il tappeto a pelo lungo che fa tanto “effetto Natale”. Diamo il benvenuto al tappeto in cotone écru o in iuta, nei toni neutri del beige/grigio/tortora. Oppure con colori pastello o tinte decisamente vivaci. 

Per chi non ama i tappeti, un altro elemento da sfruttare per dare un tocco di novità all’ambiente è costituito dai cuscini, in particolare quelli che di solito si utilizzano su divani, poltrone o sedie. Basta optare per colori pastello, tipo il celeste, il giallo, il verde o il rosa pesca, solo per citarne alcuni, per abbellire la casa in primavera. Per non parlare, poi, della scelta delle trame: forme geometriche o temi floreali possono essere perfetti per la stagione alle porte. L’importante, chiaramente, è utilizzare tessuti freschi e leggeri, come il lino, il cotone e la seta. 

I tessuti d’arredo possono essere rinnovati non solo in salotto, ma anche in cucina. Magari proponendo tovaglie, tovagliette e runner con fantasie allegre e tipicamente primaverili. Allo stesso modo anche la camera da letto può contribuire ad abbellire la casa in primavera. Una volta archiviati piumoni e coperte di lana, facciamo spazio a freschi copriletto in cotone, anche questi con colori e fantasie adatte, oltre che all’ambiente circostante, anche alla stagione primaverile. 

Arredare con le piante

abbellire la casa in primavera con la libreria lago

Abbiamo già affrontato il tema di come arredare casa con le piante e di quanto possano essere importanti anche dal punto di vista del design. 

L’uso delle piante da appartamento, però, può anche essere uno dei modi più semplici ed economici per rinnovare un pochino l’ambiente e, soprattutto, per abbellire la casa in primavera.

Dopo il periodo autunnale ed invernale, durante il quale le piante sono un po’ in una situazione di stand-by, la primavera costituisce, per definizione, la stagione dell’anno in cui tutta la vegetazione riprende vita, con nuove foglie e belle fioriture. 

Valorizzare tutte le stanze della casa con un po’ di piante rigogliose, magari inserite in vasi dai colori pastello, può essere un modo semplicissimo ed efficace per portare una ventata di freschezza. 

Se non si vogliono utilizzare vasi tradizionali, si possono anche acquistare o realizzare autonomamente delle soluzioni alternative. Cassettine in legno, magari colorate ad hoc, ceste più o meno grandi. Anche l’arte del riciclo, in questi casi, funziona molto bene. Chi ha fantasia e un po’ di manualità, potrà realizzare dei contenitori per piante e fiori anche partendo da semplici bottiglie di plastica. Oppure da tazze e ciotole in ceramica. Vanno benissimo anche se sono un po’ sbeccate. Sono tutte ottime strategie per abbellire la casa in primavera.

In ogni caso, fiori e piante sono – e saranno sempre – uno degli elementi distintivi della primavera. Collocarne qua e là in casa, specialmente con l’arrivo della bella stagione, non può che essere una mossa vincente. Valorizzarli con i giusti vasi, abbinati al contesto della casa e all’atmosfera primaverile, è quanto di meglio ci possa essere. 

Altre soluzioni per rinnovare casa in primavera

Rinnovare casa in primavera con i tessuti d’arredo e valorizzare piante e fiori sono, senza dubbio, due modi molto semplici ed immediati per trasformare la casa dopo il periodo invernale, e per donarle in un attimo allegria e spirito primaverile. 

Volendo, però, ci sono numerosi altri accorgimenti che possono contribuire al rinnovamento. Tralasciando gli interventi importanti come ritinteggiare le pareti, cambiare parte del mobilio o altro ancora, tutte cose molto efficaci ma più difficili da realizzare se lo si fa soltanto per una questione di stagionalità, si possono ad esempio sostituire le cornici appese ai muri, optando per linee più minimaliste e dai colori più allegri, oppure si possono aggiungere qua e là dei piccoli complementi d’arredo che richiamino, per stile e colore, proprio la stagione primaverile. 

Anche l’illuminazione, con l’arrivo della primavera, viene coinvolta. Le giornate si allungano, le ore di sole sono di più, e quindi l’utilizzo dell’illuminazione artificiale, di fatto, è inferiore. Può essere carino, comunque, pensare a qualcosa di un po’ innovativo e fuori dagli schemi. Magari sfruttando la tecnologia a led che, con spese anche piuttosto contenute, consente di progettare soluzioni simpatiche e in tema con la stagione. 

Anche le candele profumate, scegliendo le essenze più adatte, possono trasformarsi in un valido aiuto per dare all’ambiente quell’atmosfera tipicamente primaverile che ci riempie di nuova energia positiva.

Arredare con le piante

Arredare con le piante

La costante ricerca di una dimensione sempre più naturale sta diventando, da alcuni anni a questa parte, una vera e propria tendenza anche per quanto concerne il mondo dell’ interior design. Per questo motivo arredare casa con le piante o arredare con le piante grasse stanno diventando delle pratiche utilizzate da moltissime persone.

Arredare casa con piante è un trend in continua ascesa. Sarà perché siamo sempre all’inseguimento di cose che ci facciano sentire in armonia con la natura e che producano benessere (alcuni studi sembrano dimostrare che la presenza di vegetazione è salutare per le persone poiché migliora la qualità dell’aria). Sarà che le piante sanno comunque essere davvero belle e decorative (anche le meno costose). Sta di fatto che oggi sono sempre più numerose le persone che decidono di inserire un po’ di “verde” in salotto, in cucina, in camera da letto, in bagno, ovunque! 

Le piante, insomma, sono sempre più apprezzate non soltanto per gli ambienti esterni, quindi da tutti coloro che dispongono di balconi, terrazzi o giardini, ma si rivelano particolarmente versatili e decorative anche tra le pareti domestiche.

Lago libreria Weightless per arredare con le piante

Arredare casa con le piante può voler dire progettare gli spazi e gli arredi per consentire di poterle distribuire al meglio. Perché le piante sono sicuramente degli elementi estetici, ma possono assumere degli scopi particolari. Per esempio si possono utilizzare come elemento separatore tra due o più ambienti. Una soluzione particolare che vi consigliamo di valutare, è senza ombra di dubbio la libreria Weightless di Lago. Si tratta di una libreria sospesa a soffitto che può fungere da supporto per piante ricadenti e non. Una soluzione leggerissima dal punto di vista estetico, funzionale per arredare casa con le piante e originale al tempo stesso.

arredare con le piante
Mobili Lago Torino

Arredare casa con le piante: il giardino verticale

Collocare qua e là delle piante, piccole o grandi che siano, è certamente la soluzione più semplice e ovvia. Questo non significa necessariamente che sia una soluzione banale, anzi. Come vedremo più avanti, sapendo scegliere con gusto e attenzione i vasi più giusti, si possono comunque ricreare ambientazioni assolutamente suggestive. 

arredare casa con le piante ronda design
Ronda Design Torino

Tuttavia, volendo arredare casa con le piante o arredare con le piante grasse, si può decidere, ad esempio, di inserire un giardino verticale dentro casa. Una parete che, in pratica, prende vita: un tripudio di verde e altri colori che saprà senz’altro stupire. 

Le soluzioni, in tal senso, sono numerose. Una di queste è quella che prevede l’utilizzo di una vera e propria boiserie come supporto del giardino verticale. Si può trattare, ad esempio, di una soluzione modulare che può prendere forma a seconda delle necessità e delle preferenze. Una serie di doghe, preferibilmente realizzate in legno o comunque in materiali naturali ed ecosostenibili, installate in maniera tale da costituire un valido supporto per la composizione di piante che si vuole creare. E’ molto importante, infatti, riuscire a prendersi cura in maniera adeguata delle piante, per valorizzarle al meglio.

La parete boiserie utilizzata come giardino verticale è, dunque, un modo accattivante e innovativo per portare dentro casa un po’ di natura, creando comunque  un ambiente elegante e ricercato. 

Piante da interno: quali sono le più diffuse?

Le varietà che possono essere utilizzate per arredare con le piante, inutile dirlo, sono numerosissime. Vediamo insieme, però, quali sono le più comuni nelle abitazioni degli italiani. Anche per scoprire brevemente le loro caratteristiche e capire come mai siano tanto apprezzate (oltre che per la loro indiscussa bellezza, s’intende):

– Ficus Benjamin: è forse la pianta più diffusa in assoluto, capace di raggiungere dimensioni decisamente ragguardevoli. Si tratta di una pianta molto resistente e che sa adattarsi bene anche ai cambiamenti climatici, adatta anche a zone della casa non troppo soleggiate.

– Dracena Marginata: è quello che, comunemente, tutti chiamano Tronchetto della Felicità. Anche in questo caso, si tratta di una pianta diffusissima e che non necessita di particolari cure, molto decorativa e semplice da mantenere in salute.

– Zamioculcas: originaria della Tanzania e caratterizzata da foglie molto lucide, questa pianta predilige i luoghi caldi e luminosi, ma non l’esposizione diretta ai raggi solari. 

– Anthurium: si tratta di una pianta esistente in tantissime specie differenti, tra le quali la varietà Andreanum è forse la più diffusa. E’ ottima come pianta da appartamento perché teme le temperature troppo basse, dunque fuori non potrebbe stare. Ama la luce ma non i raggi solari diretti, comedel resto molti altri esemplari. – Begonia: anche di questa pianta esistono molteplici varietà, ma resta comunque una delle più apprezzate, soprattutto grazie alle sue splendide fioriture. 

L’elenco, in realtà, è quasi infinito. Una menzione particolare, però, la meritano senz’altro le cosiddette piante grasse. Anche in questo caso, si va da proporzioni minime, parliamo di pochissimi centimetri, fino ad arrivare ad esemplari con dimensioni piuttosto generose. Sono piante che necessitano di pochissime attenzioni, vanno infatti innaffiate saltuariamente, e quindi sono perfette anche per chi ha poco tempo da dedicar loro. Inoltre, proprio per le caratteristiche estetiche un po’ particolari, si adattano più di altre a certi contesti in stile minimalista o industriale. 

Arredare con le piante: quali in camera da letto?

Avete mai sentito dire che arredare con le piante va benissimo, ma in camera da letto proprio non ci dovrebbero entrare? Sicuramente sì, è un’opinione piuttosto diffusa. Ma sarà poi davvero così? E, in ogni caso, questo vale per qualsiasi tipo di pianta?

Sappiamo bene che, per via del processo chiamato fotosintesi clorofilliana, le piante fondamentalmente consumano anidride carbonica e producono ossigeno. Di notte, però, l’anidride carbonica viene rilasciata, ed è questo il motivo per cui si è sempre pensato che tenere in camera da letto delle piante fosse dannoso. 

Il concetto, di per sé, non è sbagliato: tuttavia, bisogna tener presente che il fenomeno può essere particolarmente rilevante per quelle piante che vivono in climi tropicali o desertici. Invece nelle zone temperate (come la nostra) le piante hanno in pratica adottato delle strategie per cui la quantità di anidride carbonica rilasciata nell’aria risulta comunque decisamente inferiore rispetto a quella assorbita. Insomma, sembra che non ci possa essere alcun pericolo per la salute delle persone. 

Arredare con le piante grasse

Arredare casa con le piante grasse può essere un modo anche meno impegnativo per avere zone verdi senza dover badare molto alla loro cura. Infatti questa categoria di piante, più di altre, ha saputo rendere più efficiente la fotosintesi. Si tratta proprio delle piante grasse, di cui abbiamo già parlato, tipo il cactus e l’agave. Addirittura, queste chiudono gli stomi durante la giornata (così da non disperdere acqua) e li aprono durante la notte (assorbendo anidride carbonica). Si tratta, dunque, delle più sicure in assoluto per chi desidera tenere comunque delle piante anche in camera da letto.  

Scegliere un vaso coerente con l’arredamento

Se si parla di arredare casa con le piante, non si può non parlare di vasi.

Le piante sono il contenuto, certo, ma anche il contenitore può avere una grandissima importanza dal punto di vista del design. Una bella pianta, se viene inserita in un brutto vaso, o anche solo in un vaso non adatto all’ambiente circostante, perde indubbiamente molto del suo fascino. 

I vasi possono essere realizzati in tantissimi differenti materiali, come terracotta, pvc, legno, pietra o cemento. Ognuno di questi elementi ha delle proprie caratteristiche che possono rendere un vaso più o meno adatto, anche pensando al benessere delle piante stesse, ma quel che è certo è che bisogna saper valorizzare questi elementi decorativi avendo cura di sceglierli in modo tale che siano abbinati al contesto circostante. 

Oltre ai materiali, è chiaro, giocano un ruolo importante anche i colori e la forma di questi vasi. Linee moderne ed altre più classiche, oppure linee country o decisamente in stile “industrial”: ce n’è per tutti i gusti, basta sapere scegliere con attenzione qualcosa che risulti coerente e ben integrato rispetto allo stile della casa.

Come arredare la casa al mare

Come arredare la casa al mare

Avere una casa al mare è, ammettiamolo, il sogno di molti. Un sogno che, per alcuni, è anche realtà. Non è detto che si debba trattare di un appartamento enorme o addirittura di una villa. Spesso si tratta anche solo di un piccolo rifugio che deve essere arredato in modo tale da valorizzarne i punti di forza. Qui di seguito cercheremo di dare qualche suggerimento per arredare con stile una casa al mare.

Colori e tessuti per la casa al mare

Quando si pensa ad un arredamento in stile tipicamente marinaro, i primi colori che vengono in mente sono, senza dubbio, il bianco e il blu. E’ un connubio sempre vincente, che richiama inevitabilmente le atmosfere tipiche delle località marine. 

Come arredare la casa al mare

Partendo dalle pareti, ad esempio, questi due colori possono essere abbinati in tanti modi diversi e utilizzando vari sistemi: la semplice pittura, la carta da parati, le piastrelle, il legno tinteggiato… 

Per rendere luminoso l’ambiente, si può prediligere il classico bianco e poi creare degli effetti particolari facendo invece delle pareti a contrasto blu. Un blu che, a seconda delle preferenze, potrà a sua volta essere più o meno scuro ed intenso.

Si possono prediligere pareti in tinta unita, ma anche optare per qualcosa di più estroso. Ad esempio delle righe orizzontali bianche e blu dipinte direttamente sulla parete. Oppure una carta da parati con una fantasia a tema. Oppure delle ceramiche decorate in stile marinaro, oppure ancora delle assi di legno, magari un po’ grezze, tinteggiate ad hoc. 

Ma non ci sono soltanto le pareti, ovviamente. In una casa al mare sono tantissimi gli elementi dell’arredamento che possono fare la differenza per quanto riguarda il design di tipo “nautico”. Cuscini, tovaglie, tende, tappeti, rivestimenti di sedie, poltrone e divano, e molto altro ancora. 

Anche in questo caso, il blu può farla da padrone, ma nulla vieta di inserire anche altri colori che richiamino quello stile e che si raccordino bene tra loro. Dettagli rossi o gialli, ad esempio, potrebbero essere molto adatti. 

I tessuti da prediligere sono quelli naturali. In particolare, il cotone, la canapa, la iuta e il lino sono senz’altro i più adatti. Con la scelta dei colori giusti, sapranno donare immediatamente un tocco di freschezza e solarità all’ambiente. 

Altri accessori per arredare la casa al mare 

Colori a parte, anche gli oggetti in sé possono giocare un ruolo di rilievo. In una casa al mare, inserire qua e là degli elementi decorativi che richiamino esplicitamente lo stile nautico, è importantissimo. Dei vecchi remi, un’ancora, una composizione di conchiglie o stelle marine, delle belle corde con dei nodi, delle reti da pescatore, piatti decorati, lanterne, candele. Sono tantissime le idee da sfruttare, semplicemente dando libero sfogo alla propria fantasia e avendo cura di fare i giusti accostamenti!

Molto adatti, inoltre, tutti gli elementi in legno naturale ed anche tutto ciò che è fatto di paglia, vimini e bambù. Materiali e tonalità neutre che si sposano perfettamente con il bianco, il blu ed anche con eventuali altri tocchi di colore. 

Persino i vecchi mobili che magari si erano da tempo archiviati in soffitta o in garage, possono avere un’altra occasione proprio nella casa al mare. Con gli opportuni accorgimenti, carteggiandoli e ritinteggiandoli, ad esempio, si può dare loro una seconda vita ed ottenere risultati di grandissimo effetto. 

Come ottimizzare gli spazi

Come dicevamo, nella maggior parte dei casi le abitazioni al mare rappresentano una seconda casa e non hanno dimensioni particolarmente generose. 

Ciò non toglie minimamente fascino a questi appartamenti. Anzi il fatto stesso che non siano troppo grandi li rende ancora più accoglienti e dona loroquell’atmosfera bellissima che sa tanto di “nido”, di rifugio. 

Certo è che, se lo spazio non è moltissimo, deve essere sfruttato nel miglior modo possibile. L’ambiente deve risultare rilassante, accogliente e funzionale al tempo stesso. Ogni centimetro deve essere ottimizzato per non rinunciare alla possibilità di trovare la giusta collocazione a tutto. 

Se la zona giorno (cucina/salotto) è, sempre e comunque, il fulcro della casa, in un’abitazione al mare lo diventa ancora di più. Molto probabilmente una casa al mare è destinata ad ospitare anche amici e famigliari. E’ dunque necessario che questo ambiente venga reso più ampio e fruibile possibile.

In particolare, visto che quando si è al mare si trascorre molto tempo fuori casa, è importante dedicare le giuste attenzioni alla zona pasti. Ritrovarsi a tavola, con la propria famiglia o anche con qualche ospite, è una bella consuetudine che deve essere resa possibile ed anche valorizzata. Se la metratura a disposizione non è molta, meglio pensare a qualche soluzione salvaspazio, come ad esempio tavoli con prolunghe o addirittura a scomparsa. 

Come arredare la casa al mare con i mobili trasformabili

Molto utile, inoltre, può essere l’acquisto di divani-letto o di mobili trasformabili che diano la possibilità di poter ospitare qualcuno anche per la notte. 

Infine, può essere utile progettare armadi che vadano a sfruttare, in altezza, larghezza e profondità, anche quelle nicchie che, diversamente, non avrebbero una grande utilità. In questo modo, si può ricavare moltissimo spazio in più per riporre vestiti, teli per la spiaggia, valigie, giochi dei bambini, biancheria varia, ecc. 

Se si dispone anche di uno spazio esterno, che sia un semplice balcone/terrazzino o addirittura un po’ di giardino, anch’esso dovrà essere valorizzato al meglio. Così da poter essere utilizzato per cene con i propri cari o semplicemente per piacevoli momenti di relax. Anche in questo caso, l’arredamento potrà essere progettato in modo tale da sfruttare al meglio la metratura disponibile, pur senza tralasciare minimamente l’aspetto estetico. 

Soluzioni che creino, ad esempio, una certa continuità di stile e colori rispetto all’ambiente interno, potrebbero essere le più azzeccate.

Piano cottura a induzione o gas?

Piano cottura a induzione o gas?

Per gli italiani, si sa, la cucina è sacra. Per carità, questo non significa che tutti amino trascorrere ore ed ore ai fornelli, ma ciò non toglie che nella nostra cultura, anzi nella nostra natura stessa, ci sia indubbiamente un forte attaccamento alle tradizioni culinarie del nostro Bel Paese. Ecco perché, quando si tratta di allestire o ristrutturare una cucina, capire quale scegliere tra piano cottura a induzione o a gas ha certa importanza. Al giorno d’oggi, fondamentalmente, le opzioni sono due: il classico piano cottura a gas, quello tradizionale che tutti conosciamo benissimo, e il più innovativo piano cottura a induzione. La domanda sorge spontanea: Meglio piano cottura a gas o induzione?

piano cottura a gas o induzione
Piano cottura induzione Neff

Se in altre parti del mondo i piani a induzione stanno gradatamente soppiantando quelli a gas, qui in Italia c’è ancora una certa diffidenza e molte persone non sanno cose e come scegliere tra un piano cottura a induzione o a gas. Vediamo, dunque, quali sono esattamente le caratteristiche dei piani a induzione e scopriamone eventuali difetti ma, soprattutto, i numerosi pregi.

Come funzionano i piani cottura a induzione o a gas?

Innanzitutto, facciamo un rapido confronto tecnico tra il funzionamento di un piano cottura a gas e quello, invece, di un piano cottura a induzione.

Principio di funzionamento piano cottura ad induzione

Il piano cottura a gas, di solito il piano è realizzato in acciaio, oppure può essere smaltato, in vetroceramica o in vetro temperato. Sono poi presenti dei bruciatori da cui fuoriescono le fiamme, generalmente un sistema di sicurezza che interrompe l’erogazione del gas se la fiamma si spegne. Apposite griglie in acciaio o ghisa su cui appoggiare le pentole e, infine, comandi posizionati frontalmente o lateralmente. L’accensione avviene ormai sempre elettronicamente e, in pratica, dietro ad ogni manopola si cela una sorta di rubinetto che apre e chiude il flusso di gas verso il relativo bruciatore. Ruotando la manopola, si aziona una candela che fa accendere la fiamma.

I piani cottura a induzione, invece, sono realizzati in vetroceramica, sono completamente piatti e lisci, con comandi touch, e vengono alimentati dalla corrente elettrica. La loro particolarità consiste nel riuscire a generare un campo elettromagnetico che si trasforma in calore. O meglio che riesce a fare in modo che il fondo della pentola si surriscaldi (ma solo quello, in modo circoscritto). Perché tutto ciò possa avvenire, è necessario utilizzare un apposito pentolame, dotato di fondo ferroso magnetico, specifico proprio per questo tipo di cottura. 

Piccoli aspetti critici da considerare se si sceglie un piano a induzione

Se vogliamo, proprio la necessità di dover utilizzare pentole e padelle realizzate ad hoc per i piani cottura a induzione, costituisce uno degli inconvenienti che talvolta pesano un pochino sulla scelta. Se già si possiede una buona batteria di pentole di tipo tradizionale, purtroppo un piano di questo tipo non ne consentirebbe più l’utilizzo. Detto questo, il problema non si pone se si parte da zero, e si ha quindi la necessità di dover comprare a nuovo anche tutte le pentole. O se comunque si ha piacere di sostituire quelle vecchie in quanto ormai troppo usurate. Va anche detto che, al giorno d’oggi, si trovano ottime pentole e padelle per induzione a prezzi assolutamente ragionevoli.

Un altro timore che spesso frena i potenziali acquirenti è quello che i costi possano essere più elevati. E’ vero che, in linea di massima, il prezzo di mercato può essere mediamente un po’ più alto (dipende anche dai modelli). Ma ci sono altri aspetti che possono comunque compensare questo maggiore esborso iniziale. Tra poco vedremo quali. 

Un altro elemento da considerare è l’ipotesi che si verifichino dei blackout. I piani cottura a induzione funzionano, come abbiamo detto, tramite corrente elettrica. Se questa viene a mancare, chiaramente non possono essere utilizzati in quel frangente. Inoltre, proprio in considerazione del fatto che assorbono energia elettrica, prima di effettuare l’acquisto è bene sincerarsi che la propria abitazione abbia un’adeguata capacità per quanto concerne il consumo di kW. E’ preferibile disporre di un po’ più dei 3 kW che di solito sono previsti (4,5 kW potrebbero essere sufficienti), soprattutto se si utilizzano abitualmente anche boiler, condizionatori, pompe di calore, ecc. Pertanto, potrebbe essere necessario richiedere un adeguamento del contratto al proprio fornitore di energia energetica.

Piano cottura a induzione o a gas? Meglio induzione

meglio piano cottura a gas o induzione
Comparativa consumi tipologie di piani cottura.

Ma vediamo ora, invece, quali sono i tanti vantaggi dei piani cottura a induzione. Intanto, partiamo dall’aspetto estetico. Non vi è dubbio, a tale proposito, che in una cucina moderna sia decisamente più adatto un bel piano cottura a induzione rispetto ad uno tradizionale a gas: completamente piatto, minimalista, elegante. Senz’altro la scelta più indicata per gli amanti del design. 

Altro aspetto fondamentale è la praticità: proprio il fatto di essere così lisci, infatti, rende questi piani cottura estremamente facili da pulire. Sappiamo bene quanto sia complesso tenere sempre in ordine i fornelli di tipo tradizionale, mentre invece in questo caso le operazioni di pulizia risultano molto più agevoli e, al tempo stesso, accurate. Peraltro, molto spesso i piani cottura a induzione prevedono dei sistemi di aspirazione integrati, sono i piani cottura con cappa integrata. Non sia nemmeno necessaria l’installazione di una cappa di tipo tradizionale. Un altro bel vantaggio per poter avere sempre un’aria pulita e rimuovere eccessivi odori e fumi.

La cottura cambia e le temperature oscillano meno

E dal punto di vista della cottura vera e propria, che dire? Anche in questo caso i “pro” del piano cottura a induzione rispetto al gas non mancano. E’ appurato, infatti, che i tempi di cottura si riducano sensibilmente con questo sistema, soprattutto per i liquidi, tanto che un litro d’acqua può essere portato ad ebollizione in meno di tre minuti. Inoltre, la temperatura può essere comodamente regolata e questo può garantire ottime performance anche per gli intenditori più esigenti! Non per niente, ormai in tutte le numerosissime trasmissioni tv che trattano di cucina, si trovano sempre e soltanto piani a induzione. 

Questo, se vogliamo, può dipendere anche da un discorso di sicurezza. Sì, perché comunque si tratta di un metodo di cottura decisamente molto poco rischioso. Dal momento che si surriscalda soltanto il fondo della pentola o della padella, tutta la zona circostante resta fredda: il rischio di scottature indesiderate è pressoché pari a zero. Senza contare il fatto che si elimina del tutto il rischio di eventuali fughe di gas. Ottima soluzione per le famiglie con bambini!

I consumi energetici del piano cottura a induzione

E che dire, infine, dei consumi energetici? Ovviamente, i piani cottura a induzione consumano abbastanza: è inutile negarlo, tanto più che, come dicevamo, spesso è necessario aumentare la potenza totale a disposizione della propria abitazione. Però, è anche vero che dire esattamente quanto possa incidere tutto questo in termini di denaro, non è semplice. I prezzi di gas ed energia variano sensibilmente a seconda delle zone ed anche in base al proprio contratto, per cui non necessariamente un piano a induzione deve risultare più dispendioso, in termini di consumi, rispetto ad un piano a gas. Peraltro, tenuto conto dei tempi di cottura un po’ più veloci, non è detto che non si possa addirittura risparmiare qualcosa.  

Arredare il sottoscala

Arredare il sottoscala

Sono molte le abitazioni che presentano, al loro interno, una scala che collega ambienti situati su livelli differenti. Che si tratti di una villetta, di un appartamento con annessa mansarda oppure di due alloggi collegati internamente tra loro così da formarne un’unica unità abitativa, non c’è dubbio che la scala costituisca un elemento importante e anche molto caratterizzante. Come arredare il sottoscala?

Spesso la scala si trova in un punto strategico e molto in vista della casa, magari proprio vicino all’ingresso o comunque nella zona living. Una bella scala può, indubbiamente, contribuire a rendere più originale l’intero ambiente circostante, donando un tocco di fascino e personalità.

Sempre più frequentemente, però, bisogna fare i conti con lo spazio a disposizione. La scala inevitabilmente occupa spazio. E lo spazio, si sa, non è mai abbastanza!

Pertanto, ecco alcuni nostri consigli per riuscire ad arredare il sottoscala nel miglior modo possibile.

Arredare il sottoscala con la libreria

arredare il sottoscala con la libreria
Scala con libreria integrata

Trasformare in libreria il sottoscala è, forse, una delle soluzioni più immediate ed anche di semplice realizzazione. Questo non la rende, comunque, una soluzione banale. Molto spesso, anzi, le cose più semplici, se fatte con cura e attenzione, sanno rivelarsi più vincenti di tante altre. 

Arredare il sottoscala con la libreria, eventualmente su misura, può essere sicuramente un’ottima idea. A questo proposito, conviene generalmente optare per un qualcosa di abbastanza neutro come stile e come tonalità di colore. Saranno i libri stessi, possibilmente da inserire all’interno con un po’ di criterio e buon gusto, a rendere tutto l’insieme molto variopinto e movimentato. 

Se lo si desidera, qualche vano della libreria può essere anche utilizzato per esporre altri oggetti d’arredo che non siano necessariamente libri o riviste. Arredare con le piante questo angolo di casa, se la luce lo permette, potrebbe essere un’ottima idea. Volendo, il sottoscala attrezzato come libreria si può anche trasformare in spazio per sistemare la tv oppure, a seconda delle esigenze, si può addirittura pensare di integrare un piccolo scrittoio con sedi. Ed ecco che il sottoscala si trasforma in una sorta di mini studio, perfetto anche per lo smart working ( ne abbiamo parlato anche in questo articolo).

Arredare il sottoscala con l’angolo lettura

angolo lettura nel sottoscala

Un’altra bella opportunità, per arredare il sottoscala in maniera originale e, al tempo stesso funzionale, può essere quella di allestire una sorta di angolo lettura intimo e rilassante. 

Si tratta di una soluzione particolarmente adatta soprattutto nel caso in cui lo spazio sfruttabile sia piuttosto limitato. Basta poco, giusto le dimensioni necessarie per poter inserire una bella panca con imbottitura, ad esempio, attrezzata con sotto dei cassettoni che possano contenere oggetti vari e con sopra dei comodi cuscini per aggiungere comfort e colore. Come alternativa, si può anche ipotizzare di collocare un vero e proprio divanetto, o un’elegante poltroncina di design, insomma qualcosa che possa ricreare una piccola oasi di relax nella quale rifugiarsi per leggere un buon libro.  E’ più che mai importante progettare un’illuminazione adeguata. In parte potrà essere anche naturale, dipende molto da come è fatta la scala e quindi se lascia filtrare tanta luce o meno. In ogni caso è bene pensare anche all’inserimento di una lampada o di appositi faretti che consentano di leggere anche la sera o con scarsa illuminazione. 

Arredare il sottoscala con l’armadio

armadio nel sottoscala

Quando la necessità di ricavare spazio per contenere gli innumerevoli oggetti di casa è una priorità, trasformare il sottoscala in una sorta di utile armadiatura diventa automaticamente la soluzione più adatta. 

Dal punto di vista estetico, ci sono tantissimi modi per valorizzare un sottoscala e renderlo una delle zone più belle e particolari di tutta la casa. Molto spesso, però, bisogna innanzitutto dare la precedenza a quelle che sono le esigenze legate alla poca disponibilità di spazio. Questo, fortunatamente, non significa comunque dover rinunciare ad un qualcosa di esteticamente piacevole. 

A seconda di dove è posizionata la scala, l’armadio da inserire nel vano sottostante può assumere diverse funzioni. Se parliamo, ad esempio, di una scala che si trova vicino all’ingresso, potrebbe essere il posto ideale in cui realizzare una sorta di guardaroba per riporre, ogni volta che si entra in casa, giacche, giubbotti, cappotti, borse e quant’altro. Un sottoscala, invece, collocato più nei pressi della cucina, potrebbe trasformarsi in un comodissimo armadio da utilizzare come dispensa. In ogni caso, un armadiatura con ante chiuse potrà sempre e comunque essere utile per i più svariati motivi. Riporre vestiti e/o scarpe, oppure giocattoli, oppure ancora per diventare un vero e proprio ripostiglio in cui tenere scope e aspirapolvere. O addirittura una mini lavanderia con dentro la lavatrice e l’asse da stiro.

Insomma, quando lo spazio a disposizione scarseggia, meglio sfruttare il più possibile un eventuale sottoscala e recuperare metri preziosissimi.

La soluzione più estrosa: la cantinetta nel sottoscala

Per finire, perché non valutare anche l’opportunità di arredare il sottoscala con un’originalissima cantinetta a vista? 

Per chi è amante del buon vino e possiede un certo quantitativo di bottiglie, l’idea di creare una cantina in cui conservarle a dovere ma anche esporle con orgoglio. Può essere senza dubbio un’idea molto interessante e di grandissimo effetto. In questo modo, si va a sfruttare una parte della casa un po’ insolita, il sottoscala appunto. Il tutto senza occupare una parte dei pensili della cucina, dove si sa che lo spazio non è mai quanto si vorrebbe!

Per aggiungere fascino e dare un vero e proprio tocco di raffinatezza, l’ideale sarebbe aggiungere, accanto alla cantinetta ricavata nel sottoscala, un “salottino”. Anche solo formato da due belle poltroncine e un tavolino, giusto il necessario per potersi sedere a degustare i vini in compagnia di qualche ospite.

A seconda dello stile dell’arredamento e del budget a disposizione, individuare il tipo di cantinetta più adatto per arredare il sottoscala può rivelarsi davvero una scelta originale e vincente. 

Come nascondere la tv in salotto

Come nascondere la tv in salotto

La tv, intesa proprio come oggetto da collocare all’interno della propria abitazione, divide sempre un po’ i giudizi delle persone. C’è chi ne apprezza il design, magari perché ha acquistato l’ultimo modello super tecnologico e ha piacere di averlo sempre in bella mostra, quasi fosse proprio il fulcro dell’arredamento. Poi c’è anche chi, invece, pur riconoscendo le doti eccezionali di questo insostituibile elettrodomestico, non sa come nascondere la tv in salotto o come nascondere la tv in camera da letto. Insomma, farebbe volentieri a meno di averlo sempre esposto. 

In effetti, siamo onesti: quando la tv è spenta, rimane quel grosso rettangolo nero che, a ben guardare, non è che risulti proprio sempre bello da vedere. Dipende, è chiaro, dal tipo di tv e dal contesto che le si crea attorno, ma saper come nascondere la ti in salotto è un desiderio non così poco comune, anzi. 

Considerando che, chiaramente, il televisore viene di solito collocato in due zone molto importanti della casa, quali la zona living e la camera da letto, analizziamo insieme come nascondere la tv in salotto e come nascondere la tv in camera da letto . 

Come nascondere la tv in camera da letto

La prima soluzione cui viene da pensare, quando si tratta di come nascondere la tv in camera da letto, è quella di sistemarla all’interno di un armadio. 

Pensiamo a come nascondere la tv in camera da letto, ad esempio. Supponiamo che l’armadio sia collocato proprio davanti al letto, come spessissimo accade, quindi perfettamente adatto per poter contenere anche una tv a scomparsa. Meglio ancora se l’armadio è dotato di ante scorrevoli, così da rendere agevole l’apertura e la chiusura, a seconda del fatto che si voglia guardare la tv o meno. 

Però… in effetti c’è un però… Un vano dedicato alla tv, chiaramente, significherebbe meno disponibilità di spazio per vestiti, borse e quant’altro. Sappiamo bene che, al giorno d’oggi, le camere spesso non sono enormi. Di conseguenza anche gli armadi non sono sempre così capienti come li vorremmo. Dunque, pensare di sottrarre ulteriore spazio per inserire la tv, potrebbe non essere la soluzione ottimale. Peraltro, significherebbe tenere le ante dell’armadio sempre aperte mentre la si guarda, e anche questo potrebbe non incontrare il favore di tutti.

Come nascondere la tv in camera da letto? L’azienda Fimar, ad esempio, ha messo a punto un sistema brevettato estremamente efficace, denominato Armadio Sipario. In pratica, si tratta di un’anta scorrevole, quindi perfetta per un armadio in camera da letto. Al suo interno vi è integrato uno spazio che riesce a contenere una tv a sua volta protetta da una cover che si può azionare (alzare e abbassare) tramite telecomando. 

Questo meccanismo consente di sfruttare comunque interamente l’interno dell’armadio, cosa importantissima, e di poterlo aprire e chiudere a piacimento con una comoda anta scorrevole. Il vantaggio incredibile è quello di poter inserire la tv proprio dentro a questa anta. Quando si vuole guardare un film o qualsiasi altro programma, basta alzare la cover che copre lo schermo, pur continuando a tenere ben chiuso l’armadio. 

Anche dal punto di vista estetico, il risultato è assolutamente ineccepibile. Con tutte le possibilità che ci sono per quanto concerne le finiture e gli accostamenti, con Fimar Sipario non si può di certo sbagliare. 

Sempre restando in tema di armadi, l’azienda Fimar ha progettato anche un’altra soluzione per nascondere la tv. Si chiama Ghost. E’ un sistema estraibile che consente di riporre il televisore, quando non viene utilizzato, in posizione orizzontale all’interno dell’armadio. Il tutto occupando uno spazio davvero limitato (85 x 30 cm), quasi come se fosse un cassetto. 

L’estrazione avviene in totale sicurezza grazie ad un sistema brevettato di guide a sfera. L’ulteriore vantaggio è quello di poter poi orientare la tv come meglio si crede. Una volta che viene tirata su, è garantita un’ottima visuale da qualsiasi angolazione. Si tratta di una soluzione perfetta per armadi con ante a battente ma anche scorrevoli. L’unico “limite” è dato dalle dimensioni della tv: con il sistema Ghost non sono contemplati dispositivi superiori ai 32 pollici. 

Come nascondere la tv nel salotto

Se la tv che vogliamo mimetizzare si trovasse, invece, nel nostro salotto? Come nascondere la tv in salotto ? Integrarla all’interno di una bella libreria che vada ad arredare un’intera parete sarebbe un’ottima soluzione. 

Nessun problema! Anche in questo caso, infatti, si può optare per una libreria Fimar con anta Sipario integrata. Così da aggiungere un comodo elemento mobile che possa fungere da chiusura per una parte della parete attrezzata e anche da contenitore per la tv. 

Tenendo abbassata la cover scorrevole, infatti, sembrerà un’anta come un’altra. Anzi un bellissimo elemento d’arredo e di design, rifinito con colori a contrasto sapientemente abbinati tra loro. Ma con un semplice gesto, tramite l’apposito telecomando, in un attimo si potrà svelare la presenza della tv… soltanto quando serve!

L’anta Sipario scorre su binari appositamente progettati per poter garantire massima sicurezza, praticità e, non ultimo, effetto scenografico. 

Protek Bigfoot, il controtelaio a scomparsa

Controtelaio con modulo a scomparsa per TV

I suggerimenti su come nascondere la tv in salotto o come nascondere la tv in camera da letto non sono abbastanza per voi? Desiderate qualcosa di ancora più innovativo e sensazionale? Ecco allora che l’azienda Protek ha realizzato ciò che potrebbe fare al caso vostro. 

Stiamo parlando di Protek Bigfoot, un sistema originale di controtelai pensati per personalizzare gli ambienti, creando strutture che possano separare, all’occorrenza, ma che sappiano anche essere contenitive e, soprattutto, dei validi elementi d’arredo. 

Il controtelaio della Protek Bigfoot può essere integrato all’interno di una porzione di parete già esistente, o creata ad hoc. E’ progettato per fare fronte a diverse esigenze, come ad esempio trasformarsi in scarpiera, piccolo ripostiglio, dispensa, mobiletto bar e così via. Una delle funzioni più richieste è, per l’appunto, quella del modulo tv. Vale a dire la possibilità di farlo diventare un perfetto vano a scomparsa che possa contenere proprio il televisore (e non soltanto). Cosa può esserci di più innovativo se non uno schermo che spunta fuori dal muro e che, quando non serve più, può tornare a nascondersi? Indubbiamente, si tratta di un valido esempio di Made in Italy di altissima qualità. Una soluzione originale per nascondere ciò che non vogliamo per forza mostrare, ottimizzare gli spazi e creare un ambiente confortevole ed elegante.

Comodini: 4 soluzioni fuori dal comune

Comodini: 4 soluzioni fuori dal comune

Fino a qualche anno fa, quando si arredava la camera da letto, generalmente la scelta ricadeva su una composizione fatta di letto, comodini, comò, armadio e lampade da comodino. Tutto rigorosamente abbinato. Al giorno d’oggi la tendenza è quella di osare un pochino di più. Quindi di optare per soluzioni alternative, soprattutto per quanto concerne la funzione dei classici comodini. Questi sono generalmente sostituiti da comodini sospesi.

Una volta appurate le esigenze individuali, si possono valutare diverse opzioni interessanti ed originali, per dare vita ad una camera da letto moderna e funzionale.

Mensole e tavolini come comodini sospesi

Comodino lago

Quando si tratta di dover studiare una soluzione che vada, in qualche modo, a sostituire la figura tradizionale dei comodini sospesi posti ai lati del letto, ecco che inevitabilmente si pensa subito a mensole e tavolini di vario genere. 

Partiamo proprio dalle mensole. Si tratta di un’opzione molto pratica e decisamente adatta anche per coloro che dispongono di poco spazio e desiderano i comodini sospesi. Infatti, il vantaggio di non avere un qualcosa di appoggiato a terra, ma semplicemente fissato alla parete, indubbiamente dona una sensazione di maggiore “ampiezza”. Anche se la camera non è di grandi dimensioni. Peraltro, esistono mensole per tutti i gusti e di qualsiasi forma e grandezza. Quindi non è affatto difficile trovare qualche bella mensola che sia in armonia con il resto dell’arredamento. A seconda delle necessità, se una sola mensola non dovesse essere sufficiente, se ne possono posizionare anche più di una. Magari ad altezze diverse, creando proprio un gioco di ripiani sospesi, utili ma anche belli da vedere. 

Le mensole, insomma, sono una perfetta soluzione salva-spazio ma sanno anche donare un tocco di eleganza e stile alla camera. 

I tavolini possono essere una valida alternativa

Un’altra opportunità è rappresentata dai tavolini, e anche in questo caso ci si può davvero sbizzarrire scegliendo tra i tantissimi modelli presenti sul mercato. 

Se parliamo di letto matrimoniale, può essere anche interessante andare a scegliere tavolini differenti da posizionare sui due lati. Così come può essere una soluzione fantasiosa, ma comunque vincente, quella di optare per soluzioni miste: mensoline da una parte e tavolino dall’altra, per esempio. 

Come dicevamo, i tavolini possono essere di mille forme, materiali, stili e dimensioni differenti. Ci sono quelli più snelli e minimalisti, adatti ad un certo tipo di arredamento e ad ambienti non troppo spaziosi. Così come possono esserci interessanti soluzioni più elaborate ed anche contenitive (con qualche cassettino per riporre piccoli oggetti, ad esempio). In ogni caso, parliamo di linee che siamo sempre stati abituati a trovare principalmente in salotto. Magari di fianco al divano o alla poltrona, ma che invece si possono integrare perfettamente con l’ambiente della camera da letto. 

Testiera del letto attrezzata con comodini

Letto Sangiacomo con comodini
Letto Ecletto Sangiacomo

Soprattutto quando lo spazio disponibile ai lati del letto non è moltissimo, o comunque se si preferisce non avere né tavolini né comodini di fianco, un’ottima soluzione è rappresentata dalla testiera del letto attrezzata. 

Cosa significa questo? Significa che, in fase di progettazione della camera, si può prevedere un letto che abbia alle sue spalle una struttura già tutta predisposta per poter svolgere senza problemi quel ruolo che, diversamente, sarebbe proprio prerogativa di comodini, ecc. 

Anche in questa circostanza, le opportunità sono molteplici a seconda delle esigenze e dei gusti personali, oltre che alla necessità di dover sempre creare un abbinamento gradevole rispetto al resto della camera. 

Possono esserci testiere molto semplici e poco ingombranti, in grado di offrire giusto qualche piano d’appoggio e magari piccoli vani per le cose essenziali, fino ad arrivare a strutture molto più imponenti che possono arrivare ad occupare l’intera parete, realizzate magari tipo boiserie: in questo caso, non mancheranno di certo i piani d’appoggio ed anche i vani per poter contenere moltissimi oggetti. Optando per una soluzione modulare e con illuminazione integrata, si può ricreare uno spazio perfetto non soltanto per il riposo, ma addirittura adatto per lavorare, guardare la tv, ecc. 

Illuminazione dal soffitto

Comodino sangiacomo
Illuminazione dal soffitto

Visto che l’abbiamo appena citata, vale la pena spendere qualche parola in più proprio in merito all’illuminazione. 

Illuminare bene un ambiente è importantissimo e la camera da letto, di certo, non fa eccezione. Anzi, è uno di quegli spazi dove risulta basilare riuscire a progettare l’illuminazione più adeguata: in una camera che è adibita, prevalentemente, al riposo e al relax, è fondamentale che le luci siano posizionate in modo corretto e che abbiano determinati requisiti. 

Di solito, in camera da letto si opta per una serie di appliques alle pareti, capaci di illuminare ma senza abbagliare, oppure si può scegliere anche un lampadario da soffitto, anche in questo caso con caratteristiche ben precise: fare luce, sì, ma anche in maniera sufficientemente soffusa quando serve. 

La zona del letto, però, merita un discorso a sé. Tradizione vuole che, di solito, si scelgano delle lampade da appoggiare sui comodini, sui tavolini o sulle mensole che si è deciso di collocare ai lati del letto stesso. Ma questa non è l’unica soluzione possibile. 

Infatti, anche per illuminare in maniera più mirata la zona del letto, si possono scegliere dei punti luce provenienti dal soffitto: una bella lampada a sospensione proveniente dall’alto, o anche l’insieme di più lampade che scendono dritte verso la zona comodini/tavolini/testiera, può dare un’impronta di grande personalità all’intera stanza. Un’alternativa molto di tendenza rispetto alle soluzioni più tradizionali.

Nicchie in cartongesso

Comodino in cartongesso
Nicchia in cartongesso dietro il letto

Sempre prendendo spunto dal discorso inerente l’illuminazione, vediamo ora quale può essere un’ulteriore opportunità per arredare la zona del letto in maniera un po’ anticonvenzionale, quindi non con i soliti comodini. 

In fase di progettazione della camera, si può pensare alla creazione di una vera e propria parete attrezzata in cartongesso, in mezzo alla quale inserire il letto. Si tratta di un’alternativa piuttosto semplice da realizzare, affidandosi a mani esperte, ed anche i costi possono rivelarsi piuttosto contenuti. 

Grazie al cartongesso si possono creare nicchie di varie misure, perfette per riporre qualsiasi tipo di oggetto, inclusi eventuali libri, soprammobili, cornici, ecc. In questo modo, si può sfruttare completamente la dimensione della parete, anche in altezza, creando così una struttura pratica ma anche molto scenografica. 

In questo contesto, riuscire ad inserire un’adeguata illuminazione, composta da faretti o led integrati che possono sostituire le classiche lampade da comodino, può indubbiamente accrescere la funzionalità delle nicchie in cartongesso e rendere tutto l’insieme estremamente più bello anche dal punto di vista estetico. 

Come arredare con la carta da parati

Come arredare con la carta da parati

Negli anni ’70 ci fu una vera e propria rivoluzione per quanto concerne la decorazione degli interni delle abitazioni: le carte da parati, caratterizzate da colori sgargianti e fantasie a dir poco appariscenti, in quel periodo iniziarono ad imporsi come soluzione principale. 

Carta da parati anni ‘70

Con il passare del tempo, tonalità e fantasie sono andate via via cambiando, assestandosi soprattutto su tipologie un pochino meno vistose, fino ad arrivare ad un’inversione completa di tendenza, che ha visto le carte da parati cedere il passo ad altri tipi di decorazione dei muri, come ad esempio la semplice tinteggiatura, con tutte le sue diverse tecniche che ben conosciamo. 

Da qualche anno a questa parte, però, la carta da parati si sta riaffermando prepotentemente nel mondo dell’interior design, anche grazie alle moderne tecnologie che consentono di realizzare prodotti con rese talmente alte e strabilianti, sotto ogni punto di vista, da riuscire a soddisfare anche i palati dei clienti più scettici. 

Peraltro, i materiali utilizzati al giorno d’oggi non hanno nulla a che vedere con quelli di un tempo: una volta, infatti, uno dei principali inconvenienti della carta da parati era quello di essere poco traspirante, e ciò determinava spesso il formarsi di muffe e crepe, mentre invece l’era moderna ha portato con sé nuove carte assolutamente traspiranti, oltre che bellissime. 

Un’alternativa a stampe e quadri

Carta da parati in alternativa a stampe o quadri

Quello che è molto cambiato, negli ultimi tempi, non è soltanto il modo in cui vengono realizzate le carte da parati, ma anche il modo in cui esse vengono utilizzate.

Un tempo, infatti, ci si limitava a rivestire completamente le pareti dell’intera casa. Potevano essere magari utilizzate fantasie differenti a seconda delle camere, ma sostanzialmente la carta da parati fungeva da rivestimento di tutti gli ambienti (ad eccezione di eventuali locali piastrellati, come potevano essere i bagni o il cucinino). 

Una delle principali tendenze di oggi, invece, è quella di sfruttare l’enorme potenzialità delle carte da parati applicandole su una sola parete della stanza o, addirittura, scegliendo di utilizzarle quasi come se fossero dei quadri. 

Alcune carte da parati sono oggettivamente così belle e decorative, che davvero si può pensare di arredare un’intera parete aggiungendo dei veri e propri quadri fatti utilizzando proprio questi rivestimenti. Si possono ottenere soluzioni molto eleganti e raffinate, magari optando per una parete dai colori neutri sulla quale far risaltare soltanto un paio di grossi riquadri realizzati con la carta da parati (andando a riprendere, ad esempio, le medesime tonalità dei tendaggi, del tappeto, dei cuscini sul divano, ecc.)

In alternativa, una soluzione più informale e variopinta può essere quella di individuare una parete di casa, magari nel salotto o nell’ingresso, chiaramente con sfondo in tinta unita, e riempirla di tante cornici di dimensioni differenti, ognuna delle quali avrà al proprio interno una carta da parati diversa come fantasia e come colore. Attenzione, variopinto non significa pasticciato o disordinato: creando una certa armonia dal punto di vista cromatico, il risultato può essere davvero interessante per chi non riesce a trovare quadri o stampe di tipo tradizionale che sappiano convincerlo.  

Lo stesso dicasi, ad esempio, per l’eventuale mensola posta al di sopra del camino: se non si sa come arredare quello spazio e non si trova nulla di sufficientemente originale o adatto, l’idea di incorniciare un bel pezzo di carta da parati può essere estremamente efficace. 

La carta da parati come elemento decorativo

Carta da parati effetto Giungla

Abbiamo visto, quindi, come la carta da parati si sia evoluta man mano nel tempo, passando da semplice rivestimento delle pareti domestiche (magari a volte anche un po’ troppo estroso e bizzarro, a seconda delle mode, ma comunque fondamentalmente solo un rivestimento, utile anche per mascherare certe piccole imperfezioni dei muri), fino a diventare un vero e proprio elemento di design moderno. 

Oggi, anche chi ama lo stile più lineare e minimalista si lascia spesso affascinare dall’idea di inserire nella propria abitazione anche solo una parete rivestita con una carta dai toni decisi, oppure qualche altro piccolo dettaglio, in grado di donare immediatamente carattere e personalità all’intero ambiente. 

Insomma, la carta da parati è diventata un elemento decorativo di grande impatto e con grandi potenzialità, soprattutto considerando le innumerevoli varianti di fantasia e colori esistenti. Righe, disegni geometrici, temi floreali… ce n’è davvero per tutti i gusti e per tutti gli stili di arredamento, dal più classico fino ad arrivare al più moderno e contemporaneo. 

Un aspetto da non sottovalutare, inoltre, è quello della praticità. Un rivestimento realizzato con una carta da parati di buona fattura può durare tranquillamente fino ad una decina di anni, mentre invece è risaputo che le pareti tinteggiate debbano essere rinnovate con maggiore frequenza. Inoltre, le carte da parati moderne sono praticamente sempre lavabili, per cui i piccoli segni possono essere facilmente rimossi senza problemi. In più, come già detto, le moderne tecnologie consentono di realizzare prodotti assolutamente traspiranti, per assicurare il massimo dell’igiene e del benessere dentro casa. 

Supporti innovativi: fibraglass per bagni e docce

Carta da parati in fibra di vetro

L’evoluzione, dal punto di vista tecnologico, ha fatto sì che siano state progettate anche delle carte da parati perfette per poter essere utilizzate in bagno e, addirittura, all’interno delle docce. Stiamo parlando della soluzione in fibra di vetro, la cosiddetta Fibraglass: un rivestimento per pareti che funziona come una carta da parati ma offre un risultato finale del tutto simile a quello di un qualsiasi altro rivestimento ceramico o vetroso. 

L’ambiente del bagno, ed in particolare la zona del box doccia, è chiaramente caratterizzato dalla presenza di una notevole umidità. Il sistema Fibraglass, in sintesi, consiste in un tessuto non tessuto realizzato con appositi filati, stampato con specifici inchiostri e poi incollato sull’intonaco (o su qualche altro precedente rivestimento) con una colla adeguata: grazie ad una successiva resinatura, il prodotto acquisisce la sufficiente resistenza all’acqua e all’umidità. 

Il sistema Fibraglass è di facile applicazione, lo spessore è quasi inesistente (un solo millimetro), non determina problemi di muffe o altro perché è molto traspirante, non tende ad ingiallire ed è molto resistente: dal punto di vista estetico, la resa può essere a dir poco eccezionale, dal momento che si possono realizzare tantissime soluzioni grafiche differenti e adattare il prodotto alle singole esigenze. 

Anche dal punto di vista della manutenzione, il parato realizzato in fibra di vetro risulta molto semplice da trattare e quindi estremamente pratico. Infatti, si possono tranquillamente utilizzare gli stessi detergenti neutri che si usano di solito per gli altri tipi di rivestimento, avendo solo cura di evitare i prodotti acidi (potrebbero danneggiare il rivestimento).

Carta da parati fonoassorbente

Carta da parati fonoassorbente

Vogliamo rimanere in tema di tecnologia messa al servizio della realizzazione della carta da parati? Ecco, allora, che non si può non menzionare quella fonoassorbente: se, per qualsivoglia motivo, si ha la necessità di ridurre i rumori provenienti dall’esterno e/o di contenere il più possibile quelli prodotti all’interno della casa (o dell’ufficio o di qualsiasi altro ambiente), è bene sapere che esistono delle carte da parati progettate proprio con questa finalità. 

Si tratta di speciali prodotti, in fibra di vetro anch’essi, i quali, pur conservando le stesse caratteristiche all’avanguardia descritte finora (traspiranti, decorativi, sottili, resistenti, facili da pulire e spesso anche ignifughi), sono anche in grado di assorbire i rumori e migliorare notevolmente il comfort dal punto di vista acustico. 

Un’ottima soluzione, insomma, soprattutto perché estremamente versatile: può adattarsi, infatti, a qualsiasi stanza, come può essere ad esempio la camera da letto, la cameretta dei bambini, lo studio, ecc. 

Un modo per mettere in risalto angoli difficilmente sfruttabili

Decorare piccoli spazi con la carta da parati

Quante volte capita di chiedersi come potremmo valorizzare quell’angolino dell’ingresso, del salotto o della camera da letto, così poco sfruttato ed anche un pochino anonimo? 

Succede, non di rado, di avere delle piccole porzioni di pareti che non si prestano per realizzare grandi cose, vuoi per la dimensione, la posizione o per la forma irregolare… Nessun problema! La soluzione può essere proprio quella di utilizzare una bella carta da parati fantasiosa, qualcosa che catturi immediatamente l’attenzione e trasformi in un attimo quell’angolo in un elemento in grado di cambiare volto all’intero ambiente. 

Pensiamo, ad esempio, ad una piccola parete nell’ingresso, sfruttabile al massimo con qualche pomello appendiabito: impreziosirla con una bella carta da parati che contrasti con il colore neutro dei muri circostanti, in un attimo renderebbe estremamente più gradevole tutto quello spazio che, diversamente, risulterebbe un po’ “piatto”. 

O pensiamo, invece, ad una piccola nicchia che si è deciso di sfruttare giusto inserendo qualche mensola per farne una piccola libreria: ecco, aggiungendo una carta da parati decorata sullo sfondo, si donerebbe immediatamente un senso di maggiore profondità e un tocco di colore e originalità, elementi che comunque non guastano mai. 

Stessa cosa, per fare un altro esempio, se si volesse valorizzare una piccola zona attrezzata come postazione di studio/lavoro: una decorazione con carta da parati sarebbe in grado di rendere questo spazio molto più accattivante e piacevole da vivere e anche da guardare, facendolo sembrare persino più ampio. 

Materiali naturali per una casa montana in stile minimale.

Materiali naturali per una casa montana in stile minimale.

Poter disporre di una casa in montagna è, senza dubbio, una bella fortuna. Fresca d’estate, accogliente e piena d’atmosfera durante l’inverno: la casa in montagna sa farsi apprezzare in tutte le stagioni, ecco perché è importante saperla arredare con gusto, per valorizzarne le caratteristiche e renderla ancora più appagante e confortevole. 

Certo, una bella vista sui monti, verdi in estate e innevati a Natale, è quanto di meglio si possa chiedere ad una casa in montagna. Ma anche l’arredamento interno può giocare un ruolo importante per far sì che un semplice appartamento, una mansarda oppure un tipico chalet, possano trasformarsi in un vero e proprio nido in cui rifugiarsi in cerca di pace e tranquillità. 

La casa in montagna non è necessariamente sinonimo di stile tirolese o marcatamente rustico. Al giorno d’oggi, anche il design più minimalista è perfettamente in grado di adattarsi ad un’abitazione situata in montagna. Basta avere l’accortezza di inserire, ad esempio, qualche elemento in legno (travi a vista, tavoli, scale interne, pavimenti, rivestimenti, ecc.), per ottenere subito un effetto moderno ma, al tempo stesso, anche molto caldo e tipicamente “montano”. 

Bagno con arredi moderni, pavimento in legno e rivestimenti in pietra.

Bagno in stile contemporaneo

Prendiamo in considerazione il bagno, per esempio. 

In passato, l’idea che si aveva più comunemente quando si pensava ad un bagno in stile montano era quella di un arredo piuttosto classico, con molto legno e linee decisamente rustiche, accostato magari a semplici mattonelle sia sulle pareti che sul pavimento, anche queste molto tradizionali. 

Oggi, invece, si tende a prediligere uno stile più moderno, quindi lavabi, sanitari e mobiletti vari dalle linee pulite e lineari, semplici ma dal design contemporaneo, inseriti in un contesto estremamente caldo ed accogliente, fatto di pavimenti in legno, pietra utilizzata come rivestimento delle pareti e soffitti, preferibilmente, con travi a vista o comunque anch’essi in legno. 

Provate ad immaginare dei moderni sanitari, magari di quelli sospesi, per dare un tocco di eleganza e modernità in più, e poi un bel termoarredo cromato dalle linee attuali, utile ma anche molto bello da vedere… ed infine aggiungeteci un lavabo minimalista, corredato da eventuali mobiletti abbinati, e un bel box doccia magari a filo pavimento, anch’esso moderno e molto raffinato. Tutto questo, collocatelo in un ambiente ricco di legno e pietra naturale su soffitto, pavimento e pareti. Il risultato sarà un bagno elegante, funzionale, moderno quanto basta ma, al contempo, anche pieno di quella atmosfera più intima ed accogliente che, a maggior ragione, ci si aspetta da una casa in montagna. 

Cucina moderna con bancone in legno.

Cucina moderna in ambiente montano

Discorso analogo può esser fatto anche per la cucina, da sempre uno degli ambienti più importanti di qualsiasi abitazione. 

La cucina è sinonimo di famiglia, di amici, di convivialità. Proprio per questo motivo, arredarla nel modo più giusto è importantissimo. La cucina deve essere, per definizione, comoda e pratica: scegliere soluzioni che badino soltanto all’estetica, e non alla funzionalità, non avrebbe alcun senso, specialmente poi se si tratta di un’ipotetica seconda casa in montagna, dove ci si reca soprattutto per riposarsi e ricaricarsi. 

Ecco, quindi, che anche in questo caso una delle soluzioni migliori è optare per una cucina in stile moderno, con tutti i vantaggi che ciò può comportare anche dal punto di vista della praticità, aggiungendo però dei dettagli importanti che diano quel tocco di calore in più che non dovrebbe mai mancare in una casa in stile montano. 

Partendo dal presupposto che il pavimento sia molto probabilmente in legno, e che vi siano altri richiami sempre in legno o pietra all’interno della casa (soffitto e pareti), può essere sufficiente accostare alle ante moderne della cucina un bel bancone in legno con nodi e venature in vista che ne esaltino l’effetto naturale, aggiungendo poi delle sedie o degli sgabelli di design. Un mix perfetto tra tradizione e modernità.

Boiserie con illuminazione a led.

Illuminare con piccoli dettagli

Un altro elemento di arredo che si adatta benissimo ad un’ambientazione in stile montano è, senza dubbio, la boiserie. 

E’ una soluzione, quella della boiserie, che si presta a molteplici usi. Può essere un semplice rivestimento in legno, in grado comunque di donare personalità e atmosfera all’ambiente, oppure può anche trasformarsi in una sorta di vera e propria parete attrezzata per contenere libri, televisore e oggetti decorativi vari. 

La boiserie, peraltro, non è una soluzione perfetta soltanto per la zona living, ma può essere estremamente versatile. Anche l’ingresso, la camera da letto, la cucina o il bagno stesso possono ospitare una bella e utile boiserie. In alcuni casi, può essere interessante realizzarla addirittura con la medesima finitura del pavimento, creando così una soluzione di continuità di sicuro effetto. 

E se di effetto vogliamo parlare, certamente vale la pena spendere qualche parola in più in merito all’opportunità di inserire un’illuminazione a led all’interno proprio della boiserie. La boiserie può essere un elemento per mimetizzare qualcosa, ad esempio la porta di un ripostiglio o della cabina armadio: al contrario, però, può essere anche un elemento capace di mettere in risalto certi dettagli, certe zone della casa. 

Una buona illuminazione a led, studiata nei minimi particolari, può rendere la boiserie ancora più funzionale e trasformarla in una soluzione esteticamentevincente. Con l’aggiunta di strategici punti luce integrati nella boiserie, si riescono, infatti, a creare interessanti contrasti tra luci e ombre e ad arricchire in generale tutto l’ambiente. 

Insomma, un’idea in più per rendere perfetta la vostra casa in montagna!

Divano meglio pelle o tessuto?

Divano meglio pelle o tessuto?

La scelta del divano non è mai cosa semplice, si tratta di uno degli elementi d’arredo più importanti di tutta la casa e, dunque, è necessario valutare tutti i pro e i contro prima di effettuare l’acquisto. Divano meglio pelle o tessuto? Scopriamo insieme pro e contro.

Ci sono fattori da cui non si può prescindere, è chiaro. Il divano deve essere, innanzitutto, di buona fattura, solido: ci si augura che durerà moltissimi anni e, pertanto, dovrà essere in grado di affrontare insieme a noi una lunga vita domestica, fatta anche di pisolini, bambini che ci saltano sopra, cani, gatti e quant’altro!

Scegliere il rivestimento più adatto.

Se la robustezza deve essere il punto di partenza, poi ci sono altri aspetti importanti che entrano in gioco, come ovviamente la scelta della forma e dello stile più adatti al contesto, del colore e, cosa fondamentale, del tipo di rivestimento. 

Divano meglio pelle o tessuto
Divano Lars di Bonaldo

Quando si parla di divani, di solito ci si ritrova di fronte ad un bivio. Ci sono quelli in pelle e quelli in tessuto, quale sarà la scelta migliore? A seconda dei gusti personali, ma anche e soprattutto a seconda delle proprie effettive necessità, è importante individuare fin da subito quale sia la soluzione più adatta per la propria casa. 

Divano in pelle o tessuto? I divani in pelle.

Partiamo dalla pelle. E’ senz’altro un tipo di rivestimento destinato a durare molto a lungo, anzi di solito acquista punti in termini di bellezza e fascino proprio con l’andare degli anni. Un buon divano in pelle dall’aspetto un pochino vissuto fa sempre la sua bella figura, in qualsiasi contesto. Vissuto non significa trascurato. Infatti la pelle ha bisogno di essere periodicamente pulita e “nutrita” con appositi prodotti. Questo per fare in modo che si conservi intatta (o quasi) la morbidezza e la gradevolezza alla vista e al tatto. 

Piccole imperfezioni, che talvolta possono essere presenti fin da subito, sono spesso sinonimo proprio di qualità e genuinità della materia prima. E anche di fattura di tipo artigianale. Non devono, quindi, impensierire. In caso di piccoli o grandi incidenti di percorso, è comunque sempre possibile intervenire con specifici prodotti che consentano di effettuare dei ritocchini, laddove necessario. 

Divano Stripe di Cava Divani

Volendo proprio individuare un aspetto negativo, i divani in pelle purtroppo non sono sfoderabili. Pertanto, soprattutto se in casa sono presenti animali domestici o bambini un pochino irrequieti e pasticcioni, effettivamente optare per un divano in pelle, soprattutto se di colore chiaro, potrebbe essere un pochino più rischioso. In realtà, quando il danno è di lieve entità, la pelle è addirittura più facilmente pulibile di certi tessuti. Infatti anche solo passandoci sopra velocemente un panno si riesce a rimediare. Resta il fatto, però, che un vero e proprio lavaggio non è possibile: questo è, in effetti, un fattore di cui tener conto.

Il divano in pelle è anallergico

A parte l’indiscutibile fascino, la pelle ha comunque anche un altro importante vantaggio: il pellame è, per sua stessa natura, anallergico. Dunque, si tratta di un’ottima soluzione per tutti coloro che soffrono di allergie agli acari, ad esempio. Capire se il divano è meglio in pelle o tessuto non è affatto semplice. E’ sicuramente un gusto personale.

Divani in tessuto: tante possibili soluzioni pratiche.

Come dicevamo, un divano in pelle non può essere sfoderato, cosa invece quasi sempre possibile con i migliori divani rivestiti in tessuto. Questo, chiaramente, semplifica eventuali operazioni di pulizia più accurata.

Peraltro, parlare di tessuto è estremamente generico: sono tantissime, a questo proposito, le opzioni possibili. I tessuti che vengono più comunemente utilizzati per rivestire i divani sono il cotone e il lino. Ma l’aspetto fondamentale è che siano di ottima qualità, così da garantire al divano un bell’aspetto anche per diversi anni. Tessuti scadenti, magari mescolati a sintetici non di buona qualità, possono rapidamente logorarsi. Formare, per esempio, quei piccoli ed antiestetici pallini che tutti ben conosciamo.

Ecco perché è necessario, nella scelta del tessuto più adatto, lasciarsi consigliare da un esperto e non concentrarsi soltanto sul colore o sul design. E’ indubbiamente importante abbinare bene la tonalità e lo stile del divano rispetto all’arredamento del salotto. Ma è altrettanto importante optare per un tessuto pratico, resistente e destinato a durare. 

I divani in velluto

Tra i vari tessuti, merita un piccolo discorso a sé il velluto. E’ un rivestimento un pochino più inconsueto. Certamente non facilissimo dal punto di vista della manutenzione, ma che può dare risultati sorprendenti, e non soltanto in ambienti arredati in stile classico. Al contrario, può essere un tessuto un po’ anticonvenzionale proprio per chi ama il moderno e desidera inserire un tocco originale e sofisticato nella propria zona living. Per esempio, molti divani di Bonaldo in velluto vengono inseriti all’interno dei nostri progetti.

Tornando ai tessuti, intesi anche come soluzione molto pratica, va detto che la tecnologia ha fatto passi da gigante negli ultimi anni: oggi non è affatto difficile trovare stoffe antimacchia in grado di garantire un’ottima resistenza all’acqua, al vino, alle bibite in generale ed anche alle sostanze oleose: grazie ad un particolare trattamento, i liquidi non penetrano nelle trame del tessuto, consentendo un’immediata ed efficace pulizia.

Sono sempre più diffusi, insomma, i tessuti da divano facilmente smacchiabili, praticamente idrorepellenti e, molto spesso, anche trattati in modo tale da risultare anallergici. Sono anche più resistenti ai lavaggi e addirittura ai graffi (chiunque possieda un gatto, sa bene quanto questo aspetto possa essere importante!) 

Divano meglio pelle o tessuto? I divani in pelle scamosciata.

Divano Daytona di Cava Divani

C’è poi una terza opzione possibile. Una valida alternativa alla classica pelle (da molti considerata un pochino fredda e, al tempo stesso, dall’effetto un po’ “appiccicoso”): stiamo parlando della pelle scamosciata. Molto di moda già negli anni ’70, sta tornando ad essere una soluzione di grande tendenza. 

I divani realizzati in pelle scamosciata hanno senza dubbio un aspetto molto sofisticato e sono perfetti per chi cerca qualcosa che dia un’impronta un po’ vintage all’ambiente. Divani che sanno essere accoglienti, ma anche dotati di una certa personalità, indubbiamente un bel tocco di stile in salotto.  

La manutenzione della pelle scamosciata richiede, ovviamente, qualche accorgimento in più, così come accade per la pelle comune. In commercio esistono appositi prodotti per eliminare eventuali macchie, ma in ogni caso è necessario prendersi cura del divano periodicamente. Ad esempio passando un’apposita spazzola per pelli scamosciate, oppure un panno adatto, ed anche utilizzando spesso l’aspirapolvere per rimuovere briciole e altri piccoli residui.

Come organizzare la cabina armadio

Come organizzare la cabina armadio

Cambiando casa, o ristrutturando quella in cui già si abita, si può anche riuscire a realizzare il sogno di una vita: possedere una bella cabina armadio, di quelle che di solito si vedono solo nelle riviste e nei programmi tv di arredamento, oppure decisamente nei film.

Non tutti possono permettersi di avere una cabina armadio: non tanto per ragioni economiche, ma più che altro per questioni legate allo spazio disponibile. Ecco perché, se si riesce nell’intento di ricavarne una dentro la propria abitazione, certamente non ci si può permettere di sbagliare: occorre assolutamente organizzarne l’interno nel miglior modo possibile, così da sfruttare ogni centimetro a disposizione e renderla davvero comoda e funzionale. 

Come progettare la cabina armadio perfetta.

La cabina armadio, il progetto.

La cabina armadio è certamente importante per tutti coloro che sono appassionati di moda e che, quindi, dispongono di un quantitativo considerevole di abiti, scarpe, borse ed accessori vari. Viene immediatamente da pensare alle donne, ma non è poi così scontato che siano le uniche ad apprezzare le cabine armadio. Anzi, negli ultimi anni sono moltissimi gli uomini che si sono fatti sedurre dal fascino di un ambiente così intimo e particolare, come può essere appunto una cabina armadio dentro cui riporre tutti i propri effetti personali (riguardanti l’abbigliamento in senso stretto, ma non soltanto).  

Vediamo come si può organizzare in maniera logica e pratica una cabina armadio, tenendo sempre in considerazione le necessità e le caratteristiche di chi dovrà riporci all’interno i propri abiti ed i propri accessori. La cabina armadio, infatti, deve diventare un po’ uno specchio della personalità di chi la possiede e la utilizza. Ecco perché, al suo interno, si possono anche creare zone ben distinte per venire incontro, ad esempio, alle differenti esigenze maschili piuttosto che a quelle femminili. 

Prima di tutto, è sempre necessario avere un’idea ben precisa di ciò che si intende inserire all’interno della cabina armadio. I vestiti, è ovvio: ma non ci sono soltanto quelli, e comunque anche tra i vestiti stessi ci sono grosse differenze. Abiti lunghi, abiti corti, magliette, maglioni, pantaloni, gonne, cappotti, biancheria… e poi ci sono le scarpe, gli accessori come le borse, le cinture, le cravatte, gli eventuali gioielli, ecc. 

Un lungo elenco, insomma, di possibili oggetti che possono senz’altro trovare la loro collocazione ideale all’interno di una cabina armadio. Basta soltanto saperla progettare definendo la giusta distribuzione di ante, ripiani, cassetti grandi, cassetti più piccoli, barre per appendere e così via. Non esiste una cabina armadio perfetta in assoluto, la struttura interna (composizione, profondità, altezza dei vani, ecc.) deve sempre tenere conto delle necessità individuali e soggettive. 

Due cose che, in ogni caso, non dovrebbero mai mancare sono uno specchio, preferibilmente a figura intera, e un buon sistema di illuminazione. Inoltre, se lo spazio lo consente, è certamente molto utile poter disporre di una seduta da utilizzare mentre ci si cambia, o anche per appoggiarci sopra eventuali vestiti o per allacciarsi le scarpe più comodamente. 

Dove posizionare le scatole del cambio stagione.

Il famoso “cambio di stagione” è sempre uno dei momenti più temuti e odiati da molte persone, per lo più donne (e diciamolo pure!), ma inesorabilmente si ripresenta ogni anno…

Disporre di una cabina armadio abbastanza spaziosa, certamente, può semplificare il lavoro. Per far spazio agli indumenti più adatti alla nuova stagione alle porte, può essere utile organizzarsi con delle vere e proprie scatole dentro cui riporre ciò che per un bel po’ di mesi non occorrerà più (indumenti estivi o, al contrario, quelli decisamente invernali). 

La cosa ideale è prevedere dei ripiani nella parte alta della cabina armadio, quella meno sfruttata nella quotidianità, che siano sufficientemente ampi per poter contenere le varie scatole destinate al cambio di stagione. Allo stesso modo, le scatole potrebbero essere collocate anche in eventuali angoli remoti, quelli più difficili da raggiungere, o magari in piccole nicchie che diversamente non sarebbero granché sfruttabili. 

Con un buon progetto, e senza dover spendere per forza una fortuna, anche il noiosissimo cambio di stagione può diventare molto meno impegnativo, se si dispone di una bella cabina armadio funzionale. 

Accessori estraibili e non.

Porta pantaloni estraibile Sangiacomo.

All’interno di una cabina armadio, volendo, ci si può davvero sbizzarrire inserendo diversi elementi accessori che possono essere estraibili oppure fissi. 

Basti pensare, ad esempio, agli appositi portapantaloni, oppure ai portacravatte, ai servetti, ai casellari per le camicie, soltanto per citarne alcuni. Oltre a tante tipologie di barre multifunzionali, aste, ganci e così via. Si tratta di elementi che possono sicuramente impreziosire la cabina armadio, rendendola ancora più completa e fruibile, oltre che bella. Sì perché comunque anche la bellezza vuole la sua parte: se la cabina armadio deve, giustamente, essere la realizzazione di un piccolo sogno, tanto vale renderla più accogliente ed elegante possibile. 

Sono, ad esempio, molto comodi ed esteticamente molto belli i cassettini creati apposta “per lui” per inserirci le cravatte ripiegate oppure le cinture arrotolate, così come sono raffinatissimi gli organizer a scomparti “per lei”, ideali per tenere in ordine bijoux vari oppure foulards, ecc. 

Si tratta, chiaramente, di accessori che possono incidere un po’ sul prezzo finale della cabina armadio, ma senza strafare e avendo cura di scegliere solo quelli che potrebbero essere davvero utili, merita concedersi l’inserimento di qualche dettaglio un po’ particolare. 

La scarpiera dentro la cabina armadio.

Scarpiera in cabina armadio
Scarpiera in cabina armadio

Ci sembra evidente che non possa esistere una bella cabina armadio senza un apposito spazio destinato alle scarpe. 

Anche in questo caso, deciderne le dimensioni e la struttura è del tutto soggettivo. C’è chi possiede decine di paia di scarpe, e chi se la cava invece con pochi modelli. Dunque, non necessariamente lo spazio riservato alle calzature deve essere sempre lo stesso. 

Peraltro, un’altra cosa di cui tener conto è la tipologia di calzatura. In presenza di stivali, ad esempio, dovranno essere previsti degli spazi più alti tra un ripiano e l’altro. 

Inoltre, si può prevedere di posizionarle dritte o su cassetti scorrevoli, oppure incasellate in tanti piccoli vani, oppure ancora appoggiate su ripiani leggermente inclinati, per sfruttare al massimo lo spazio a disposizione. C’è poi chi preferisce conservare le scarpe all’interno della propria scatola (soprattutto quelle meno usate), e chi invece le lascia sempre prive del proprio contenitore, così da averle sempre sott’occhio per effettuare l’accostamento migliore in base al look prescelto della giornata: in un caso o nell’altro, bisogna sempre progettare anche questa parte della cabina armadio in modo creativo e pratico al tempo stesso, per sfruttare ogni angolo possibile e per proteggere le calzature, ad esempio, dalla polvere. 

Arredare per lo Smart Working

Arredare per lo Smart Working

Inutile negarlo: il 2020 rimarrà impresso nella memoria collettiva come l’anno della “pandemia”, del “distanziamento sociale” e… dello “smart working”! Tutti termini che nessuno quasi mai utilizzava e che, tutto ad un tratto, di prepotenza, sono diventati parte della nostra quotidianità. Arredare per lo Smart Working è dunque fondamentale. Pensare ad uno spazio per lo Smart Working in salotto o per lo Smart Working in camera da letto è esigenza sempre più comune.

 Le nuove esigenze legate al lavoro da casa: arredare per lo Smart working

Ma concentriamoci soprattutto sul fenomeno dello smart working. Perché davvero di fenomeno di massa si può ormai parlare. Il termine è chiaramente anglosassone e, in pratica, serve per identificare il cosiddetto telelavoro, o lavoro “agile”: insomma, il lavoro svolto da casa anziché in ufficio.

Arredare per lo smart workin

Certo, non tutti i mestieri si prestano per poter essere svolti tra le pareti domestiche. Ma, soprattutto con l’ausilio della tecnologia, tanti lavori si sono potuti riadattare in modo tale che potessero essere portati avanti ugualmente. Anche senza essere fisicamente presenti in azienda.

Dal momento che la cosa ha evidentemente dato buoni risultati, anche ora che il livello di emergenza non è così elevato come alcuni mesi fa, sono moltissimi gli italiani che continuano ad esercitare la loro professione da casa. Questo ha fatto sì che tante persone abbiano dovuto ricavare, all’interno della propria abitazione, spazi ad uso studio/ufficio. Spazi che un tempo non erano proprio previsti. Insomma, arredare per lo smart working è ormai molto importante.

Se è stata, inizialmente, una necessità improvvisa che ha colto molte famiglie alla sprovvista. Ora è sicuramente giunto il momento di pensare concretamente a come organizzare la postazione di lavoro all’interno della casa. Proprio in funzione di queste nuove esigenze e tendenze. Una scelta che deve essere fatta tenendo conto della praticità, della funzionalità ma anche, senza dubbio, dell’estetica.

Smart Working in salotto

Alcuni, per fortuna, già disponevano e dispongono tuttora di un ambiente domestico destinato ad essere utilizzato come studio. Ma tutti gli altri, si presume la maggioranza, dove potrebbero eventualmente collocare uno scrittoio e, se necessario, anche una piccola libreria? Insomma, come potrebbero ridisegnare la “geografia” della propria abitazione? Gli ambienti più adatti per essere, almeno in parte, trasformati per poter contenere anche una vera e propria postazione di lavoro sono senz’altro il salotto e, come seconda opzione, la camera da letto.

Partiamo proprio dal salotto. Di solito, si tratta della zona dedicata al relax e alla convivialità. Divano, tavolino, parete attrezzata con tv, ecc.  Con qualche accorgimento, però, e lasciandosi ispirare dalle tante proposte di aziende tipo Bonaldo, Cattelan, Arte Brotto per citare alcuni dei marchi più rinomati, non sarà difficile riuscire ad inserire, ad esempio, un bello scrittoio di design che vada perfettamente ad inserirsi nel contesto circostante.

Una bella scrivania per lo Smart Working in salotto, scelta tra i tantissimi modelli disponibili, può essere non soltanto utile. Può inaspettatamente rivelarsi un elemento di design importantissimo.  Una volta posizionata nella giusta prospettiva per quanto concerne l’illuminazione proveniente dall’esterno, una scrivania di qualità e abbinata con gusto al resto dell’arredamento, può diventare il fulcro di tutto il salotto. Qualcosa di molto bello anche da vedere. Combinazioni di legno, laccati, acciaio… ce n’è davvero per tutti i gusti e tutti gli stili!

La sedia da accostare allo scrittoio dovrà essere, anch’essa, in armonia con tutto il resto e costituire un ulteriore elemento di richiamo di tutta la zona living. Quindi sarebbe consigliabile optare per un design un pochino più ricercato (nella linea, nella scelta dei materiali, ecc.) rispetto a quello che avrebbe avuto se fosse stata collocata altrove.

Come nascondere la postazione di lavoro

E se volessimo invece rendere lo spazio adibito allo Smart Working in salotto un pochino più appartato, meno visibile? Per arredare per lo smart working, potrebbe essere un’ottima idea quella di creare una sorta di parete divisoria, magari con una libreria che crei separazione ma, al tempo stesso, lasci filtrare luce e si riveli anche utile come elemento contenitivo per riporre, per l’appunto, libri, documenti vari, magari una piccola stampante.

Lavorare in camera da letto

Può capitare che il salotto proprio non abbia le dimensioni o le caratteristiche necessarie per poter ospitare una, seppure piccola, postazione dedicata allo smart working. Ecco allora che, in questo caso, la camera da letto potrebbe rivelarsi la seconda opzione possibile. Vediamo come arredare per lo Smart working in camera da letto.

Anche in questa circostanza, infatti, può essere sufficiente modificare leggermente la disposizione interna dei mobili per poter ricavare uno spazio in cui inserire uno scrittoio ed eventualmente anche delle mensole.Oppure una sorta di piccola libreria (anche soltanto sospesa, non necessariamente poggiata a terra, per sfruttare il più possibile almeno lo spazio offerto dalle pareti).

Con un po’ di fantasia, meglio ancora affidandosi anche ai consigli di qualche esperto, si possono ricavare ottime postazioni di lavoro, pratiche e funzionali, anche in camera da letto. Sempre senza dover rinunciare allo stile e al design.

Smart working in camera da letto

Si può dare nuova vita ad una nicchia che sembrava destinata a rimanere praticamente inutilizzabile, oppure si può approfittare della testiera stessa del letto per creare una sorta di prolungamento che si trasformi in piano di lavoro. Oppure ancora si può andare a sfruttare la parte che si trova sotto la finestra, posizionando invece di lato mensole o altro.Naturalmente facendo in modo che il tutto vada perfettamente ad “incastrarsi” rispetto al resto della struttura della stanza.

Come nascondere la postazione di smart working

Se invece possiamo prendere in considerazione di apportare modifiche più importanti all’arredamento di casa nostra, possiamo dire che i mobili trasformabili si stanno rivelando delle ottime soluzioni. Sia per lo smart working in salotto, sia per lo Smart Working in camera da letto. Grazie a dei semplici meccanismi, ci permettono di duplicare lo spazio trasformandolo. Per esempio, le soluzioni proposte da Clever, propongono piani scrittoio che si nascondono sotto al letto oppure vere e proprie pareti girevoli pronte a nascondere la vostra scrivania. I mobili trasformabili hanno la peculiarità di nascondere ed integrare la postazione di lavoro. Un altro esempio che lascerà tutti a bocca aperta è il sistema ideato da Protek: la scrivania scompare all’interno di un controtelaio annegato nella parete, oppure accostato ad un arredo già esistente.

smart office protek

Insomma, come si è soliti dire, è possibile fare di necessità virtù: arredare per lo smart working può diventare un’occasione per rinnovare qualche ambiente domestico, aggiungendo degli elementi utili ma anche un bel tocco di eleganza e di design.

Come decorare casa in autunno

Come decorare casa in autunno

Ci siamo, anche quest’anno l’autunno è ufficialmente arrivato. Con i suoi colori caldi e quell’atmosfera unica che fanno di questa stagione, senza dubbio, una delle più magiche. Perché non portare dentro casa, allora, un po’ di questa magia autunnale? Vediamo insieme come decorare casa in autunno. E’ chiaro che stravolgere l’arredamento di casa a seconda delle stagioni non è una cosa realizzabile, ma certamente si può dare spazio alla propria fantasia. Cercare di inserire complementi e dettagli vari che vadano in qualche modo a richiamare i colori caldi e l’atmosfera accogliente che l’autunno porta con sé.

La scelta dei colori autunnali

Come decorare casa in autunno

Innanzitutto, quali sono i colori su cui puntare se vogliamo ottenere un risultato che richiami l’autunno, pur adattandosi al resto dell’arredamento già presente dentro casa? Quali colori e come decorare casa in autunno?

Se l’appartamento ha già un’impronta basata principalmente sulle tonalità del marrone, del beige, del tortora e così via, siamo già sulla buona strada. Un arredamento ricco di legno (tavolo, mobili, ecc.), magari con un bel divano in pelle marrone. I travi a vista o altri elementi importanti che già richiamano di per sé i colori autunnali, si prestano all’inserimento di ulteriori dettagli magari sulle tonalità dell’arancio, dell’ocra, del verde, del bronzo, del panna o del marrone stesso.

E se, invece, la casa fosse, supponiamo, un mix ultra moderno di bianco, nero e grigio? Il tipico arredamento contemporaneo minimalista e di design, tanto per intenderci? Ecco, allora in questo caso potrebbero stare benissimo nuances un po’ più inconsuete, sempre calde e che in qualche modo richiamino le atmosfere autunnali, ma con un pizzico di originalità: bordeaux, prugna, rosso vinaccia, lilla… sono tante le tonalità alternative che potrebbero creare un ambiente comunque in sintonia con la stagione.

Come decorare casa in autunno: fantasie dei tessuti d’arredo

Vediamo insieme quali potrebbero essere i complementi d’arredo da inserire nella stagione autunnale, per ottenere un’atmosfera più calda ed accogliente.

Sicuramente, bisogna puntare molto sui tessuti d’arredo, tipo cuscini, plaid, runner, tappeti…

Sistemare sul divano dei bei cuscini con i colori autunnali, in tinta unita o anche sfruttando le tante fantasie che si possono trovare, ovviamente realizzati in tessuti caldi e morbidi, può essere la prima mossa da fare.

E poi ci sono i plaid, le coperte… sul letto, sul divano per stare caldi davanti alla tv… tutto rigorosamente di lana o anche di pile, sempre nei colori più adatti in base all’arredamento. Un modo per aggiungere, è proprio il caso di dirlo, colore e calore alla casa.

Altri elementi in tessuto che possono essere utili per abbellire gli spazi in stile autunnale sono i runner ed i tappeti, ad esempio. Aggiungere un runner dai colori caldi sul tavolo del soggiorno, su cui magari posizionare anche altri piccoli oggetti che richiamino la stagione, può essere un’altra bella opportunità per ricreare la giusta atmosfera. Lo stesso dicasi per un tappeto, che magari in estate non c’è, ma che con l’arrivo dei primi freddi può essere utile e bello al tempo stesso: davanti al divano, magari accanto al caminetto… sono tante le soluzioni possibili, basta giocare un po’ con la fantasia!

Altri complementi autunnali dai colori caldi


Cos’altro possiamo aggiungere per ottenere un risultato che dia l’idea di casa accogliente, pronta per affrontare anche i mesi più freddi, senza però correre il rischio di riempirla di troppe cose?

Oltre ai tessuti d’arredo, indubbiamente può valere la pena inserire anche qualche oggetto che possa richiamare gli stessi colori utilizzati per cuscini, plaid, ecc. Pensiamo, ad esempio, a qualche bel vaso, oppure a dei piatti esposti in una credenza o a qualche cornice a tema, senza tralasciare dettagli come candele, composizioni fatte con zucche, melograni, rametti, ghirlande, pigne, candele, lanterne…

A volte può essere sufficiente una passeggiata nei boschi, immersi nella natura, per trarre ispirazione anche per l’arredamento di casa. Con un pizzico di fantasia, creatività e buon gusto, non sarà difficile aggiungere piccoli dettagli in grado di decorare gli ambienti in stile autunnale.

Meglio parquet o gres effetto legno?

Meglio parquet o gres effetto legno?

Il pavimento in legno ha da sempre il suo fascino. Richiama l’eleganza dei palazzi storici e rimanda alla bellezza ed alla purezza della natura. Nell’ultimo decennio ha preso però piede il gres porcellanato effetto legno, e sono sempre più i clienti che ci chiedono consiglio su cosa sia meglio tra i due. Vediamo le differenze tra i due materiali e cerchiamo di fare chiarezza per fare la scelta migliore per il nostro pavimento. Meglio parquet o gres?

Il pavimento in Parquet

Esistono vari tipi di parquet, diversi per natura, forma, gusto estetico e ovviamente per prezzo.

  • Parquet in legno massello. Si tratta del classico pavimento realizzato in doghe di legno massello pieno, di varie forme e dimensioni che devono essere incollate al massetto. Ha di solito uno spessore che varia tra i 12/15mm e la posa non prevede fughe. Viene posato grezzo e solo successivamente riceve le finiture: verniciatura, oliatura, levigatura e lucidatura.
  • Parquet in legno prefinito. Anche detto multistrato in quanto composto da più strati di legno (di solito 2/3) che fungono da supporto, finiti con lo strato nobile di uno spessore che va dai 1,5mm ai 5mm, che viene trattato con eventuale verniciatura, oliatura, levigatura e lucidatura. E’ una soluzione che permette di avere un pavimento che esalta la bellezza del legno, pur contenendo i costi rispetto al legno massello. Di solito le doghe hanno un incastro maschio/femmina che ne agevolano la posa e che ne sottolineano la bisellatura (leggero taglio obliquo degli angoli della doga). La posa viene di solito effettuata flottante, con un materassino di sottofondo che nella maggior parte dei casi è fonoassorbente (per eliminare il rimbombo dovuto al rumore di calpestio) oltre a fungere da barriera al vapore, ed è di rapida esecuzione.

Parquet o gres

Il parquet prefinito posato flottante risulta perfetto per una posa su un pavimento riscaldato, è solo necessario avere alcune accortezze:
Il riscaldamento a pavimento deve essere già entrato in funzione da alcune settimane per stabilizzare il massetto sul quale verrà posato il legno.

Si consiglia sempre di portare qualche giorno prima di posarlo, i pacchi di parquet nell’ambiente in cui dovrà essere posato; in questo modo il legno si adatterà all’umidità e alla temperatura dei locali.

Parquet o gres in bagno?

Uno dei dubbi di molti nostri clienti è se è possibile utilizzare il parquet in bagno. La risposta è si, e spieghiamo quali accortezze adottare in questo interessantissimo articoloNel caso in cui si voglia pavimentare tutto il bagno con il legno, basterà optare per dei sanitari sospesi che, non entrando mai in contatto con il legno, eviteranno la possibile formazione di muffe attorno ai sanitari stessi. Un’altra soluzione può essere quella di utilizzare il legno nella zona lavabo e di accostare un gres porcellanato, magari effetto cemento per creare un contrasto, nella zona sanitari, doccia e/o vasca.

Parquet o gres

Gres porcellanato effetto legno

Il gres porcellanato è un materiale che negli ultimi anni ha preso piede all’interno delle nostre case grazie alle sue molteplici proprietà, tra le quali spicca la resistenza. Si tratta di un materiale altamente resistente e che quindi si presta perfettamente ad essere utilizzato come pavimento. Le varie lavorazioni consentono di trasformare questa miscela di minerali, che viene cotta ad altissime temperature (fino a circa 1250 °C) donandone vari aspetti: effetto cemento, effetto corten.. ed ovviamente effetto legno. 

Lea gres effetto legno
Il gres effetto legno ha una resa naturale e realistica

Sono infatti moltissime le aziende che realizzano questo effetto riproducendo fedelmente il legno non solo con le sue cromie, ma anche con le venature e le imperfezioni. Molto spesso capita, a prima vista, di confondere un parquet o gres effetto legno.

Ne esistono di vari formati (dai listoni più piccoli di dimensioni pari a 10 x 60cm, fino ad arrivare a listoni più grandi che raggiungono dimensioni pari a 20 x 120cm circa), di varie finiture ( a partire dal rovere naturale, più o meno grezzo, fino ad arrivare al rovere sbiancato, alle tinte sui toni del grigio..) e ovviamente tutti rettificati, ossia i bordi sono tagliati ad angolo retto, in modo da ridurre al minimo la fuga tra una piastrella e l’altra, donando così un aspetto molto più uniforme al pavimento.
Il gres è quindi molto resistente alle abrasioni, non assorbe oli, grassi e non “patisce l’acqua” assicurando così una resa estetica abbinata ad un’estrema praticità.

Meglio parquet o gres porcellanato effetto legno?

Abbiamo visto che sono molti i punti di forza di entrambi i materiali, quindi ci sentiamo di non prendere posizione per uno o per l’altro. Per chi ama il legno e la sua naturalezza in casa, scegliere il parquet in legno si rivelerà senza dubbio la scelta giusta. Saranno poche le accortezze che dovrà seguire per mantenere la sua bellezza nel tempo. Per chi invece preferisce la praticità, siamo certi che il gres porcellanato effetto legno sarà la scelta migliore.

Torino, maggio 2020

Arch. Vottero Eleonora

Pavimenti in resina

Pavimenti in resina

Una tendenza sempre più in voga nel campo dei rivestimenti per interni sono i pavimenti in resina. Vi sarà infatti capitato di sentire qualcuno dire “ho fatto resinare il pavimento” oppure “dietro la cucina ho fatto mettere la resina”. In questo articolo analizzeremo pro e contro dei pavimenti in resina, le applicazioni e come inserirlo in un progetto di arredo.

pavimento resina

(Courtesy of: blogspot.com)

Cos’è la resina? Quanto costa? E quanto realmente funziona?

Con il termine “resina” si intende generalmente un materiale a base polimerica in grado di indurire per mezzo di un intervento esterno. Quale può essere la temperatura oppure una sorgente luminosa, tipicamente nel campo dei raggi ultravioletti.
Le tipologie di base polimerica più utilizzate nel campo delle resine da rivestimento sono tipicamente tre. Epossidica, Poliuretanica (PU), Acrilica, ovvero a base di MetilMetacrilato (MMA).
L’utilizzo dell’una o dell’altra tipologia viene normalmente valutato da esperti durante un sopralluogo, in quanto dipende dalle condizioni locali di temperatura, umidità, frequenza di calpestio e sollecitazione luminosa.
In generale però, è possibile stilare un elenco di pregi e difetti che prescindono dal tipo di resina, essendo dovuti alla sua natura di pavimentazione polimerica.

schienale cucina in resina
(Courtesy of: blogspot.com)

Vantaggi dei rivestimenti e pavimenti in resina

  • Ogni pavimento in resina può essere “posato” ovvero “colato” al di sopra di una pavimentazione esistente, abbattendo dunque costi e problemi legati ad una eventuale demolizione;
  • La resina è unica e assolutamente personalizzabile: grazie all’aggiunta di opportuni pigmenti, materiali decorativi e cariche rinforzanti essa può infatti essere realizzata in qualsiasi colore, decorata, finita in modo lucido o opaco, liscia o ruvida;
  • I pavimenti in resina sono di tipo “monolitico” ovvero senza fughe: questo permette il massimo igiene e la massima facilità di pulizia. Non dimentichiamo infatti che come concetto di “design” sono stati presi in prestito dall’ambito industriale/ospedaliero;
  • Per sua natura idrorepellente e ciò la rende inattaccabile da muffe e batteri;
  • Il materiale costituente la resina non crea una barriera al calore ed è dunque adatto anche a massetti con riscaldamento a pavimento.
pavimento resinato

(Courtesy of: resingroup.net)

Svantaggi di un rivestimento in resina

I pro e contro dei pavimenti in resina sono estremamente simili a quelli di un parquet e sono i seguenti.

  • Usura: mediamente, dopo circa una decina di anni, il pavimenti in resina hanno bisogno di un restyling. Si deve procedere in questi casi ad una carteggiatura e successiva ricolata per far tornare come nuovo un pavimento che, con il tempo e in misura della manutenzione avuta, ha subito graffi, piccole crepe o sfaldature dovute a cadute accidentali di oggetti o a calpestio con tacchi.
  • Invecchiamento: alcune resine, in particolare le epossidiche, sono molto resistenti all’usura ma presentano per contro una bassa resistenza all’irraggiamento solare (UV). Con il tempo, l’esposizione ai raggi solari le può far ingiallire oltre che “sovra-reticolare”, andando quindi a creare delle piccole crepe sulla superficie.
  • Scivolosità: le resine, a meno che non opportunamente modificate al fine di ottenere una superficie rugosa, sono normalmente molto scivolose in presenza d’acqua o sostanze oleose.

In sintesi, i pavimenti in resina sono sicuramente una buona innovazione e senza eguali dal punto di vista estetico, qualora non si gradisca l’aspetto di un legno o di una tradizionale piastrella in gres. Pur tuttavia presenta dei limiti funzionali e dal punto di vista dei costi incide probabilmente meno all’atto della prima posa, ma recupera nel tempo con la manutenzione.

Torino, aprile 2020

Ing. Vottero Francesca

Differenza tra top in Gres e Agglomerato di quarzo

Differenza tra top in Gres e Agglomerato di quarzo

Il piano di lavoro è una delle parti più importanti di una cucina, in quanto è quello maggiormente sollecitato. Tra i molti materiali che ci vengono proposti nell’acquisto di una cucina, spiccano il gres e l’agglomerato di quarzo, entrambi molto performanti. Ma quali sono le reali differenze tra gres e agglomerato di quarzo?

Le caratteristiche del Top in Gres.

Il gres è sostanzialmente una miscela di minerali (argille, feldspati) pressata e cotta ad alte temperature (fino a 1250°C circa). La sua resistenza è dovuta al cosiddetto processo di sinterizzazione, secondo il quale i vari “granelli di sabbia” coalescono tra loro per diffusione, formando dei colli gli uni con gli altri.

differenza piano gres e quarzo(Courtesy of: https://it.emcelettronica.com)

Grazie al modo in cui viene prodotto esso risulta estremamente resistente a:

  •         Abrasioni e graffi: solo altra ceramica (ad esempio un coltello a lama ceramica) può scalfirlo;
  •          Raggi UV (è quindi adatto ad usi esterni);
  •          Stress atmosferici (vista la sua alta densità e la sua bassa percentuale di porosità, non assorbe acqua, risultando completamente impermeabile sia all’acqua sia ai grassi);
  •          Alte Temperature (può sopportare una pentola calda senza danneggiarsi).

Viste le sue proprietà di bassa assorbanza, è infine un materiale molto igienico e facilissimo da pulire.

Le caratteristiche dell’ Agglomerati di quarzo.

Analizzando la differenza tra gres e agglomerato di quarzo, quest’ultimo è sempre composto da una miscela di minerali (con – come suggerisce il nome – un’alta percentuale di quarzo), ma la sua resistenza è dovuta non ad un processo di sinterizzazione, bensì alla presenza di una resina nell’impasto, la quale funge sostanzialmente da “collante”. 

È per via di questa resina che gli agglomerati sono in generale meno resistenti al calore rispetto ai gres. I minerali che compongono i due materiali sono – in ambo i casi – resistenti al caldo. Ciò che fa la differenza è il modo in cui sono tenuti insieme. Inserire della resina (di matrice polimerica) all’interno della miscela di minerali è decisamente meno costoso rispetto ad avviare un processo di sinterizzazione, il quale richiede un impianto produttivo dotato di forni ad hoc. Da qui trae origine la differenza di prezzo che generalmente esiste tra un top in quarzo ed uno in gres.

Differenza di pmanutenzione tra gres e agglomerato di quarzo

L’agglomerato di quarzo è comunque un materiale migliore rispetto ai laminati, ma, se confrontato con il gres, evidenzia alcune carenze soprattutto per quanto concerne l’utilizzo in cucina; altro discorso vale per i bagni nei quali i piani non sono generalmente sottoposti né a calore né ad abrasioni da utensili.

Esso è infatti un materiale facile da pulire, igienico, impermeabile e resistente dal punto di vista meccanico. Rispetto al gres (ed anche rispetto ai graniti) è però meno resistente alle abrasioni, ai raggi UV (in quanto la resina è alterabile dalle radiazioni solari) ed alle alte temperature.

Infine, un’ultima differenza tra i due materiali risiede nella loro resa estetica. Il gres, proprio per come vengono realizzate le lastre, viene messo in commercio con gli spessori 6 (sconsigliato in cucina per via della eccessiva fragilità), 12 o 20 mm e con una finitura che, nella maggioranza delle finiture disponibili, è opaca.

Piano cucina in gres

(Courtesy of: www.ambientecucinaweb.it)

Al contrario, l’agglomerato di quarzo è per lo più lucido ed ha spessori 20 o 30 mm: con spessori ridotti le lastre non avrebbero infatti sufficiente compattezza.

Piano cucina in quarzo

(Courtesy of: www.zafaranamarmi.it)

Per concludere, possiamo affermare che entrambi i materiali sono molto performanti, ma in generale il migliore è il gres, il cui costo va però valutato in base alle proprie reali esigenze, tecniche ed estetiche.

Torino, marzo 2020

Ing. Francesca Vottero

La nuova cucina Meson’s Materia.

La nuova cucina Meson’s Materia.

Le cucine Meson’s sono da sempre sinonimo di qualità e praticità. La vastissima gamma compositiva, le finiture che spaziano dai laccati, passando per i legni fino alle molteplici varianti materiche permettono di progettare soluzioni uniche ed inimitabili. Da oggi l’azienda cresce ulteriormente e presenta sul mercato la cucina Meson’s Materia. Unica nel suo genere, nata per essere personalizzata e che fa della progettazione il carattere distintivo: Materia.

Quali sono le caratteristiche della nuova cucina Meson’s?

Le caratteristiche tecniche della cucina Meson’s Materia sono esse stesse l’essenza del progetto. L’anta è costituita da un telaio di alluminio pronto ad ospitare qualsiasi finitura del campionario Meson’s. Nel dettaglio il telaio ha le seguenti particolarità:

  • presa a 30 gradi con profilo in silicone antiscivolo per garantirne una presa comoda e sicura.
  • il telaio è completamente nascosto del pannello di finitura tranne che per un sottilissimo profilo estetico sul lato superiore.
  • è personalizzabile nelle finiture per adattarsi alla perfezione ai pannelli applicati.

I’anta della cucina Meson’s Materia può ospitare pannelli in Gres( scopri la differenza tra grès e agglomerato di quarzo), Corian, Laccato lucido o Opaco, Vetro laccato lucido o satinato, laminati ed effetti spatolati che richiamano le essenze delle malte o del legno. E’ una cucina che non ha limiti di progettualità. Infatti si presta ad essere inserita in ambienti total living, grazie anche al programma Boiserie perfettamente abbinato nelle finiture.

Lo showroom di Vottero

Abbiamo scelto di presentare la nuova cucina Meson’s Materia nel nostro punto vendita, sviluppando una composizione che racchiude molti elementi distintivi delle cucine Meson’s.

Nel dettaglio la composizione sviluppa una cucina a ferro di cavallo, con una parete attrezzata con colonne pensate per ospitare gli elettrodomestici e una comoda “Teca” illuminata. La scelta del vano Teca all’interno della parete colonne assolve due scopi. Creare uno sfondato in contrasto di finitura con le colonne stesse e ricavare un utile e comodo vano per ospitare i piccoli elettrodomestici. Per le colonne, abbiamo scelto di utilizzare Meson’s Linea in finitura laminato Fenix Grigetto con profilo gola abbinato. Il vano Teca è stato invece realizzato in finitura Pergamena come le ante delle delle basi che completano la composizione.

La parete nella quale trova spazio l’importante lavello a singola vasca Foster in acciaio inox, ha il top a profondità 70 cm. La maggor profondità del top cucina, ci permette di inserire delle comode attrezzature a parete, ricche di elementi utili all’uso quotidiano. Appensimestoli, porta coltelli, porta-tablet e utili vani a giorno per piccoli utensili. Completano la parete gli scenografici pensili con anta a telaio Scrigno con illuminazione interna. Il piano cottura, posizionato sulla penisola, assume il ruolo centrale della composizione, arricchito dal piano snack con taglio inclinato realizzato in laminato Fenix Grigetto.

Scarica il catalogo della cucina Meson’s Materia

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Come regolare le ante di un armadio scorrevole

Come regolare le ante di un armadio scorrevole

L’armadio ha la particolarità di possedere una struttura molto alta con vani larghi, nel caso dei moderni armadi scorrevoli i vani possono arrivare fina a 150 cm. Infatti a causa della dimensione, la struttura subisce nel corso del tempo, e sulla base della distribuzione dei carichi al suo interno, delle piccole deformazioni ed assestamenti. Questi movimenti possono far sì che le ante richiedano di essere registrate per poter scorrere al meglio. Vediamo come regolare le ante dell‘ armadio scorrevole.

Difetti che si possono riscontrare:

  •  Ad ante chiuse si nota un disallineamento con i fianchi terminali dell’armadio.
regolare ante armadio scorrevole
  • Difficoltà e/o sfregamenti durante lo scorrimento.
  • Ante “imbarcate” in altezza. Per verificare la presenza di questo difetto, è necessario posizionarsi lateralmente all’armadio e controllare che la luce presente tra fianco e anta sia uguale per tutta l’altezza della stessa.

ante armadio imbarcateCome regolare le ante dell’armadio scorrevole.

Per regolare le ante di un armadio scorrevole è necessario in primo luogo assicurarsi che la struttura dell’armadio sia posizionata in piano. Potete utilizzare una livella a bolla d’aria e posizionarla sul basamento di ognuno dei vani. Solo dopo aver verificato questo primo fondamentale passaggio, si potrà iniziare la regolazione delle ante scorrevoli dell’armadio. Qualora si riscontrassero anomalie, sarà necessario come prima cosa agire sulle viti di regolazione per posizionare la struttura perfettamente in piano.
Regolare le ante dell’armadio è un’operazione semplice e può essere eseguita da chiunque abbia un po’ di dimestichezza con il fai da te.

vite registro per regolare armadio


I materiali necessari sono: una scala, un cacciavite con la punta a croce o una chiave a brugola ( dipende dalla tipologia di carrelli installati sulle ante), una chiave inglese da 10 mm o l’apposita chiave fornita al momento dell’installazione per la regolazione della vite tensionatrice che regola la flessione dell’anta.

Come regolare l’armadio scorrevole se le ante non sono allineate frontalmente con i fianchi esterni della struttura.

regolare ante scorrevoli

In questo caso specifico, per riallineare l’anta e renderla parallela al fianco laterale dell’armadio, sarà sufficiente agire sulle viti di regolazione dei carrelli di scorrimento posizionati nella parte alta. In particolar modo sarà sufficiente alzare il carrello di sx oppure abbassare il carrello di dx come illustrato nello schizzo di seguito.

Allineamento ante

Così facendo l’anta farà un leggero spostamento e ritornerà in posizione corretta.

Come regolare le ante dell’armadio scorrevole se si sentono sfregamenti durante l’apertura o la chiusura.

Questo difetto può essere causato da più fattori. Il più comune è la scorretta posizione dell’anta in altezza. Sarà quindi necessario procedere per tentativi alzando ed abbassando contemporaneamente entrambe i carrelli di scorrimento come suggerito nell’immagine di seguito.

Movimento alto basso anta armadio

Come regolare scorrevole se si nota che l’anta è imbarcata in altezza.

È il difetto più difficile e meno evidente da riconoscere, ma forse quello che potrebbe arrecare più danni al vostro armadio. Se le ante presentano dei segni di curvatura lungo l’altezza e sono quindi imbarcate, potrebbero sfregare tra loro durante lo scorrimento danneggiandosi l’una contro l’altra. Purtroppo non tutti gli armadi scorrevoli sono dotati di un sistema di regolazione che permette di correggere le ante imbarcate.
I modelli che invece sono dotati della vite tensionatrice, si distinguono in due gruppi:

  • Regolazione tramite brugola o cacciavite: nella parte superiore dell’anta è presente un piccolo forellino. Sarà necessario inserire uno dei due utensili per agire sulla vite di registro svitando o avvitando a seconda della curvatura dell’anta.
  • Regolazione tramite chiave inglese o apposita chiave fornita insieme all’armadio: aprendo l’anta, in corrispondenza dei profili laterali e posizionato a metà altezza, è possibile accedere ad un dado esagonale che interviene sulla vite tensionatrice. Sarà sufficiente anche in questo caso avvitare o svitare per poter intervenire sulla curvatura dell’anta.

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Aggiornato 26/09/2021

Torino, Agosto 2019.

Come scegliere la cappa cucina

Come scegliere la cappa cucina

Nell’acquisto e progettazione di una nuova cucina, la zona cottura – posizionata a parete oppure sempre più spesso su isola o penisola – risulta uno dei punti di maggiore attenzione. Per un corretto igiene dell’ambiente, è necessario – in fase di progettazione – prevedere l’aspirazione dei fumi prodotti dagli alimenti in cottura. Questo può essenzialmente essere fatto tramite una cappa cucina filtrante oppure tramite una cappa cucina aspirante.

Differenza tra cappa cucina aspirante e filtrante

La differenza risiede semplicemente nel fatto che la tipologia aspirante – dopo aver effettivamente aspirato i fumi di cottura – li espelle all’esterno dell’ambiente domestico tramite una canalizzazione opportunamente progettata. La tipologia filtrante li reimmette depurati all’interno dell’ambiente domestico stesso. Normalmente ciò che differenzia una cappa cucina filtrante da una aspirante è semplicemente la tipologia di filtro (più capacitivo nei casi di cappa solo filtrante) e la presenza o meno dei tubi di scarico.
Va da sé che quando possibile, è igienicamente meglio convogliare i fumi all’esterno, ma questo comporta l’installazione dei condotti di scarico, spesso antiestetici. La soluzione ottimale in questi casi è nascondere questi ultimi tramite un ribassamento del soffitto terminante con una veletta in cartongesso, come illustrato nelle immagini sotto riportate.
Cucina con cappa integrata
[Courtesy of: www.vodoarquitectos.com]

Come si può vedere nelle immagini in alto, la cappa, montata integrata nel pensile, o a vista, a parete o a soffitto, sfoga direttamente in un cartongesso, in cui viene nascosto il sistema di convoglio dei fumi all’esterno.
Nei casi in cui non sia possibile o semplicemente non piaccia ribassare, esistono altri due tipi di cappe, oltre a quelle a parete e quelle a soffitto: sono le cappe integrate nel piano cottura e le cosiddette cappe downdraft, nascoste nella base dietro al piano cottura. Tutti questi sistemi di aspirazione possono essere di tipo filtrante o aspirante, come per ogni cappa.
Piano cottura con cappa integrata[Courtesy of: www.bora.com]
Cappa Miele piano cottura[Courtesy of : www.miele.it]

Cappa Falmec a parete
[Courtesy of : www.falmec.it]
La cappa integrata nel piano cottura risulta esteticamente molto bella ed anche pratica se si considera che in molti modelli è possibile smontare le parti a vista e lavarle in lavastoviglie. Certamente, la cappa “saliscendi”, ovvero la downdraft, risulta più comoda per chi magari non adopera regolarmente la cappa: meglio in questo caso poter fare affidamento ad un sistema aspirante che compare fuori dal top solo quando necessario, mentre normalmente rimane nascosto a livello del top senza occupare né spazio di appoggio né spazio di cottura.
Infine, esistono le cappe puramente estetiche e di design, che spesso vengono rappresentate nella loro versione estetica più “pulita”, ovvero in versione filtrante, senza tubi. Ne sono alcuni esempi la Sweet di Elica, la Deco di Franke, la Odette di Faber, la Quasar di Falmec.

Cappa cucina moderna Elica[Courtesy of: www.elica.it]
Cappa down draft
[Courtesy of : www.franke.it]
7.jpg[Courtesy of : www.faber.it]

CAppa isola metallo
[Courtesy of : www.falmec.it]
Queste cappe filtranti sono comunque una valida alternativa nei casi in cui si prediliga la funzione estetica. Nelle versioni più recenti, sono infatti dotate di un sistema di filtrazione ai carboni attivi. Questi filtri, rispetto ad un filtro standard, sono più durevoli e decisamente più funzionali, grazie a delle caratteristiche di porosità incrementata, insite al tipo di materiale stesso.
Per concludere, possiamo quindi affermare che in generale laddove si cucini molto e sia possibile l’installazione, è igienicamente meglio installare una cappa di tipo aspirante, mentre nei casi in cui non si faccia particolare uso della zona cottura, è consigliabile optare per un sistema filtrante, che può – tra le altre cose – permettere la scelta di una cappa di design fissata a muro, senza tubi o ribassamenti.

Cos’è il laminato HPL?

Cos’è il laminato HPL?

Se state cercando una nuova cucina vi sarà probabilmente capitato di sentire parlare di cucine in laminato e di cucine in laminato HPL. Ma quali sono le differenze? Esistono? E sono solamente estetiche o anche funzionali? Cos’è il laminato HPL? Cos’è il laminato Fenix?

La nuova generazione di laminati: gli HPL. 

Anzitutto, cerchiamo di comprendere come viene formato un laminato. Con questo termine, si intende generalmente un materiale ricavato dalla compressione di più fogli di carta kraft, carta decorativa e materiale plastico. Normalmente, le pressioni utilizzate in un processo di laminazione non sono molto alte e la temperatura è mantenuta pari a quella dell’ambiente.

cos'è il laminato HPL

Il laminato HPL (“High Pressure Laminate”) parte dallo stesso principio teorico del laminato standard, ma si discosta poi da questo in fase di processo. Infatti, anche nel caso di HPL stiamo sempre parlando di un insieme di fogli di carta kraft, carta decorativa e strato di finitura pressati insieme, ma questi strati di carta kraft sono pre-impregnati con delle resine polimeriche. Da qui, l’esigenza di aumentare le temperature e le pressioni del processo di laminazione.

Perchè? Il motivo risiede nella tipologia di resina polimerica utilizzata: alle alte temperature, questa è in grado di termoindurire irreversibilmente all’interno del materiale. La resina va a sigillare i pori della carta kraft, aumentandone la densità e conferendole proprietà fondamentali che da sola non avrebbe. In un processo di produzione di un laminato HPL – pertanto – la pressione viene innalzata fino ad un valore pari a circa 20 volte la pressione di uno pneumatico. Oltre a ciò, la temperatura di processo viene mantenuta a 150°C (si parla per questo di termo-laminazione).

Si ottiene così un manufatto che, a differenza del prodotto standard, è in grado di resistere al passaggio dell’acqua, al calore e al graffio. Ai laminati HPL appartiene poi un materiale che sta recentemente spopolando per le sue caratteristiche estetiche: stiamo parlando del Fenix®, brevettato in Italia da Arpa Industriale.


Cos’è il laminato Fenix?

cos'è il laminato fenix

Il Fenix è un laminato di ultima generazione, prodotto in seguito ad uno studio molto accurato delle sue proprietà superficiali. Dal punto di vista tecnico, presenta vantaggi analoghi a quelli di altri materiali HPL, ma dal punto di vista estetico reca con sé alcune proprietà che lo rendono assolutamente unico. É infatti un materiale cosiddetto “matt”, ovvero con una superficie altamente opaca e inconfondibilmente morbida al tatto. Queste peculiarità, associate alla sua funzionalità tecnica, ne fanno un materiale di indubbio pregio ed utilità nella creazione di nuovi ambienti di design, in particolare modo nel mondo delle cucine moderne. Sulla sua superficie è praticamente impossibile lasciare impronte o graffi: tuttavia, nel caso di segni così profondi da danneggiare il materiale, questo può essere facilmente riportato allo stato nuovo tramite un processo termico. Oltre a ciò il Fenix è facile da pulire, antistatico, stabile alla luce e antimuffa. Infine, non potrebbe mancare la resistenza al calore secco: potete appoggiare una pentola calda per qualche istante senza la paura di danneggiarlo.

(courtesy of: fenixforinteriors.com)

Cos’è il laminato Fenix? Il Fenix è un materiale smart e allo stesso tempo di design: la sua superficie costituisce da sola una parte unica nell’arredamento della cucina, donando in più quelle proprietà che sono ormai indispensabili per un utilizzo frequente.

E’ meglio dei laminato standard?

Riassumendo dunque, dal punto di vista tecnico, il laminato HPL è sicuramente migliore del laminato standard. Ma vale davvero sempre la pena investire nell’HPL? La risposta è dipende. Dipende da cosa si vuole fare.

Nel caso del top di una cucina, sì, conviene: le proprietà degli HPL conducono ad un inevitabile aumento della durabilità del materiale, e – considerata l’usura cui è soggetto un top di una cucina – potrebbe essere una scelta da tenere in considerazione. Ma per le ante e la struttura della cucina? In questo caso, vanno valutate le cosiddette condizioni al contorno. Ovvero, se nella vostra cucina saranno presenti animali domestici o bimbi vivaci, è ovviamente meglio optare per un laminato HPL, dalla superficie più resistente a graffi e urti. In tutti gli altri casi, è invece bene considerare che l’ottimizzazione di proprietà dell’HPL rispetto allo standard riguarda solo la superficie del materiale, e non la sua robustezza strutturale: via libera dunque ai laminati standard, che ci garantiscono oggi un ottimo risultato estetico con un portafoglio più smart!

Novembre 2018, Torino

Ing. Francesca Vottero

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Ristrutturare: quali sono le migliori porte interne?

Ristrutturare: quali sono le migliori porte interne?

All’interno di una casa le porte interne rappresentano il trait d’union tra pavimento e pareti. Oltre a dover assolvere la funzione pratica, hanno il compito di integrarsi con il resto dell’ambiente in completa armonia. Quando si ristruttura un appartamento, è molto importante capire quali sono le migliori porte interne.

Durante la ristrutturazione di un appartamento la scelta dei materiali deve essere fatta tenendo conto del progetto nella sua interezza. Le porte sono passate dall’essere un semplice elemento di separazione tra ambienti ad essere parte integrante dell’arredo. Quindi attenzione a tipologia e dimensioni, ma anche alla scelta della finitura e dei colori.

Quale la migliore tipologia di porta interna? 

Le porte interne si dividono in due grandi famiglie: scorrevole e battente. Da valutare attentamente nella fase di progettazione in base agli spazi che si hanno a disposizione.

  • Porta a battente: è la soluzione più classica e comune, che prevede l’apertura dell’anta verso l’interno o verso l’esterno della camera, fattore da valutare in termini di ingombro.
Migliori porte interne
  • Porta scorrevole: può essere interno muro (la porta scorre internamete al muro grazie ad un telaio installato internamente alla parete), oppure esterno muro (la porta scorre su binari esterni alla parete). Una porta scorrevole viene solitamente uilizzata in ambienti di piccole dimensioni, andando a togliere così il problema dell’ingombro dell’apertura della porta.  

Un’altra scelta che deve essere fatta nelle prime fasi di progettazione è di natura estetica tra le porte a raso muro e con controtelaio a vista. Da definire nelle fasi iniziali perché cambia la tipologia di telaio da installare sulla parete.

Definite dimensioni e tipo di apertura, la questione cruciale in termini di arredamento è una: il colore.

Come scegliere il colore delle porte? Abbinare le porte al pavimento.

Come anticipato, sicuramente avere una visione d’insieme dell’ambiente ci aiuta ad orientarci su un colore piuttosto che su un altro. L’obiettivo rimane infatti quello di abbinare le porte ad arredi, pavimenti e pareti.

Vediamo alcuni consigli per abbianre le porte al pavimento:

  • Porte bianche: nell’architetttura di interni contemporanea la tendenza è quella di posare pavimenti in cui il legno e/o l’effetto legno la facciano da padrone perché creano uno sfondo neutro e “caldo” al resto dell’arredamento. In un contesto in cui si ha un pavimento in parquet (ad esempio rovere naturale, o rovere sbiancato) o in gres effetto legno, il consiglio è quello di optare per la scelta di porte bianche, per crear il giusto contrasto con il pavimento. Se poi volete dare un ulteriore tocco di design, allora vi consiglio di abbinare il battiscopa alla porta.
porta scorrevole
  • Porte effetto legno dai toni chiari: rappresentano un evergreen in fatto di serramenti interni. Per chi non ama la porta laccato bianco, allora può scegliere una porta effetto legno, come ad esempio il rovere sbiancato, che rende l’estetica della porta sicuramente più materica. Porte effetto legno si abbinano ad ambienti moderni, si torna quindi a pavimenti in listoni di legno, o gres. Trovano inoltre un perfetto abbianamento con piastrelle in gres effetto pietra/cemento perché si crea il giusto contrasto cromatico e di texture.
porta filomuro
  • Porte colorate: a volte portare un tocco di colore in casa non è affatto una cattiva idea. Anche in ambienti moderni e minimali, si può inserire una porta di un colore diverso dalle altre. Magari posizionata in un punto strategico di un ambiente, all’intero del quale riesce ad amalgamarsi perfettamente. Quasi tutte le aziende di porte, oltre a presentare le linee più di tendenza, propongono modelli decorati e/o colorati. Nella scelta delle porte colorate, in genere ci si orienta su colori di spicco quali il rosso, il verde o il blu. Sono tonalità che trovano perfetta collocazione su pavimenti in piastrelle chiare, oppure su legni dai toni chiari.
porta colorata

Le porte in vetro, delimitare gli spazi con leggerezza

Perfette, possiamo dire le migliori porte interne per separare ambienti della zona a giorno, permettono di delimitare due spazi consentendo però il passaggio della luce. Se si sceglie di inserire porte in vetro, si può spaziare tra molteplici gusti estetici grazie alla varietà di tipologie: trasparente, fumè, satinato, colorato. Perfette per qualsiasi tipo di pavimento.

porta vetro

Gennaio 2018,

Arch. Eleonora Vottero

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Ristrutturare casa: impianto elettrico: http://www.arredamentivottero.com/blog/progettazione-d-interni.html 

Ristrutturare casa: impianto elettrico

Ristrutturare casa: impianto elettrico

Se vi state imbattendo nella ristrutturazione di casa, allora preparatevi a vedere in cantiere dei plichi di tavole di progetto: demolizioni/costruzioni, impianto idraulico, impianto elettrico, arredi, illuminazione…Data la vastità e la complessità dell’intervento di ristrutturazione conviene, una volta definito il progetto dal punto di vista del layout e della distribuzione e organizzazione degli spazi interni, analizzare ogni singola fase nel dettaglio, in modo che i lavori vengano realizzati senza intoppi. Ristrutturare l’impianto elettrico è una delle cose più importanti in un processo di ristrutturazione.

Impianto elettrico connesso al progetto

Una delle fasi più complesse di una ristrutturazione è senza dubbio l’impianto elettrico. In primis perchè è presente in ogni ambiente (a differenza ad esempio dell’impianto idraulico), e poi perché deve confrontarsi con arredi ed illuminazione. L’impianto elettrico deve quindi essere sempre valutato insieme al progetto di arredo e di illuminazione e più l’arredo è dettagliato, più il progetto elettrico sarà preciso: per esempio nel caso in cui si debba definire lo sviluppo di una cucina, bisogna rispettare la posizione degli attacchi, delle prese e degli interruttori!

Ristrutturare impianto elettrico

Definito il progetto in ogni sua parte, rendendolo quindi concreto sia dal punto di vista estetico che dal punto di vista impiantistico (e di illuminazione), vediamo insieme le varie componenti dell’impianto elettrico da tenere in considerazione in fase di progettazione.

Il quadro elettrico

Ha la funzione di alimentare e nel caso di un guasto o manutenzione di scollegare elettricamente una o più utenze ad esso connessa. E’ la componente principale dell’impianto elettrico. Deve pertanto essere previsto in una posizione accessibile sempre! Solitamente lo si prevede in prossimità della porta di ingresso.

Interruttori e prese di servizio.

Si intendono tutti gli interruttori di accensione/spegnimento dei punti luce presenti nei locali (centri volta, p-luce a parete..) e tutte le prese a servizio dell’utenza. Gli interruttori devono essere posizionati in modo che siano accessibili e comodi per accendere la luce dall’esterno della stanza. Solitamente si posizionano ad h=110cm.

impianto elettrico luce libreria

Scatole di derivazione.

Sono parecchie all’interno di un appartamento, e risultano indispensabili. Poco gradevoli esteticamente, quindi si tende a nasconderle a volte anche dietro degli arredi. Dovendo essere ispezionabili, in questi casi la schiena del mobile deve essere tagliata per garantire l’accesso alla scatola di derivazione.

Ristrutturare l’impianto elettrico con i punti luce.

Come anticipato conviene sempre sviluppare il progetto tenendo conto di tutti i componenti. Durante la fase di progettazione la definizione dei corpi illuminanti risulta fondamentale al fine di redigere correttamente l’impianto elettrico. Per ogni stanza bisogna quindi indicare tutti i punti luce necessari, che possono essere centro volta, a parete o prese comandate. Nel caso di controsoffiti, definiti il numero di faretti da incassare, si determina il numero dei punti luce da “portare” sopra il controsoffitto. Un singolo p-luce può alimentare diversi faretti.

impianto elettrico bagno

Prese elettrodomestici

Definito lo sviluppo della cucina, ad ogni elettrodomestico bisogna garantire la presenza di una presa Schuko in modo che non si debbano utilizzare riduttori.

Prese di servizio cucina e illuminazione sottopensile.

Sul piano di lavoro della cucina è necessario portare delle prese (anche schuko per collegare piccoli elettrodomestici). Attenzione a posizonarle ad un’altezza consona (centro presa a circa h=110cm) e lontano dal lavello e dal piano cottura. Anche l’illuminazione sottopensile deve essere definita in fase di progettazione: si tratta di stripled inserite sul fondo del pensile che hanno bisogno di un p-luce.

impianto eletrico cucina

Illuminazione comodini, armadi, bagno.

E’ necessario definire tutti i punti luce di ogni stanza della casa, in particolare delle zone di servizio. Spesso ci si dimentica di illuminare correttamente le zone “meno utilizzate”, e ci si ritrova a dover far correre esternamente cavi di alimentazione i piantane o faretti, per evitare di intervenire sull’impianto elettrico appena modificato.

Questi sono solo alcuni dei componenti di un impianto elettrico. Quindi se state pensando di ristrutturare la vostra casa, vi consiglio di appoggiarvi ad un professionista in grado di definire tutto nel dettaglio. E’ molto importante non trovarsi con delle spiacevoli soprese in fase di fine cantiere.

Doimo protezione 5 anni

Doimo protezione 5 anni

Involontariamete sarà capitato a tutti di danneggiare il rivestimento del proprio divano.. Infatti può capitare che ci rovesciamo sopra qualche bevanda colorata come il caffè Oppure che i nostri bambini, o i bimbi degli amici lo macchino con un pennarello indelebile.. O ancora, che durante una serata tra amici, qualcuno con una sigaretta bruci il tessuto di rivestimento. Capita.. ma niente panico! L’acquisto di un salotto in pelle o in tessuto è senza dubbio un importante investimento per la casa. E deve rimanere di bell’aspetto per molti anni. Per questo motivo, Doimo ha pensato al programma protezione 5 anni.

Vivi il tuo nuovo divano con Doimo Protezione 5 anni Fenice Care

Il programma di protezione del tuo divano, ti permette di vivere in serenità il tuo salotto, con la consapevolezza che gli incidenti possono succedere. Con l’acquisto del tuo nuovo divano Doimo Salotti, ti verrà consegnato il certificato di attivazione del piano di protezione su pelli e tessuti.

protezione casco divani doimo

Nel caso in cui si verifichi un incidente durante il periodo di copertura, è sufficiente aprire una segnalazione telefonando a Fenice Care System, in modo da ricevere indicazioni su come gestire il problema, tenendo sempre la fattura di acquisto o lo scontrino. A seguito della comunicazione ti verrà inviato gratuitamente a domicilio un tecnico specializzato, in modo da inizare le pratiche per la risoluzione del problema. Se il problema non può essere risolto in loco con prodotti specifici per la pulizia, in caso quindi di macchie persistenti, oppure in caso di rottura del rivestimento, Fenice Care System reputerà se ritenere necessario sostituitre la parte danneggiata o l’intero rivestimento senza alcun costo.

Proteggiti dai danni accidentali

Il Servizio Protezione 5 anni viene fornito solo per i danni accidentali, ovviamente non volontariamente causati, interventuti successivamente alla consegna del divano, e solo se derivanti da alcuni eventi tra i quali: macchie provocate da cibo, bevande, dolci, smalto, strappi..

Protezione 5 anni doimo salotti

Con i 5 anni di protezione di Fenice Care System sentiti quindi libero di goderti il tuo nuovo divano Doimo Salotti, e di accomodarti in tutta serenità, consapevole di essere protetto contro tutti quei piccoli incidenti che possono capitare nella vita di tutti i giorni.

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Come sfoderare il divano in tessuto

Come sfoderare il divano in tessuto

Prima o poi capita a tutti. E’ quasi una certezza che il caro rivestimento del nostro amato divano, purtroppo subirà l’incontro poco piacevole con l’amico sbadato che gli rovescerà sopra alcune gocce di caffè. Oppure con il pennarello tenuto in mano dal nostro bambino mentre sta disegnando un fantastico albero di Natale. Se nel momento dell’acquisto avete optato per un praticissimo tessuto antimacchia idrorepellente come quelli proposti da Doimo Salotti, allora potete tranquillamente rimuovere la macchia con molta facilità, seguendo le istruzioni del caso. Se il vostro divano è invece rivestito con un tessuto meno resistente a macchie e sporco, ma magari più particolare come un bellissimo divano in velluto, è il caso di sfoderarlo. Seguendo ovviamente tutte le accortezze del caso. Vediamo ora come sfoderare il divano in tessuto.

Per sfoderare il divano iniziate dai cuscini.

E’ un’operazione che richiede una mezz’oretta al massimo, per la quale cerchiamo di fornirvi delle linee guida di massima che possano andar bene con la maggior parte dei divani sfoderabili:

  • Rimuovere i cucscini di seduta e schienale. Noterete che sul retro delle cuscinature sono presenti delle cerniere che chiudono il rivestimento. E’ sufficiente aprirle per poter estrarre il cuscino dal proprio rivestimento.

togliere fodere cuscini divano

  • Se i braccioli sono smontabili, rimuoverli dalla struttura del divano: i braccioli sono generalmente montati sul divano tramite degli innesti a baionetta. Per svincolarli è necessario alzare il bracciolo avendo l’accortezza di sfilarli delicatamente.

come smontare braccioli divano

  • A questo punto avrete il divano completamente smontato dei braccioli e delle cuscinature: Il rivestimento della struttura è fissato con del semplice velcro che permette una facile manutenzione del divano anche per operazioni future. Il nostro consiglio è sempre quello di rivolgervi ad una lavanderia specializzata, alla quale dovrete far presente le caratteristiche di lavaggio del rivestimento del vostro divano.

togliere rivestimento divano

Di seguito potrete trovare una semplice legenda per i più comuni simboli di lavaggio per i tessuti.

simboli lavaggio tessuti divano

La fettuccia controvelcro di Doimo Salotti.

sfoderare divano in tessuto

Vi accorgerete sin dai primi istanti che rifoderare il divano è cosa ben diversa dallo sfoderarlo. E’ un’operazione che richiede sicuramente un lasso di tempo maggiore per la quale vi consigliamo di procedere con cautela, facendo molta attenzione a rispettare le pieghe e le cuciture dei rivestimenti assicurandosi che seguano alla perfezione le forme dei cuscini e della struttura. Cogliamo l’occasione per consigliarvi di richiedere il prelavaggio del tessuto in fase di acquisto del vostro nuovo divano. Eviterete di avere brutte sorprese quando vi ritroverete a doverlo rivestire in seguito al lavaggio del tessuto.

Come sfoderare il divano con la fettuccia controvelcro

Chi acquista un divano noterà che, insieme al nuovo salotto, gli verrà recapitato un preziosissimo strumento per agevolare la vestizione del divano in seguito ad un lavaggio del rivestimento: la fettuccia controvelcro.

Come si usa la fettuccia controvelcro?

  • Sfoderare il divano
  • Applicare la fettuccia controvelcro sopra il velcro della fodera prima del lavaggio o della pulitura
  • In fase di rivestimento del divano mantenere applicata la fettuccia al velcro della fodera al fine di agevolarne l’operazione.

come sfoderare il divano in tessuto

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La nuova Area Bagni: Cerasa.

La nuova Area Bagni: Cerasa.

Crescere significa mettersi in gioco e intraprendere nuove strade, esplorare nuovi percorsi per far maturare il proprio bagaglio d’esperienza. E’ dal 1962 che ci occupiamo di arredamento di interni, e quest’anno, in occasione del festeggiamento dei nostri primi 55 anni di attività, abbiamo scelto di puntare in alto.

Lo abbiamo fatto credendo che nel 2017, in un periodo storico nel quale il prodotto è solo prodotto e i mass media ci impongono un modello commerciale, in particolar modo nel settore arredamento, incentrato quasi esclusivamente sulla competitività del prezzo, fosse importante scegliere di allestire una nuova area all’interno del nostro spazio espositivo, quella che ci auspichiamo possa divenire il fulcro del nostro nuovo modo di arredare casa. Si tratta di una Materioteca, un’area dedicata ad un’accurata selezione di materiali quali pavimenti, rivestimenti, carte da parati, illuminazione e sanitari. La Materioteca sarà di supporto alla nuova Area Bagni Cerasa, allestita nell’ambiente attiguo. 

L’allestimento della nuova Area Bagni.

allestimento area bagni

Abbiamo quindi realizzato un ambiente adeguatamente attrezzato per la realizzazione e la ristrutturazione del bagno. I materiali e le finiture degli arredi possono essere accostati su di una speciale parete verticale con sfondo neutro, la Moodboard. Scegliere i toni dei materiali, pensare la composizione dell’arredo bagno e studiare lo schema di posa dei rivestimenti insieme al nostro staff. Il tutto in un’area dedicata. Pensiamo sia uno strumento utile per visualizzare il progetto finale nella sua interezza, perchè un conto è vederlo su carta, un conto è vedere tutti i materiali scelti accostati tra loro. Ci e vi permette di vedere in anteprima il risultato finale.

Play e Movida, i bagni Cerasa a Torino.

Nell’allestire la nuova area bagni abbiamo optato per inserire due composizioni di bagni Cerasa, rispettivamente il modello Play e Movida. Ambientati come se fossero a casa vostra, su pareti rivestite di Ceramiche Lea e Box doccia Vitra. Le composizioni sono state pensate per presentare le caratteristiche e le peculiarità di Cerasa: tipologia di maniglia, finiture laccate e materiche ed infine il lavabo in Okritec abbinato al fantastico piatto doccia a filo pavimento.

movida cerasa

cerasa play torino

 

E la luce? Cerasa ci aiuta anche in questo: abbiamo presentato la lampada MR John, che grazie al sistema sali e scendi a carrucola ci permette di decidere a quale altezza collocare il corpo illuminante. Abbiamo scelto di presentare Cerasa proprio perché realizza bagni in cui qualità ed estetica coesistono tenendo a mente l’obiettivo di dar vita a bagni funzionali e di buon gusto.

lampada mr john cerasa

Cerasa esce dagli schemi.. e noi seguiamo da sempre questo trend!

Osare.. è un concetto che ci appartiene e Cerasa ci permette di farlo; possiamo infatti prevedere una serie di accessori e di accortezze stilistiche necessarie alla realizzazione di coordinati materici e cromatici. Con gli stessi materiali, proposti nelle medesime finiture, è possibile infatti realizzare il mobile, il lavabo, il piatto doccia e il rivestimento interno del box doccia. Una serie di accessori quali carta da parati vetrificate (per l’utilizzo all’interno dei box doccia), tappeti, lampade e soffioni ci aiutano a creare bagni in cui nulla è lasciato al caso.

Il 2017 è un anno molto importante per noi, ed è scandito da scelte e da cambiamenti che ci fanno investire sempre più energie in quello che crediamo per poterlo fare al meglio: arredare in un modo nuovo, completo, ricercato, personalizzato. Non vediamo l’ora di festeggiare con voi, i nostri clienti nuovi e quelli “storici” questo importante traguardo.

Torino, Luglio 2017

Come illuminare la cucina

Come illuminare la cucina

La luce è uno degli elementi d’arredo più importanti della casa perchè deve sia illuminare, che aiutare a creare ambienti suggestivi. La luce in cucina risulta fondamentale per permettere di svolgere i lavori, e deve per questo essere progettata in maniera accurata; il tutto senza scordare l’importanza dell’illuminazione naturale. Come illuminare la cucina è un aspetto da non sottovalutare.

Vediamo alcune idee per illuminare la varie zone della cucina

  • I faretti: è la soluzione di gran tendenza che serve ad illuminare in maniera diffusa un ambiente.. Grazie ai ribassamenti in cartongesso, risulta necessario portare un unico punto luce che sarà in grado, tramite un alimentatore, di alimentare tutti i faretti previsti. Ne esistono di diverse tipologie, tra i quali incassati, a binario, esterni, orientabili o fissi.. Dovete fare attenzione però al loro posizionamento: non devono essere collocati in modo che chi lavora si trovi la luce alle spalle e si “faccia ombra” sul piano di lavoro. Un’altra accortezza che dovete avere riguarda la loro posizione in riferimento alle aperture dei pensili. Nel caso in cui i pensili presentino un’apertura a ribalta, i faretti devono rimanere esterni all’anta aperta. Si rischierebbe altrimenti di fare aprire l’antina davanti al faretto perdendo così tutta la luce.

faretti cucina

  • Sospensioni: soluzione che oltre ad essere di forte impatto estetico, ci aiuta ad ovviare il problema di portare la luce “dove serve”. Cosa occorre?? Un unico punto luce, a soffitto o a parete, in cui posizionare il rosone del nostro lampadario.. I cavi treccia potranno poi essere tirati e fissati a soffitto grazie agli isolatori per poter portare i corpi illuminanti dove se ne ha la necessità. Vesoi nel suo catalogo offre moltissime soluzioni che sfruttano questo principio-

illuminare penisola

  • Luci per cucina a isola e penisola: anche in questo caso le luci a sospensione risultano perfette per illuminare un piano di lavoro o un bancone snack, perché ci consentono di illuminare in maniera puntuale. Spesso questo elemento di arredo viene utilizzato in un ambiente in cui cucina e soggiorno convivono in un unico open space.. In questo caso questo tipo di lampada risulta perfetta sia per illuminare che per creare una sorta di separazione tra i due ambienti.

Come illuminare la cucina: l’illuminazione sottopensile

Il piano di lavoro, oltre a dover essere accuratamente illuminato con luci d’ambiente, può essere illuminato con luci sottopensile, elementi con cui le aziende di cucine come Meson’s o Lago ci aiutano con la predispozione del fondo dei pensili per l’inserimento di stripled o addirittura con il fondo del pensile totalmente illuminato. Le luci Led rappresentano la soluzione utilizzata dalla gran maggioranza delle aziende produttrici, perché si tratta di una tecnologia sicura, sostenibile, efficiente dal punto di vista energetico e che ben si presta all’utilizzo all’interno o sotto i mobili.

led sottopensile

 E il tavolo come lo illumino??

Abbiamo visto le varie soluzioni per illuminare l’ambiente cucina ed i relativi piani lavoro. Nel caso in cui abbiate una cucina “vivibile” in cui posizionare anche il tavolo da pranzo, è importante illuminarlo nel modo corretto, e perché no, originale!

  • Il lampadario risulta la soluzione ideale per creare un’isola di luce sul tavolo. Varie sono le tipologie, tra le quali risulta particolare e di design il paralume “a cupola”. Ne esistono di varie dimensioni e finiture, che ben si adattano ai vari stili delle cucine.
  • Sospensioni: come per l’illuminazione di banconi o piani lavoro, le luci a sospensione sono adatte nel caso in cui vogliate illuminare un tavolo uscendo dagli schemi. Scegliere corpi illuminanti con cavi treccia colorati e lampade a vista non potrà che dare alla vostra cucina un tocco di originalità.

illuminare tavolo cucina

  • Corpi illuminanti a parete: immaginatevi una lampada a parete con braccio orientabile e corpo illuminante di design.. Un elemento di arredo che, pur essendo a muro, non risulta “invadente” e che permette di portare la luce dove ci serve anche nel caso in cui il tavolo sia allungabile.

Le soluzioni per come illuminare la cucina di certo non mancano! Non vi resta quindi che orientarvi sui corpi illuminanti in grado di illuminare al meglio il vostro ambiente cucina e che oltre ad essere funzionali non trascurino l’aspetto estetico.

Luglio 2017

Arch. Eleonora Vottero

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4 modi di arredare la camera da letto di piccole dimensioni.

4 modi di arredare la camera da letto di piccole dimensioni.

Oggi vi proponiamo 4 soluzioni facilmente realizzabili per arredare una camera da letto di piccole dimensioni. E’ esigenza sempre più comune ricavare spazio all’interno di camere da letto di dimensioni sempre più risicate.

Vi proponiamo 4 diversi accorgimenti che negli anni abbiamo proposto con successo nell’arredare le abitazioni dei nostri clienti:

  • Soppalco: se avete la possibilità. sfruttate l’altezza. 

sopplaco

La vostra camera da letto è molto piccola, però avete la fortuna di possedere un ambiente con soffitti molto alti. Perchè non sfruttare al meglio lo spazio in altezza e creare un soppalco? Potrebbe essere un’ottima idea per duplicare lo spazio e trasformare una piccola camera da letto in un ambiente vivibile, ottimizzato negli spazi e dal forte impatto scenico. Non dimenticate di dar maggior risalto possibile al soppalco, segliendo al meglio i materiali e la tipologia di illuminazione. Il soppalco separa la vostra piccola camera in due ambienti separati: la zona letto e la zona armadi o cabina armadio. Pensatelo in linea con lo stile della vostra abitazione, facendo attenzione a scegliere i materiali: metallo alternato al vetro per conferire uno stile industriale, legno e travi a vista per una soluzione più classica e meno vincolante.

  • In mansarda realizzate i comodini a muro.

Comodini muro

Se la vostra camera da letto di piccole dimensioni si trova in mansarda, potrete sfruttare la parete bassa per realizzare una struttura che integri alla perfezione i comodini e che funga allo stesso tempo da appoggio per il letto. Gli armadi a misura a scomparsa correranno lungo le pareti laterali. Un letto a contenitore potrà ultimare l’arredamento della camera e fungere da sistemazione per i cambi stagione o la biancheria più voluminosa. I comodini verranno quindi realizzati sfruttando la parte bassa del vostro soffitto, consentendo di guadagnare spazio favorando anche i passaggi laterali al letto.

  • I sistemi trasformabili. duplicare lo spazio sfruttando la tecnologia.

letto clei torino

Perchè non creare un ambiente versatile che possa svolgere una doppia funzione? Oggi è possibile progettare vere e proprie composizioni trasformabili, ricreando scrittoi o zone relax anche in camere da letto di piccolissime dimensioni. All’ occorrenza si azionano i meccanismi che trasformeranno l’ambiente nella vostra piccola ma versatile camera da letto. Un’ambiente che durante la giornata può essere utilizzato come camera studio o zona giochi per i vostri bambini, la sera si potrebbe trasformare nella vostra camera da letto. Oggi è possibile giocare con la fantasia e duplicare gli spazi a proprio piacimento.

  • Create profondità utilizzando gli specchi.

armadio specchio

Con piccoli accorgimenti possiamo modificare la percezione dell’ambiente: realizzate un armadio scorrevole con ante specchio, utilizzate colori chiari e siate oculati nella scelta dell’oggettistica. Ambienti di dimensioni modeste, arredati tenendo conto di questi piccoli accorgimenti, daranno l’impressione di essere più spaziosi di quanto non lo siano realmente. 

Settembre 2017

Roberto Vottero

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Progettiamo la zona notte: la cabina armadio

Progettiamo la zona notte: la cabina armadio

La cabina armadio è uno degli spazi della casa più desiderati dalle donne perché permette di ordinare vestiti ed accessori in un unico locale senza dover far rientrate tutto in un armadio, oltre ad essere completamente personalizzabile in base alle comodità e alle esigenze.

E’ inoltre un locale che non deve rispettare particolari vincoli normativi, non è infatti necessario garantire i rapporti aeroilluminanti come per tutti gli altri spazi della casa; particolare che consente di ricavare la cabina armadio all’interno di altre stanze, purchè il “locale ospitante” rispetti i vincoli.

Progettare la camera per ricavare la cabina armadio

Alcuni tra gli appartamenti con le metrature maggiori, sono progettati in modo da considerare un vero e proprio locale come cabina armadio, spesso connesso alla camera da letto padronale.. Nel caso in cui ci trovassimo invece in un appartamento senza cabina armadio, è comunque possibile ricavarla all’interno della camera matrimoniale, sempre che presenti le dimensioni necessarie. Esistono infatti diverse soluzioni per dedicare una porzione di camera alla tanto ambita cabina armadio, alcune delle quali possono aumentare il valore estetico della nostra camera da letto.

Cabina armadio in camera

Vediamo alcune idee per riprogettare la zona notte:

  • Relizzare una parete in cartongesso (adatta per un intervento di questo tipo), in modo da ricavare una cabina armadio lineare.. Il lato di parete libero verso la stanza, consente di ricavare lo spazio utile per appoggiarvi la testiera del letto.. Uno o due vani di ingresso da collocare a lato del letto consentono di accedere alla cabina. Nel caso in cui la profondità della camera lo consenta, una soluzione di questo tipo può essere sviluppata e modificata per ottenere due cabine divise ad angolo; dividendo ulteriormente lo spazio dedicato alla cabina armadio con una parete..
  • Suddividere un lato della camera in due porzioni: una da dedicare alla cabina armadio e l’altra ad un eventuale bagno.. Porte scorrevoli in vetro o specchio possono aiutare ad aumentare il valore estetico della camera padronale. In questo caso la cabina armadio può essere arredata sui 3 lati.

Cabina armadio letto

  • Portale con porte scorrevoli a tutta altezza da posizionare lungo tutta la lunghezza della camera: consentono di suddividere la camera in due parti, in modo da poter ricavare lo spazio utile per lo sviluppo di una cabina armadio. Questa è la soluzione ideale nel caso in cui non si abbia molto spazio, perché le porte scorrono su due binari e non necessitano di particolari spazi per l’apertura.
  • Nel caso in cui la camera da letto abbia delle dimensioni molto estese, si potrebbe optare per la scelta di suddividerla in 3 zone: la prima da dedicare al letto, la seconda da destinare alla cabina armadio e la terza al bagno.. Soluzione che permette così di rendere la cabina armadio una sorta di zona filtro di separazione tra camera e bagno.

Alcuni consigli per realizzare la cabina armadio perfetta

Si sa.. la cabina armadio rappresenta uno sfizio! Però perché non progettarla al meglio?? Ci sono alcuni accorgimenti da tenere a mente durante la progettazione della cabina armadio:

camera da letto cabina

  • Le dimensioni: realizziamo la cabina armadio solo dove è effettivamente possibile realizzarla. I moduli che la compongono hanno tutti indicativamente una profondità di 60cm; dovendo entrare nella cabina, la profondità minima per ricavarla è di 130/150cm: è infatti una misura che consente di passare e di prendere/riporre gli abiti e di aprire i cassetti.
  • L’illuminazione: ricavando la cabina armadio in porzioni della casa che non presentano aperture, è importante progettarne correttamente l’illuminazione artificiale. Consiglio quindi di orientarsi sulla scelta di faretti (da incasso in un eventuale ribassamento in cartongesso o esterni), perfetti per illuminare l’ambiente, ed eventualmente di attrezzare la cabina armadio stessa con elementi lumonosi, come ad esempio delle stripled da collocare sotto ai ripiani.

Non vi resta che tenere a mente i consigli e iniziare a progettare la cabina armadio dei sogni, in cui abiti, scarpe e vestiti sono perfettamente sistemati!!

Giugno 2017

Arch. Eleonora Vottero

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Ristrutturare il bagno: scegliamo insieme la resina

Ristrutturare il bagno: scegliamo insieme la resina

Dare nuova vita al bagno senza dover ricorrere alle demolizioni, riducendo così sia i costi che i tempi di realizzazione, risulta possibile grazie alle resine: materiali che permettono di rivestire le piastrelle esistenti, cambiando l’estetica del bagno.

Quante volte infatti capita di avere un bagno rivestito con piastrelle che non ci piacciono o che si scostano totalmente dall’estetica dell’arredo contemporaneo? La soluzione più ovvia sarebbe quella di sostituirle, ma non sempre si può intraprendere questa strada, sia per i costi che per i tempi di realizzazione. Grazie all’utilizzo di questa tipologia di “vernice” risulta possibile ottenere un ambiente raffinato e che ben si presta ad accogliere gli stili più contemporanei degli arredi.

La resina ed i suoi vantaggi

La resina risulta la soluzione ottimale per chi ha intenzione di migliorare l’estetica del bagno senza dover ricorrere per forza alle demolizioni che si porta dietro una ristrutturazione più importante: è possibile infatti stendere questo materiale sul rivestimento esistente. Il risultato?? Superfici omogenee, senza fughe, dal raffinato gusto estetico. La scelta della resina in bagno porta con sè alcuni vantaggi tra i quali:

  • posa su rivestimenti esistenti. Soluzione che può dar vita a due effetti diversi: una superficie omogenea nel colore, ma non nella texture, nel caso in cui si decida di lasciare le fughe a vista. Oppure una superficie omogenea sia nel colore che nella texture se prima della stesura le piastrelle vengono levigate e le fughe “riempite”;
  • impermeabilità: risulta pertanto adatta all’interno dei bagni ed in particolare nelle docce e/o vasche da bagno;
  • facilità di pulizia;
  • infinità di scelta nelle colorazioni e nella finiture.

Accostare la resina ad un pavimento esistente

  • Pavimento in legno: un bagno con il pavimento in legno è già di per sè raffinato grazie allo stesso materiale nobile.. Questo può essere valorizzato ancor di più dalla scelta di rendere il quanto più omogenee possibili le pareti grazie alla stesura della resina, magari sui toni chiari del beige o del grigio.
  • pavimento in legno resina
  • Pavimento in ceramica: nel caso in cui il pavimento sia in ceramica, per intenderci la classica piastrella chiara, possiamo dare grande carattere al nostro bagno optando per una resina sui toni un po’ più scuri del grigio o del marrone.
  • Piastrelle esagonali in gres: come per il pavimento in legno, un pavimento di questo tipo è già di forte impatto estetico.. lasciare le pareti il più neutre possibile ci permette di valorizzarlo ancor di più.

pavimento cementina resina

Ad ogni stile di bagno, il proprio colore di resina.

  • Gusto elegante e raffinato: scegliere di rivestire il proprio bagno con delle resine giocando con il tono su tono, permette di dar vita ad un bagno in cui nulla è lasciato al caso.. Abbinare infatti due tonalità diverse di uno stesso colore permette di ottenere un effetto di chiaro/scuro di elevato gusto estetico. Scelta consigliata quindi per chi vuole ottenere un bagno luminoso ed armonioso.
  • Giocare con i colori: data la vasta, quasi infinita, possibilità di scelta cromatica che ci offrono le varie case produttrici di resina, risulta piuttosto semplice scegliere di realizzare un bagno in cui il colore è il vero protagonista. Allora perché non optare per una parete colorata, magari rossa o verde??

bagno resina verde

  • Gusto industrial: diciamolo.. l’industryal style ha sempre il suo fascino, anche in bagno! Per ottenere un effetto industriale, si può ricorrere all’utilizzo di resine dall’effetto cemento, sia nel colore che nella tipologia di posa e di stesura.

resina bagno industriale

Nel caso in cui si abbia la volontà di rinnovare il bagno, la scelta della resina può a volte sembrare una soluzione di ripiego. In realtà come abbiamo visto, porta con sè dei vantaggi sia nell’utilizzo del bagno che dal punto di vista estetico: tante infatte sono le soluzioni che si possono ottenere. Dobbiamo però fare attenzione alla posa: il posatore deve essere qualificato per la stesura della resina affinché si mantengano tutte le sue caratteristiche e proprietà.

Giugno 2017

Eleonora Vottero

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1. Scegli l’Arredo

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2. Accostalo ai Materiali

2. Accostalo ai Materiali

3. Crea il tuo Mood

3. Crea il tuo Mood

Soggiorno a doppia altezza: come sfruttarlo al meglio con il soppalco

Soggiorno a doppia altezza: come sfruttarlo al meglio con il soppalco

Quando si cerca casa, si inizia a visitare appartamenti sperando di trovare la casa dei nostri sogni.. spaziosa, luminosa, accogliente, “calda”.. immaginando di mettere del nostro in un ambiente che si presenta totalmente vuoto.

 

Molti di noi rimangono a bocca aperta e si innamorano di ambienti “a doppia altezza”, caratterizzati molto spesso da una o più falde in legno che solitamente fanno da riquadro alla zona giorno. L’unico dubbio che ci si pone di fronte a questi ambienti è sempre lo stesso: come sfrutto l’altezza?? La soluzione più ovvia è la realizzazione di un soppalco.

Soppalco: come e quando si può realizzare

La prima variante che dobbiamo valutare nel caso in cui vogliamo realizzare un soppalco, è ovviamente l’altezza utile: dovendo aumentare la superficie calpestabile, dobbiamo garantire le altezze adeguate ad entrambi i livelli. E’ quindi necessario visionare e rispettare quanto indicato nei regolamenti edilizi comunali, che riportano le norme che riguardano l’altezza da rispettare sia per la parte inferiore che superiore del soppalco, oltre alla percentuale di superficie esistente che si può soppalcare e ai rapporti aeroilluminanti da garantire. Dopo esserci accertati della fattibilità dell’intervento ed in quale misura è possibile realizzarlo, rimane da decidere su quale tipologia di struttura orientarsi.

soggiorno doppia altezza

Esistono due tipologie strutturali a secco per la realizzazione di un soppalco:

  • struttura in ferro;
  • struttura in legno.

La scelta può essere determinata da due fattori principali quali il peso della struttura e, ovviamente l’estetica. Lasciando la struttura a vista, nel caso in cui si voglia donare un aspetto più rustico e “massiccio” al nuovo soppalco, si potrà optare per la struttura in legno. Se invece si vuole rendere il soppalco come una struttura visivamente più leggera e lineare, l’utilizzo del ferro risulta la più azzeccata.

Ambienti sopra il soppalco

Trattandosi della zona giorno, solitamente si tende ad organizzare il livello inferiore come un vero e proprio salotto, posizionado divano, tv e parete soggiorno. La porzione soppalcata andrà in questo caso ad ospitare una zona relax/lettura: poltrone, libreria e lampade da lettura risultano adatte.  Un’altra soluzione adatta al soppalco è lo studio: risulta infatti lo spazio ideale per organizzare una libreria (consente di essere modulata in altezza) e una scrivania.

soppalco zona giorno

Ambienti sotto il soppalco

Solitamente se la zona da soppalcare è la zona giorno, la cucina rimane il locale sul quale si andrà a realizzare la soletta in modo da dare vita ad un soggiorno a doppia altezza. 

Come valorizzare un soggiorno a doppia altezza: scale e luci

La scala all’interno di un soggiorno a doppia altezza con soppalco, diventa un componente di arredo di grande impatto: scalini a vista, finitura in legno o in pietra impreziositi dalla giusta illuminazione (quale segnapasso e illuminazione puntuale dall’alto) permettono di ottenere una zona giorno in cui il design la fa da padrone. Un soggiorno a doppia altezza risulta inoltre la cornice perfetta per dei corpi illuminanti a soffitto, che se scelti con accuratezza ed in sintonia con lo stile della casa, arricchiscono l’ambiente. Per intenderci… anche in un salotto minimal o dallo stile industriale, un illuminazione dall’alto ci può aiutare ad enfatizzare ancora di più lo stile del nostro progetto.

illuminare soggiorno alto

Se avete o se siete in procinto di acquistare un appartamento con la zona giorno a doppia altezza, non spaventatevi per quel soffitto così alto e non ricadete nella scelta di utilizzare l’altezza come “ripostiglio”.. Il progetto di un bel soppalco permette di aumentare il valore estetico di tutto il soggiorno!

Maggio 2017,

Arch. Eleonora Vottero

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Lo Staff di Arredamenti Vottero cresce e si evolve: vi presentiamo Eleonora.

Lo Staff di Arredamenti Vottero cresce e si evolve: vi presentiamo Eleonora.

Il nostro staff si allarga, cresce e si completa, così come i nostri servizi.. Ci siamo posti l’obiettivo di ampliare le nostre conoscenze a 360° nel campo dell’interior design, per poter garantire un servizio completo ai nostri clienti.

Chi ci conosce lo sa, il nostro lavoro nasce dalla passione che giorno dopo giorno ci mettiamo per poter essere preparati nel trovare soluzioni per i nostri clienti. Crediamo che ogni vendita debba essere finalizzata ad accontentare il cliente, e crediamo che ogni arredo debba essere contestualizzato nel miglior modo possibile, al fine di creare ambienti piacevoli studiati “a misura”. Vediamo ogni vendita non come fine a se stessa, ma integrata nell’ambiente, per questo gli arredi vengono progettati al fine di ottenere il risultato migliore.

Vi presetiamo Eleonora

La ventata di novità che stiamo attraversando ha reso il nostro lavoro ancor più dinamico perché siamo passati dalla sola progettazione del mobile a poter offrire la ristrutturazione chiavi in mano, cambiamento supportato dall’ampliamento del nostro staff, grazie a Eleonora, una figura giovane, dinamica e soprattutto esperta di progettazione di interni. Il cliente può interfacciarsi quindi con un unico interlocutore dalle fasi prime fasi di progettazione fino alle fasi di realizzazione in cantiere. Malgrado la sua giovane età, Eleonora vanta un bagaglio di esperienza pluriennale coltivato nei migliori studi di Progettazione di Interni di Torino, che le hanno permesso di crescere professionalmente e di proiettare il suo stile nei progetti che realizza. 

Volendo offrire un servizio completo nel settore dell’interior crediamo sia fondamentale la preparazione di tutto lo staff sui materiali per la progettazione: seguiamo corsi di aggiornamento continui relativi a tutti i materiali delle aziende selezionate che trattiamo: dai pavimenti alle rubinetterie, fino ad arrivare ai corpi illuminanti.

Architetto Torino

La nuova Area Materiali

Vogliamo andare fino in fondo, e per farlo abbiamo investito molte energie per creare uno strumento che permetta al cliente di visionare su una parete il mood, il tono dei suoi nuovi arredi: pavimenti, mobili e rivestimenti possono essere facilmente affiancati per capirne gli accostamenti e scegliere quelli che più colpiscono.  Altro punto per noi fondamentale è l’esposizione dei materiali: abbiamo dedicato una parte dello showroom alla materioteca perché, che si tratti del rifacimento di un singolo bagno o di una ristrutturazione più importante, ci permette di far vedere e toccare con mano ai clienti ogni prodotto. Il progetto viene visualizzato prima “sulla carta” per poi essere visualizzato concretamente tramite l’accostamento dei vari materiali, colori e finiture: creiamo così la moodboard – una tavola in cui il progetto prende vita. Ci aiuta a capire gli accostamenti, a valutare se è necessario portare colore, aggiungere toni caldi o smorzare con alcuni dettagli dai toni freddi.. Oltre a servire a noi, serve al cliente: la presentazione delle tavole di progetto, accompagnate dai render e dai materiali che si andranno ad utilizzare, permette di visualizzare il progetto nella sua interezza.

moodboard

 

Dove vogliamo arrivare?? Crediamo che non sia la domanda giusta per noi.. Piuttosto, “cosa vogliamo fare?” Quello che vogliamo fare è crescere, proporre soluzioni che possano distinguersi perchè tengono in considerazione tutti gli aspetti dell’arredo. Crediamo che la strada che abbiamo intrapreso sia quella giusta per fare quello che più ci piace! 

Come scegliere lo specchio per il bagno

Come scegliere lo specchio per il bagno

State ristrutturando il vostro bagno, avete scelto rivestimenti, sanitari e probabilmente lo stile dell’arredamento. Per completare l’opera non vi rimane che scegliere uno specchio che possa essere la ciliegina sulla torta. Lo specchio in bagno è infatti un elemento di risalto, ed è importante valorizzarlo al meglio.

Lo specchio per il bagno è un oggetto di design.

Ristrutturando il vostro bagno è importante che tutte le varianti vengano prese in considerazione sin dall’inizio: scegliere per esempio se incassare lo specchio del bagno direttamente nel muro oppure adottare una soluzione libera dovebbe fare la differenza per lo sviluppo di tutto l’ambiente. Ricordatevi che lo specchio in bagno è un elemento dal forte carattere decorativo. Potete infatti contare su specchiere dalle forme stravagnati, queste potranno sicuramente aiutarvi a donare carattere all’ambiente. Essendo lo specchio per il bagno un oggetto di design, è importante inserirlo nel contesto giusto, senza abbondare ai suoi lati con elementi sospesi.

specchiera bagno

Lo specchio in bagno come elemento contenitore.

Piccoli spazi e necessità di contenitori per ottimzzare al meglio ogni centimetro del tuo bagno? Le specchiere contenitore potrebbero risolvere il problema assolvendo nel migliore dei modi due funzioni: donare luce e profondità all’ambiente e rivelarsi ottimi spazi per nascondere tutti i prodotti da bagno. Forse il design viene meno, però la comodità di nascondere un vano contenitore ditero allo specchio vi ripagherà della carenza estetica. 

Lo specchio del bagno sospeso

E’ l’era dei ribassamenti, delle velette a soffitto che creano giochi di altezze e luce. Perchè non progettare una specchiera che scenda all’interno di una intelaiatura di metallo direttamente dal soffitto? Il connubio tra più materiali all’interno dell’arredamento moderno è sempre più in voga se ben proporzionato. Se state per ristrutturare il bagno, potrebbe essere un’ottima idea rivolgervi ad un interior design, che vi potrebbe proporre una soluzione diversa dal solito, unica e progettata per voi. Parlando di specchi sospesi un nostro suggerimento potrebbe essere quello di porre particolare attenzione ai corpi illuminanti: Esistono infatti in commercio soluzioni che permettono di portare luce nella zona specchiera arredando al tempo stesso l’ambiente partendo dall’alto. La specchiera, se scelta e posizionata corretamente, potrebbe rivelarsi l’elemento di spicco e fulcro dell’arredamento della vostro nuovo bagno.

specchiera con faretti sospesi

Maggio 2017, Torino

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Scegliere il rivestimento della cucina

Scegliere il rivestimento della cucina

Il rivestimento della cucina è uno di quei dettagli ai quali prestiamo poca attenzione in fase di progettazione. Capita infatti che rimanga uno degli ultimi elementi da definire e da “incastrare” tra basi e pensili. Ci troviamo quindi spesso a decidere in fretta un rivestimento che deve avere un colore che si sposi bene con la finirura del top, che riprenda il colore dei frontali della cucina, e che stia bene con il pavimento.

Se siete in fase di ristrutturazione della cucina, il mio consiglio rimane quello di definire tutti gli elementi insieme, in modo da avere un risultato omogeneo e che nessun dettaglio rimanga quello da “far andare bene con quello che si è scelto in precedenza”.

Tipologie di rivestimento 

Vediamo quindi quali requisiti deve avere il rivestimento della cucina e che soluzioni si possono adottare.

Il rivestimento della cucina deve ovviamente rispettare i requisiti igienico-sanitari: la porzione di parete su cui si attestano il lavello ed il piano cottura deve essere infatti rivestita con materiale impermeabile, liscio, lavabile e resistente.

Effetto marmo rivestimento cucina

Le soluzioni che si possono adottare per rivestire la porzione di parete tra le basi ed i pensili sono molteplici, ma possono essere raggruppate in 3 grandi famiglie:

– rivestimento in piastrelle;

– resina/smalto lavabile;

– schienale dello stesso materiale del top.

Materiali di rivestimento per tutti i gusti

Materiali rivestimento cucina

-Rivestimento in piastrelle: è la soluzione che più si rifà alla tradizione: era infatti di uso comune rivestire tutte le pareti della cucina, in alcuni casi per l’intera altezza della parete. Oggi, come abbiamo visto, il rivestimento viene limitato alla porzione di parete tra basi e pensili. La piastrella più comune e resistente è il gres porcellanato che, prodotta in vari formati e finiture permette di ricreare diversi effetti: dall’effetto resina, all’effetto cemento, fino ad arrivare all’effetto marmo, adattandosi così a molteplici soluzioni e riuscendo ad accontentare un po’ tutti i gusti.

-Rivestimento in resina/smalto lavabile: non si tratta di un vero e proprio rivestimento, ma assolve comunque perfettamente le proprie funzioni: sia la resina che gli smalti sono infatti lavabili e garantiscono i livelli di igiene come una piastrella. La resina permette di ottenere principalmente due effetti: nel caso in cui si decida di posare la resina sulle piastrelle esistenti, l’effetto che si ottiene è quello di una “rimodernata” rispetto alla situazione esistente: le fughe del rivestimento rimangono infatti visibili. Nel caso in cui, invece, la resina venga posata sulla parete intonacata, si ottiene un effetto omogeneo, sia nel colore che nella texture, risultando adatta per donare un aspetto industriale alla cucina.

– Schienale realizzato con lo stesso materiale del top della cucina: nelle cucine moderne si tende sempre più spesso a limitare la quantità e la tipologia dei materiali per creare un ambiente il quanto più possibile omogeneo. Ecco che in quest’ottica, la soluzione dello schienale realizzato nello stesso materiale del top risulta ottima! Lo schienale può coprire tutta la distanza tra le basi ed i pensili, oppure può avere diverse altezze (dai 10 ai 20 o ai 30cm) a seconda dei gusti, sostituendo così la più classica alzatina. Nel caso in cui vi orientaste nella scelta dello schienale, vi consiglio di “rivestire” la porzione di parete di risulta tra lo schienale ed i pensili, con uno smalto lavabile, oppure con una resina.

schienale resina cucina

Le cementine in gres porcellanato: il tradizionale cemento decorato, rivisitato in chiave moderna.

Di grande tendenza e tra le soluzioni più particolari che si possono adottare per rivestire la cucina, non passano di certo inosservate le cementine, che se realizzate in gres porcellanato, risultano adatte per essere inserite in una cucina. Tradizionalmente venivano realizzate in pastina di cemento colorata, che però poco si presta ad un ambiente come la cucina, dove il rischio di macchiarle è dietro l’angolo. Le varianti delle classiche cementine esagonali proposte in gres porcellanato ci consentono di creare rivestimenti di grande effetto anche all’interno di ambienti contemporanei. 

Esistono sul mercato infinite varianti di finiture per le cementine: è possibile realizzare rivestimenti che danno vita ad ambienti più neutri utilizzando texture “tono su tono” sui colori caldi del beige o del grigio, oppure creare ambienti in cui si fa prevalere un colore. In entrambi i casi è possibile rendere particolare e di grande effetto la nostra cucina scegliendo di inserire poche cementine a contrasto, oppure sfruttando la forma esagonale, in modo da non realizzare un rivestimento lineare, ma anzi facendo “uscire” dallo schema di posa uno o più esagoni. Perfetto è l’abbinamento tra cucina moderna e cementina.

Le varianti per rendere particolare il rivestimento della cucina sono infinite.. Non ci resta che ricordarci della scelta del rivestimento in fase di progettazione per dar vita ad una cucina in cui tutti i materiali e gli elementi sembrano fatti apposta per convivere in un unico ambiente!

 

piastrelle esagonali gres porcellanato cucina

Torino, Maggio 2017

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Come scegliere il divano perfetto

Come scegliere il divano perfetto

Come scegliere il divano perfetto? Potrebbe sembrare facile consigliarvi un divano, potremmo spendere ore e ore in tecnicismi e disquisire su quel o sull’altro tessuto. In realtà non c’è cosa più semplice al mondo che acquistare il vostro nuovo divano: pensate a chi siete e al vostro stile di vita, alla vostra quotidianità, e in pochi secondi già potrete capire quale divano potrebbe essere il vostro nuovo divano.

È sul divano infatti che riceviamo gli ospiti, ci riuniamo per i momenti conviviali oppure assistiamo alle imprese della nostra squadra del cuore. Possiamo dire allora che per ogni utilizzo esiste un determinato divano, che sarà il divano giusto per voi.

Amanti del thè delle 17:00? Ecco il divano che fa per voi.

Sedute sostenute e proporzionate nelle profondità, schienale quasi perpendicolare e alto, meglio se consente l’appoggio fin sopra le spalle, quasi da poggiatesta. Questo è il classico divano da conversazione, necessario in tutti i salotti destinati ai momenti conviviali con gli ospiti invitati. Deve essere comodo e sostenere una seduta composta anche nel tempo, per questo è fondamentale che i cuscini di seduta garantiscano una performance costante anche dopo molto tempo. I salotti per conversazione si costituiscono quasi sempre di due o tre elementi separati, sconsigliamo le composizioni angolari o con penisola: il nostro scopo é ottenere dal nostro divano il maggior numero di sedute, disposte in modo tale da poter conversare comodamente. Un’eventuale poltrona potrebbe fungere da elemento decorativo al divano.

soprano doimo salotti

Serate con gli amici e dopocena davanti alla TV? Vediamo il divano perfetto per il relax!

Se avete la casa sempre invasa dagli amici e amate trascorrere intere giornate guardando i vostri telefilm preferiti o tifare la vostra squadra del cuore, avrete sicuramente bisogno di un divano che vi permetta di rilassarvi in assoluta tranquillità,  assumere posizioni più comode e magari appisolarvi per qualche minuto. Sedute profonde, schienali più bassi e braccioli eventualmente pronti ad essere utilizzati come cuscini, rivestiti in tessuti tecnici a prova appunto…di amici! Ad oggi potete fare affidamento sui fantastici tessuti anitimacchia idrorepellenti, una vera garanzia in fatto di tenuta da eventuali danni esterni, alcuni addirittura lavabili in lavatrice. Se il vostro nuovo divano dovrà assolvre questi compiti, orientatevi verso una soluzione angolare o ancora meglio una composizione con elemento penisola. Non sottovalutate l’opzione di un modello che preveda le sedute estraibili, potrebbero rivelarsi comode nel assumere posizioni ancor più rilassanti.

life doimo salotti

Un secondo letto? I divani trasformabili.

Quelli che una volta erano esclusivamrnte letti di fortuna, con materassi dallo spessore risicato, oggi si presentano come veri e propri letti contenuti all’interno di comodi divani. I meccenismi di ultima generazione permettono di trasformare il vostro divano in un comodissimo letto con materasso alto 18 cm con un semplice movimento. Se quindi avete necessità di avere un secondo letto in casa sempre pronto e pratico nell’utilizzo anche di tutti i giorni, vi consigliamo di orientarvi su questa nuova tipologia di divani trasformabili. 

divano letto dimo salotti

 

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Torino, Aprile 2017

 

Come realizzare un secondo bagno in camera

Come realizzare un secondo bagno in camera

Spinti dalla comodità, dalla praticità o da un semplice sfizio, l’esigenza di ricavare il secondo bagno in camera risulta sempre più attuale. Ci ritroviamo quindi spesso nella condizione di voler ricavare il secondo bagno ad uso esclusivo della camera, in modo da lasciare il bagno principale a servizio della zona giorno. 

Quando abbiamo intenzione di realizzare un intervento del genere, è importante già dalle prime fasi della progettazione, rispettare alcuni vincoli imposti dalla normativa, ovviamente dopo esserci accertati della fattibilità dell’intervento, dettata dalla possibilità o meno del collegamento alla colonna di scarico per l’allaccio dei nuovi impianti. L’impossibilità di attaccarsi alla colonna di scarico (data da una distanza non colmabile con la pendenza ricavabile nel massetto), porta con sé la necessità di installare delle pompe per lo scarico dei sanitari e della doccia. Se ci trovassimo nel secondo caso quindi, niente panico: la soluzione per ricavare il bagno in camera è dietro l’angolo!!

Bagno in camera? Cosa dice la normativa.

Ovviamente uno dei vincoli principali è costituito dalle dimensioni della stanza che dovrà essere suddivisa per ospitare il nuovo bagno, è necessario infatti garantire le seguenti metrature:

  • Camera matrimoniale: 14 mq

  • Camera singola: 9 mq

  • Non dobbiamo inoltre dimenicare le altezze, che per i locali di servizio non possono scendere al di sotto di 2,40mt.

Trattandosi del secondo bagno, e dovendolo ricavare all’interno di una camera, quasi sicuramente non riusciamo a garantire la ventilazione e l’illuminazione naturale. La normativa ci viene incontro, dandoci la possibilità di installare un impianto di aerazione che garantisca la ventilazione meccanica. A questo punto non ci resta che definire i sanitari che il nuovo servizio andrà ad ospitare, quindi:

  • Lavandino e sanitari;

  • Lavandino, sanitari e piatto doccia.


Chiariti i vincoli di cui dobbiamo tenere conto in fase di progettazione, vediamo alcune soluzioni per ricavare il secondo bagno in camera.

Bagno ricavato al fondo o all’ingresso della camera

Vetrata bagno camera da letto

Realizzare un muro che permetta di posizionare il bagno al fondo o all’ingresso della camera, in modo da garantire la presenza di una parete utile al posizionamento degli arredi della camera stessa: la parete di separazione tra la camera ed il bagno può essere sfruttata per il posizionamento dell’armadio o del letto.
 Ne ricaviamo così un “bagno a corridoio” che può essere concepito in diversi modi,tra i quali:


  • Antibagno che ospita il lavandino, separato dal bagno (sanitari e doccia) da una porta scorrevole;
-
  • Bagno unico con doccia passante, con piatto doccia a filo pavimento


Posizionare il bagno in un angolo della camera, ricavando così un bagno a pianta pressochè quadrata, che separato dalla camera da letto da una porta scorrevole (consigliata nelle metrature ridotte per evitare di avere l’ingombro dell’apertura della porta), consente di posizionare sanitari, lavabo e piatto doccia.


Nelle camere da letto che presentano delle metrature un può più elevate e nel caso in cui si voglia creare il bagno in camera per rendere l’ambiente più particolare, è possibile ricorrere alle seguenti soluzioni:

  • Parete vetrata, in tutto o in parte, per separare la stanza dal bagno: il vetro permette di avere la percezione di un ambiente più grande, proprio perché la trasparenza della partizione interna amplifica le dimensioni della camera che non viene “chiusa” da un parete opaca.

  • Vasca free standing da posizionare nella camera stessa: soluzione decisamente più azzardata, che in alcuni casi riesce a trasformare radicalmente una camera da letto, donandole se vogliamo il carattere di una mini spa. In questo caso, la distinzione tra la zona in cui viene posizionara la vasca e la camera da letto può essere garantita da un cambio di materiale del pavimento: si ottiene così una sorta di separazione tra le due funzioni. In questo caso, se si ha comunque la necessità di insierire sanitari e lavello, è opportuno dedicare un angolo o una zona della camera da dedicare al bagno vero e proprio.


Bagno in camera? Alcuni trucchi per ricavare lo spazio.

Secondo bagno in camera

Nel caso di un lavoro importante di ristrutturazione, come l’inserimento di un bagno all’interno di una camera da letto, oltre ad una corretta progettazione degli spazi, giocano un ruolo fondamentale i materiali.
Come abbiamo visto, l’inserimento di pareti vetrate e di specchi permette di percepire gli spazi amlificati.
Pavimenti e rivestimenti sui toni chiari, come ad esempio piastrelle in gres porcellanato effetto pietra sui toni del beige o del grigio chiaro, oppure resine, riflettendo la luce (naturale nei casi di una finestra, o artificiale) permettono di rendere il bagno più luminoso.
Sempre attuale per poter ottenere un ambiente sofisticato ed elegante, è il rivestimento in marmo. In questo caso le scelte possono spaziare dal marmo di Carrara per ottenere un bagno luminoso, fino ad arrivare a marmi sui toni del marrone o del nero per un risultato più azzardato.
Nel caso in cui la metratura lo permetta, abbiamo visto come ricavare il bagno in camera, possa aiutare ad ottenere risultati oltre che funzionali, esteticamente gradevoli e ricercati.

Torino, aprile 2017

Arch. Eleonora Vottero